Primo trimestre 2016, compravendite immobiliare commerciale in crescita del 14.5%

Nel primo quarto del 2016 le compravendite di negozi e centri commerciali hanno segnato un’importante crescita.

Il dato positivo si ricava da un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che esaminando i dati dell’Agenzia delle Entrate, evidenzia una crescita del 14.5% delle compravendite di immobili per l’impresa rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Nell’arco dell’intero 2015, l’aumento del volume di compravendite registrato nel mercato degli immobili commerciali era stato di circa il 2% rispetto all’anno precedente.

Lo studio di Tecnocasa mette in evidenza anche i dati di mercato nelle varie città italiane, mostrando che nel periodo oggetto di analisi l’andamento migliore in termini di volume d’affari delle transazioni è stato quello di Palermo, dove il valore delle compravendite è aumentato del 27.6%.

Ottimo risultato anche per Verona, che segna nel periodo un +23.3%, seguita da Firenze, con un +19.2%. Le uniche due città che segnano invece un decremento sono Torino, in calo del 2.2%, e Bologna con un calo dello 0.9%.

Per quanto riguarda poi il numero delle compravendite, a fare meglio sono Roma e Milano: nel primo trimestre 2016, nella Capitale le transazioni sono aumentate dell’8.4%, mentre nel capoluogo lombardo del 14.1%.

Se ci si focalizza invece sulla tipologia degli acquirenti, si determina che nel trimestre in esame a trainare il mercato degli immobili per l’impresa sono soprattutto gli investitori, mentre gli utilizzatori preferiscono maggiormente la locazione.

L’obiettivo degli investitori è quello di raggiungere un range di rendimento che va dall’8 al 10% annuo lordo a seconda della rischiosità dell’investimento.

Lo studio di Tecnocasa evidenzia la buona tenuta per le attività legate al mondo della ristorazione, anche se sottolinea che l’offerta sul mercato non sempre riesce a essere soddisfatta per carenza di immobili dotati di canna fumaria.

Si conferma infine vincente la posizione strategica degli immobili, che risultano maggiormente appetibili se ubicati in vie di passaggio, anche se si riscontrano dei casi di vacancy.

“Nelle high street delle grandi città la domanda è sempre molto alta e vede in prima fila i grandi marchi, soprattutto della moda” si legge nel comunicato con cui Tecnocasa ha presentato il suo studio “Si segnalano anche richieste di spazi medi per l’apertura di supermercati di vicinato. Sulle strade non di passaggio si nota maggior vacancy e gli immobili presenti talvolta sono destinati all’insediamento di attività di servizi.”

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Fondi immobiliari nel mondo, crescita oltre le attese: ‘Già superato il traguardo previsto per il 2020’

Buone notizie sul fronte dei fondi immobiliari, che crescono a livello mondiale oltre alle aspettative, raggiungendo a fine 2015 un patrimonio pari a circa 2.550 miliardi di euro, segnando così un +6.2% rispetto all’anno precedente.

Il dato emerge dal recente rapporto “I fondi immobiliari in Italia e all’estero” realizzato da Scenari Immobiliari, che prende in analisi il patrimonio delle diverse forme di fondi nazionali e internazionali sia quotati che non quotati, Real estate investment funds (Reit) ecc.

“Prima della crisi, vale a dire nel 2007, avevamo fatto delle stime di crescita del comparto” ha spiegato Paola Gianasso, direttore generale di Scenari Immobiliari, presentando il rapporto “La nostra valutazione aveva stimato come probabile il traguardo di 1.500 miliardi di euro nel 2015 e di 2mila miliardi nel 2020.”

“Si pensava infatti che la crisi mondiale avrebbe fermato tutto, ma in realtà abbiamo già raggiunto e superato il traguardo del 2020” ha ancora sottolineato la Gianasso.

Sempre secondo quanto si evince dal rapporto di Scenari Immobiliari, i veicoli di investimento indiretto nel mattone privilegiati sono i Reit, che rappresentano il 78% del patrimonio globale.

In questo contesto, il Vecchio continente ha oltre 1.600 veicoli di investimento, con un totale patrimoniale di circa 870 miliardi di euro, in crescita di quasi il 5%.

Praticamente stabile invece il peso europeo sul totale mondiale, pari a una percentuale che si aggira intorno al 34% e i Reit a livello europeo che rappresentano il 37%, con il mercato che continua a essere guidato dai fondi non quotati.

Se si analizzano i dati del rapporto su base geografica, si ottiene la conferma che per quanto riguarda i fondi immobiliari la Germania rimane il Paese più importante,  con un patrimonio di 151 miliardi di euro, di cui 86 miliardi facenti capo a fondi aperti.

Seguono la Francia, con un patrimonio totale di 95.5 miliardi di euro, l’Olanda con 70 miliardi e la Gran Bretagna con 68.5 miliardi. Per quanto riguarda invece l’Italia, il complessivo del patrimonio dei fondi immobiliari è pari a 46 miliardi di euro.

L’asset allocation dei fondi immobiliari europei indica come gli operatori tendano sempre maggiormente a diversificare gli investimenti, strategia che ha consentito una performance in crescita di circa il 3% rispetto all’anno precedente.

In Italia, nel 2015, il patrimonio immobiliare ha superato i 52 miliardi di euro segnando un +3,2% e si è riscontrata una crescita del Nav (Net asset value) intorno al 5%, pari a circa 46 miliardi di euro.

Dal rapporto di Scenari Immobiliari emerge infine che le dieci società leader rappresentano circa il 17% degli investimenti europei, con un patrimonio complessivo gestito di oltre 78 miliardi di euro.

“Indubbiamente anche in Italia vediamo l’accentuarsi di due trend” ha ancora spiegato la Gianasso “Da un lato, il sempre minor peso dei fondi per il pubblico dei risparmiatori, i cosiddetti retail. Dall’altro la continuazione dei processi di concentrazione delle società di gestione, alle prese con acquisizioni e fusioni per raggiungere dimensioni minime competitive.”

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