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Dalla Commissione Europea una consultazione con gli operatori retail per un ecosistema più resiliente, digitale e green

green retail

Il settore retail non solo è il più grande di tutti gli ecosistemi in termini di occupazione e numero di aziende nell’Unione europea, ma è anche quello che serve quotidianamente quasi 450 milioni di consumatori, i quali spendono un terzo del loro budget famigliare per lo shopping.

Consapevole del ruolo che il retail ha nel presente e nel futuro dell’UE, la Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica per raccogliere feedback dagli operatori del settore, con l’obiettivo di mettere in atto un percorso di transizione per giungere a un ecosistema che sia più resiliente, digitale e green.

La consultazione, che si concluderà entro fine settembre e intende raccogliere il materiale di fondazione per lo sviluppo della roadmap, coinvolge tutte le imprese del settore retail, dalle grandi catene alle piccole e medie imprese, nonché alle associazioni di categoria e agli altri stakeholder.

“Accogliamo con favore l’opportunità offerta da questa roadmap”, ha dichiarato Christel Delberghe, Direttrice Generale di EuroCommerce, l’associazione europea del commercio all’ingrosso e al dettaglio. “E’ un’iniziativa che offre l’opportunità di identificare le misure critiche necessarie per la trasformazione del settore, il quale rappresenta il primo datore di lavoro privato dell’UE e che fornisce un servizio essenziale a consumatori e imprese del Vecchio continente”.

La Commissione, in un report pubblicato in parallelo alla consultazione, dal titolo ‘Co-creation of a transition pathway for a more resilient, digital and green retail ecosystem’ analizza dati e caratteristiche del settore retail in Europa e tratteggia le sfide che il medesimo si trova ad affrontare, anche alla luce dei grandi temi sul tavolo, come la passata epidemia, la guerra in Ucraina ancora in corso e i cambiamenti climatici sempre più marcati.

L’analisi delle istituzioni europee non può non iniziare dalla rivoluzione digitale, sottolineando come il commercio omnicanale, fondendo le interazioni fisiche e online, offra ai consumatori un’esperienza di shopping senza soluzione di continuità   e l’utilizzo più avanzato di tecnologie come l’intelligenza artificiale, il cloud computing o la blockchain stia guadagnando importanza e sagomando la forma futura del settore del commercio al dettaglio.

Il ruolo dei negozi fisici sta cambiando: continuano a svolgere un ruolo chiave per i consumatori, consentendo loro di vedere, toccare e provare i prodotti, sottolinea ancora la Commissione nel suo report. Tuttavia, i negozi agiscono adesso anche come centri di intrattenimento o esperienza che integrano tecnologie digitali in negozio. Presto, è probabile che svolgeranno un ruolo come centri di stampa 3D, hub di coltivazione indoor o hub di circolarità, contribuendo a dare una seconda vita ai prodotti o a riciclarli.

Formati di vendita al dettaglio come ipermercati e supermercati sono sempre più sotto pressione da attori puramente online, che sviluppano il loro modello di business sull’offerta a basso prezzo e formati in rapida crescita come il quick commerce.

Questi sviluppi hanno un impatto ancora più pronunciato sulla sostenibilità dei piccoli rivenditori. Infatti, mentre i negozi di prossimità e i piccoli supermercati locali guadagnano importanza in risposta a una crescente tendenza dei consumatori verso la vicinanza e la comodità, i piccoli retailer non alimentari potrebbero avere difficoltà a rimanere attraenti per i consumatori. In questo contesto, mantenere la vitalità e l’attrattiva commerciale nelle città è una sfida complessa per i Comuni.

Mentre una parte dei retailer europei ha già compiuto progressi nell’approfittare delle opportunità di raggiungere i clienti introducendo tecnologie digitali,  si legge poi nel rapporto, molti altri, in particolare le PMI, non hanno ancora compreso le opportunità della digitalizzazione e si affidano ai loro negozi fisici come unico canale.

La commissione fa notare come nel 2022  gli investimenti in tecnologia dei retailer siano diminuiti significativamente, scendendo al di sotto dei livelli pre-pandemici. Questa diminuzione viene attribuita ai tassi di interesse elevati, all’alta inflazione e alle incerte condizioni economiche. Potrebbe però anche derivare dal fatto che i retailer hanno investito pesantemente all’inizio della pandemia per mantenere in piedi le proprie attività.

Per questo il supporto negli investimenti per la transizione digitale è una delle priorità più importanti dell’UE. Le stime indicano che l’ecosistema retail europeo avrebbe bisogno dai 155 ai 230 miliardi di euro entro il 2030 per la transizione digitale, verde e delle competenze. Una cifra che rappresenta dallo 0,4% allo 0,6% del fatturato annuo totale del settore.

Oltre alla digitalizzazione, un altro aspetto prioritario per il settore retail è la sostenibilità. Il rapporto spiega come occorra agire in questo senso non solo su materiali e spazi di vendita, ma anche su flotte di veicoli, refrigerazione, efficienza energetica, produzione e trasformazione, coinvolgendo tutta la catena di attori coinvolti.

La transizione green porta allo sviluppo nel retail di nuovi modelli di business, in linea con un’economia più circolare, come la riprogettazione dei prodotti per renderli più sostenibili, rendendo i servizi di riparazione più disponibili, prediligendo formule di noleggio, concentrandosi sulla riutilizzazione o riparazione di prodotti e imballaggi per mantenerli nel circuito economico, facilitando il riciclaggio dei rifiuti generati dai beni venduti. E la transizione verso la sostenibilità può andare di pari passo e essere rafforzata dalla transizione digitale.

Terzo pilastro per l’evoluzione del settore retail su cui si focalizza la Commissione è lo sviluppo delle competenze del personale. La formazione e l’acquisizione di nuove skills da parte dei lavoratori è infatti un nodo centrale nel percorso di transizione.

La Commissione ritiene necessario un cambiamento di mentalità, nell’ambito delle competenze: sia i datori di lavoro che i dipendenti devono sviluppare un senso di urgenza in termini di riqualificazione e sviluppo delle skills e abbracciare la formazione continua.

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