Nell’ultimo trimestre del 2023 gli investimenti nell’immobiliare commerciale in Italia sono stati pari a 2,87 miliardi di euro, un risultato che segna un incremento del +17% rispetto a quello dello stesso periodo dell’anno precedente.
I dati si ricavano da un recente outlook realizzato dagli analisti di CBRE, società leader nel mondo della consulenza e degli investimenti nel commercial real estate.
Una chiusura dunque positiva per il 2023 sul fronte degli investimenti nell’immobiliare commerciale italiano. Un segnale di recupero che archivia un anno in cui vi è stato un calo dei volumi d’investimento nel settore, arrivati a 6,6 miliardi di euro, un meno 44% rispetto all’anno precedente.
“I dati in crescita dell’ultimo trimestre del 2023, che concentra il 43% del volume annuale è un segnale incoraggiante”, ha dichiarato Silvia Gandellini, Head of Capital Markets and Head of A&T High Street di CBRE Italy, presentando l’outlook.
“Le buone performance da parte degli occupier hanno continuato ad attrarre l’interesse degli investitori su tutte le asset class del commercial real estate italiano,”, ha spiegato ancora Gandellini, “alimentando così una diversificazione degli investimenti.
Per quanto riguarda il mercato retail, l’outlook mette in evidenza come rimanga alto l’interesse da parte dei net lease buyer per medie superfici affittate a operatori di primario standing, di lunga durata e con minime attività di property management.
In aumento inoltre l’interesse anche per i centri commerciali, in maggioranza nel portafoglio di investitori opportunistici newcomer, i quali vedono ottime opportunità di acquisto a sconto, in particolare su centri medio grandi con ottimi fondamentali e dominanti nei loro bacini di riferimento.
Infine per il segmento High street l’attività d’investimento rimane contenuta, complice la mancanza di prodotto disponibile sul mercato, nonostante il pricing raggiunto dalle operazioni registrate confermi un forte appetito per negozi e immobili mixed-use in corrispondenza delle vie commerciali di maggiore prestigio, soprattutto da parte di investitori privati e family office.
Per quanto riguarda gli altri mercati, l’Office risulta quello che ha visto la maggiore contrazione in termini di volume di investimenti, con l’interesse degli investitori concentrato nei mercati prime, in immobili con capital value sottomercato e canoni di locazione con ottime possibilità di crescita, a scapito del mercato occupier nei distretti periferici.
Ottimi risultati per il mercato Industrial & Logistics, che se da una parte ha visto una riduzione degli investimenti rispetto ai due anni precedenti che erano stati particolarmente performanti, ha dall’altra segnato il risultato migliore tra tutte le asset class del commercial real estate italiano, soprattutto grazie all’ingresso di nuovi investitori e attività di sviluppo speculativo. Gli analisti CBRE sottolineano inoltre quanto i requisiti ESG siano ritenuti sempre più essenziali dagli investitori.
Bene i dati del quarto trimestre anche per il mercato Hotels, sostenuto soprattutto da importanti operazioni a livello corporate, acquisizioni di trophy asset e da un coinvolgimento crescente di investitori istituzionali, a cui si accosta anche un aumento del numero di operazioni in vacant possession.
“Nonostante ci aspettiamo di vedere ancora nei prossimi mesi un repricing che è correlato alla disponibilità e al costo del debito”, ha concluso Gandellini, “siamo fiduciosi in una ripresa del mercato degli investimenti nella seconda metà del 2024”.
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