Nel 2022 il capitale investito nel settore retail ha toccato la cifra record di 859 milioni di euro, rispetto ai 557 milioni dell’anno precedente. A porre in evidenza questa lampante crescita è l’ultima versione del rapporto AIFI-PwC.
Il medesimo rapporto, evidenzia come la più alta attrattiva degli investitori si riscontri nei segmenti della ristorazione e dell’abbigliamento-accessori.
La ristorazione fa presa sugli investitori per differenti ragioni: è un settore che può crescere facilmente grazie alla sua ampia diffusione nel mercato e offre anche opportunità di espansione internazionale. Inoltre, sono fattori di ulteriore appeal i processi standardizzati, la rapidità nel raggiungere il punto di pareggio e la possibilità di utilizzare il servizio di consegna.
Per quanto riguarda l’abbigliamento e gli accessori, ciò che attrae gli investitori sono principalmente elementi come la posizione strategica dei negozi nelle piazze e nelle vie principali, la varietà e la flessibilità dei formati di vendita, le numerose iniziative e promozioni nei punti vendita, la capacità di integrare il canale fisico con quello digitale, la profonda conoscenza della clientela e l’adozione di politiche di sostenibilità.
Dati quelli del recente report AIFI-PwC che hanno consentito di porre l’accento su quanto la fisicità dei punti vendita continui a essere al centro dell’interesse degli investitori: “I progetti imprenditoriali importanti tornano a richiamare l’attenzione dei fondi d’investimento, che in passato avevano spostato, con eccessiva euforia, l’attenzione dal fisico al digitale, determinando bolle che si stanno ridimensionando”, ha sottolineato Mario Resca, presidente di Confimprese, nel corso della quinta edizione dell’incontro ‘RETAIL & FINANZA’ che si è svolto in luglio a Milano, nella sala convegni di Palazzo Mezzanotte presso la Borsa Italiana.
“Come ha riassunto egregiamente il bravissimo moderatore dell’incontro Sebastiano Barchirotto, il convento piange, ma i frati sono tutti grassi”, commenta Pierluigi Romanato, cofondatore della società di consulenza immobiliare veronese FARO, presente all’evento. “Un vecchio adagio che sintetizza in maniera perfetta quel diffuso atteggiamento per cui, nonostante tutti i segnali economici che riguardano gli investimenti nel settore siano positivi, nessuno sembra capirne le ragioni”.
“Credo che la chiave sia avere una comprensione del mercato grazie all’unione di esperienza e giusti strumenti”, aggiunge l’altro co-fondatore di FARO, Umberto Fasol. “Ha colto bene il punto la dott.ssa Alessandra Gritti, CEO di Tamburi Investiment Partners, quando ha detto che il cliente deve sempre essere al centro dell’attenzione e che CRM e tecnologia sono fondamentali. Noi da anni siamo su questa lunghezza d’onda e usiamo un CRM indispensabile per capire e agire al meglio nel nostro settore”.

Umberto Fasol e Pierluigi Romanato, co-fondatori di FARO
“Il presidente di Confimprese Mario Resca ha detto che dei loro 450 associati retailer c’è una previsione per il 2023 di circa 3mila aperture, a dimostrazione di una voglia notevole di sviluppo”, aggiunge ancora Romanato. “Sono numeri che confermano il trend positivo di interesse e richieste che anche in FARO riscontriamo con le nostre iniziative commerciali”.
“L’incontro a Palazzo Mezzanotte ha mostrato un quadro generale economico in crescita e moderata positività”, conclude Fasol. “Un confronto che si è rivelato utile e costruttivo”.
FARO ha come attività fondamentale l’attenta analisi dello scenario del mercato dell’immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto.
Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, FARO affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.
Il quadro complessivo disegnato dagli analisti di AIFI-PwC, nell’arco temporale che va dal 2015 al 2022 evidenzia un aumento costante delle operazioni di PE nel retail da parte dei fondi di investimento in Italia, con 196 deal realizzati nel retail con un ammontare investito di 2.527 miliardi.
Le competenze di FARO si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.