Intelligenza artificiale e retail, le applicazioni nel settore in crescita esponenziale: “Trasformazione del lavoro e molteplici vantaggi”

L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più importante in molti settori e ci si attende che in futuro avrà un impatto significativo su molti aspetti della vita privata e lavorativa delle persone, diventando inoltre fondamentale per la competitività delle aziende e per la crescita economica.

In particolare, il retail vedrà già nel breve periodo una crescita esponenziale dell’AI, tanto che una ricerca realizzata dalla società di analisi e consulenza Fortune Business Insight, stima che il valore dei servizi basati sull’AI nella vendita al dettaglio passerà dagli attuali 5 miliardi a 31 miliardi di dollari nel 2028.

Questa prospettiva, se da un lato crea enormi aspettative, dall’altro porta  a interrogarsi su quale impatto questo tipo di tecnologia potrà avere nei prossimi anni sulle aziende del settore.

Molto spesso si tende ad associare la tecnologia e in particolare l’AI a una possibile drastica riduzione dell’apporto umano, dando per scontata una conseguente massiccia perdita di posti di lavoro.

In realtà è più corretto parlare di ‘trasformazione’ del lavoro e di uno scenario in cui questo tipo di tecnologia, nel lungo termine cambierà il ruolo dell’intervento umano, automatizzando determinate operazioni e permettendo al personale di concentrarsi su attività in cui l’elemento umano è insostituibile, sia in termini operazionali che di rapporto con il cliente.

“L’intelligenza artificiale apre la porta alle aziende per prendere decisioni ‘smart’ nel settore del personale e dell’approvvigionamento”, spiega il CEO della società specializzata in AI per il retail SandStar, in un articolo pubblicato sul sito del World Economic Forum di Davos, la cui ultima edizione si è svolta recentemente. “Queste decisioni possono ottimizzare i costi di manodopera e di rifornimento, contribuendo anche a eliminare le situazioni di esaurimento delle scorte e a massimizzare le vendite. L’AI cambierà l’aspetto dei ruoli di vendita al dettaglio, rendendo le imprese più efficienti”.

Yili identifica differenti applicazioni che l’AI può avere nel settore retail e le ricadute positive che tali applicazioni possono portare.

Sostenibilità: l’AI può ottimizzare logistica e gestione dei magazzini, essere utilizzata per sviluppare algoritmi di consiglio dei prodotti personalizzati che aiutino i consumatori a fare scelte più sostenibili e per ridurre gli sprechi e la produzione eccessiva.

Automazione: l’AI può automatizzare la gestione dei magazzini, la logistica, l’elaborazione degli ordini, la gestione dei dati dei clienti e la previsione della domanda. Ciò può aumentare l’efficienza e ridurre gli errori.

Prevenzione delle perdite: la tecnologia AI sta stimolando il self-checkout, offrendo un metodo sicuro di scansione che aiuta anche a prevenire il taccheggio. Può funzionare senza alcuna assistenza umana e offre ai clienti un maggiore controllo sul processo di acquisto.

Riduzione dei costi: l’AI può migliorare l’organizzazione e semplificare la forza lavoro dei punti vendita, dando loro la possibilità di prendere decisioni informate basate sui dati. L’AI può automatizzare le attività più semplici e ottimizzare il lavoro più impegnativo come la consegna, il monitoraggio e la pianificazione. Tutti questi progressi possono rendere il lavoro molto più facile ed efficiente per i dipendenti.

Ottimizzazione della supply chain: l’AI può essere utilizzata per ottimizzare la catena di approvvigionamento attraverso diverse tecniche come la revisione dei precedenti modelli di acquisto, fornendo degli alert quando lo stock dei prodotti più venduti potrebbe raggiungere un livello critico sulla base di modelli temporali e tendenze stagionali, pianificare la gestione dei magazzini e anche per la gestione dei fornitori e la verifica dei prodotti, migliorando sicurezza e qualità.

Customer satisfaction: l’AI può portare benefici in termini di soddisfazione dei clienti attraverso la personalizzazione dell’esperienza d’acquisto, l’elaborazione rapida delle richieste e la risoluzione dei problemi, nella raccomandazione di prodotti personalizzati grazie a una maggiore conoscenza del proprio cliente, soddisfacendolo così al meglio, nonché nell’automazione dei processi di assistenza, anche attraverso l’utilizzo ibrido tra uomo e chatbot.

“In conclusione l’AI rappresenta un’opportunità per creare un’esperienza più efficiente e piacevole per i consumatori, aumentando al contempo i profitti per i rivenditori”, spiega ancora Yili“, ed è una tecnologia che aiuta le aziende a rimanere competitive in un’economia in continua evoluzione”.

FARO, società che nasce per offrire servizi di sviluppo, agency e reddito immobiliare ha come attività fondamentale l’attenta analisi dello scenario del mercato dell’immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, FARO affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di FARO si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Foto di DeepMind su Unsplash

Efficienza energetica sempre più strategica per l’immobiliare commerciale: “Aumento costi accelera piani di miglioramento”

L’aumento dei costi energetici sta spingendo sempre più i manager italiani a considerare l’efficienza energetica degli immobili commerciali come fattore strategico.

A parlare chiaro in questo senso sono i numeri che emergono dalla recente ricerca ‘Overcoming the energy crisis in commercial Real Estate’ realizzata dalla società di data intelligence Esg Deepki: il 76% dei manager italiani intervistati dagli analisti di Deepki sta infatti accelerando i piani per migliorare l’efficienza energetica dei propri portafogli immobiliari.

I risultati della ricerca si basano su interviste rivolte a 250 gestori di immobili commerciali italiani, ma anche di Regno Unito, Germania, Francia e Spagna.

I manager italiani intervistati da Deepki hanno evidenziato come quasi la metà di loro (il 48%),  abbia riscontrato un aumento dei costi energetici nel proprio portafoglio superiore al 50% e tra questi il 14% tra il 61% e il 70%.

“Le aziende stanno facendo i conti con i costi della crisi energetica e gli immobili commerciali non fanno eccezione”, ha dichiarato Claudia Scarcella, Country Manager di Deepki Italia, presentando la ricerca. “Tuttavia, invece di fermare gli investimenti, il settore sta agendo, accelerando i piani di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici o rivedendo le proprie strategie sugli immobili meno performanti”.

La necessità di edifici commerciali più efficienti dal punto di vista energetico è evidenziata anche dall’aumento del cosiddetto ‘green premium’, ovvero il maggiore valore di prezzo acquisito dagli edifici più sostenibili. La ricerca rivela che oltre la metà dei manager che ha messo in atto azioni di efficientamento energetico ha riscontrato un aumento del valore degli immobili tra l’11% e il 15%, mentre quasi il 30% ha visto aumentare il valore degli immobili tra il 5% e il 10%, dati che riflettono come la domanda di edifici più efficienti da parte di occupanti e utilizzatori sia in crescita.

Per mettere in atto una concerta efficienza energetica  degli immobili commerciali occorre realizzare delle procedure sistematiche che consentano di ottenere dei profili di consumo energetico degli edifici, in modo da individuare le opportunità di miglioramento.

Questo tipo di diagnosi si focalizza sui dati energetici delle strutture esistenti, sui miglioramenti tecnici possibili per la riduzione o comunque per  l’ottimizzazione dei consumi energetici, per la riduzione dei costi legati all’energia e per la riduzione dell’impatto ambientale nel rispetto di obblighi normativi sempre più stringenti.

Le procedure di audit energetico degli immobili possono essere fatte anche in modo virtuale, grazie all’evoluzione della tecnologia e del settore R&D nell’efficientamento energetico. Questa tipologia di audit però non può essere utilizzata nei casi di obbligo normativo, ma bensì unicamente quando le analisi si compiono su base volontaria.

Le autorità europee hanno da tempo sottolineato in differenti occasioni il ruolo cruciale che i mercati immobiliari svolgono nella transizione verso un’economia e una società a basse emissioni di carbonio. L’UE stima che il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici nel Vecchio Continente può ridurre il consumo energetico complessivo del 5-6% e le emissioni di anidride carbonica di circa il 5%. 

FARO, società che nasce per offrire servizi di sviluppo, agency e reddito immobiliare ha come attività fondamentale l’attenta analisi dello scenario del mercato dell’immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, FARO affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di FARO si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Foto di Brandon Lee su Unsplash