Nel contesto attuale, l’Italia può essere considerata come un esempio di resilienza economica. Nel 2023 infatti, il Paese ha registrato una crescita del PIL dell’1%, superando la media degli altri appartenenti alla zona euro.
Segnali incoraggianti giungono inoltre dal mercato del lavoro che è in recupero, con il tasso di disoccupazione che è sceso al 7,2%, il livello più basso registrato dal dicembre 2008. Infine, l’inflazione che a febbraio 2024 si attestava allo 0,8%, rimane ben al di sotto della media europea, che è del 3,1%.
In questo scenario il settore retail italiano ha iniziato a mostrare segni tangibili di ripresa. Nel 2023 le vendite hanno registrato un incremento di particolare rilievo se si guarda alla grande distribuzione, in crescita del 5,3% e i piccoli operatori hanno fronteggiato notevoli sfide, finendo comunque in terreno positivo con un +0,4%.
Nel 2024, le previsioni per la spesa al dettaglio sono ottimistiche: “La propensione all’acquisto è in aumento”, spiega Marco Montosi, Head of Investment di Savills Italy, società internazionale di consulenza e servizi immobiliari. “Ciò avviene soprattutto in alcune categorie come quella dei prodotti per la cura della persona e il F&B. Il conversion rate tra visitatore e consumatore oggi è più elevato perché i visitatori sono più focalizzati verso l’acquisto e questo si riflette sui fatturati i quali per i centri sono pressoché tornati ai livelli del 2019”.
Il settore retail in Italia vede dunque la grande distribuzione che fa da traino e gli operatori più piccoli che possono sfruttare le proprie peculiarità e adattarsi con azioni specifiche all’attenzione crescente dei consumatori verso pratiche di acquisto più consapevoli e personalizzate.
“Oggi le insegne e i brand sono più selettivi nella pianificazione delle nuove aperture e scelgono centri con una buona catchment e footfall più elevati”, spiega ancora Montosi. “Le proprietà puntano sulla diversificazione (sanità, entertainment, F&B) e sulla varietà dell’offerta per sostenere il numero di visitatori e il fatturato”.
Per quanto riguarda i centri di vicinato valgono invece altre considerazioni: “La localizzazione rimane il fattore cruciale”, sottolinea il manager di Savills. “Il centro deve essere facilmente raggiungibile, comodo, accessibile e fornire un servizio di click&collect poiché è pensato per un consumatore che vi si reca più volte alla settimana. Altro fattore importante è l’àncora alimentare che deve avere un’insegna collegata al territorio e distinguersi per convenienza e qualità”.
Sul fronte del commercio elettronico poi, gli operatori retail italiani possono lavorare oculatamente sull’innovazione sapendo che i consumatori, nonostante intendano cogliere i vantaggi offerti dalla tecnologia, mantengono comunque grande fiducia nei confronti dei punti vendita fisici.
“Se è vero che l’e-commerce ha rivoluzionato il nostro modo di fare acquisti”, spiega ancora Montosi, “l’utilizzo di questo strumento in Italia non raggiunge il livello degli altri paesi europei e, anzi, registra oggi un rallentamento della sua crescita. La quota di e-commerce sulle vendite totali in Italia è cresciuta, ma a un ritmo più lento rispetto ad altri Paesi europei, passando dal 12% al 13% nel 2023; dopo la Spagna, questo è il dato più basso in Europa dove paesi come Uk, Francia e Germania registrano tassi di penetrazione superiori al 20%”.
Da mettere in risalto infine come nel 2023 la quota di investimento riguardante i centri commerciali sia tornata a crescere raggiungendo i 150 milioni nel corso dell’anno, con il segmento out-of-town che attrae particolarmente gli investitori.
“Il profilo rischio-rendimento del segmento out-of-town rende interessanti alcune proposte oggi sul mercato”, evidenzia Montosi. “Stanno emergendo nuove opportunità per prodotti che mantengono buoni KPI, per disinvestimenti e asset secondari. Il risk-premium potrebbe dare nuova vitalità al settore trasformandolo in uno dei più competitivi.
FARO, società che nasce per offrire servizi di sviluppo, agency e reddito immobiliare ha come attività fondamentale l’attenta analisi dello scenario del mercato dell’immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto.
Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, FARO affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.
Le competenze di FARO si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.