Consumo di suolo, nel 2017 cementificazione in Italia di due metri al secondo, la proposta di legge per limitarlo approda in Parlamento.

Due metri quadrati al secondo, anche nelle aree protette, vincolate e a rischio. E’ questo il preoccupante dato relativo allo scorso anno riguardante la cementificazione nel nostro Paese, e che emerge dall’edizione 2018 del rapporto sul consumo di suolo in Italia realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) in collaborazione con le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente.

Le aree più colpite risultano essere le pianure settentrionali, con la Lombardia e il Veneto come Regioni con il dato nazionale più elevato, gravate da un consumo di suolo che supera il 12% del loro territorio. Il Veneto poi è la Regione che nel 2017 ha evidenziato il maggior incremento del consumo di suolo registrando 1.134 ettari in più rispetto all’anno precedente. La maggior parte dei cambiamenti rilevati rientrano nella classe Cantieri e altre aree in terra battuta che ha riguardato più del 60% del nuovo consumo di suolo nel 2017.

Tra i dieci comuni italiani ad avere cementificato di più nel corso del 2017, c’è Verona, con 40 ettari di suolo consumato in valore assoluto, che è anche tra i primi 10 posti della classifica dei Comuni cementificatori con più di 100 mila abitanti. Per dare una termine di paragone, Roma, che è in assoluto la città più cementificata d’Italia, ma anche tra le più estese, nel 2017 ha consumato 36 ettari di suolo in valore assoluto.

Dati che non possono essere ignorati e che hanno messo in moto già da tempo un’iniziativa popolare volta a far approvare una proposta di legge che sia in grado di impedire il nuovo consumo di suolo a livello nazionale. La proposta di legge, che è finalmente  approdata in Parlamento all’inizio di luglio, è stata realizzata dal Forum nazionale dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio “Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori” e verrà discussa in aula con il titolo di “Disposizioni per l’arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli edificati.”

Lo scopo della proposta, come spiegano i componenti del Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico del Forum, è quello di “promuovere e tutelare l’ambiente, il paesaggio e l’attività agricola, nonché di impedire l’ulteriore consumo di suolo”, che viene definito come “un’emergenza conclamata” e “poiché il nostro Paese è per circa il 35% a carattere montuoso”, spiegano ancora i latori della proposta, “la cementificazione ha eroso le aree di pianura, le più fertili, che rappresentano circa il 23% dell’intera superficie del nostro Paese (quasi un quarto) e un’ampia parte di quel restante 42% di superficie composto di colline di altezza inferiore agli 800 metri.”

Questo drammatico consumo di suolo avviene mentre nel nostro Paese, secondo quanto rileva l’ISTAT, sono presenti oltre 7 milioni di abitazioni non utilizzate, 700 mila capannoni dismessi, 500 mila negozi definitivamente chiusi e 55 mila immobili confiscati alle mafie. In pratica dei ‘vuoti a perdere’ che snaturano il paesaggio e le comunità circostanti.

Scenari Immobiliari, istituto indipendente di studi e di ricerche specializzato nell’analisi dei mercati immobiliari, ha evidenziato in una sua ricerca che gran parte degli edifici di nuova costruzione sul mercato nel nostro Paese sono di vecchia costruzione e registrano forti invenduti, che nel 2015 erano pari a 90.500 unità, escludendo le abitazioni ancora in costruzione e dunque non ancora in vendita. Allo stesso tempo però sono presenti sul territorio italiano immobili vetusti e quasi inutilizzabili, che avrebbero invece bisogno di essere ristrutturati e riqualificati con evidenti benefici sia economici sia di decoro e senza gravare sul consumo di suolo.

Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione, si è già resa partecipe di alcune riqualificazioni di aree dismesse e questa sta diventando la prospettiva del futuro. Gruppo Four Sviluppo pone una particolare attenzione alle proposte che riguardano le aree da riqualificare proprio in considerazione del fatto che il consumo del territorio dovrà necessariamente essere ridotto.

Un’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Gruppo Four Sviluppo opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Immagine: Wikimedia Commons / Stefano Trezzi

Programmazione fondi Ue 2014-2020, all’edilizia 15 miliardi di euro

Una recente ricerca del Servizio studi dell’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) evidenzia come dei 58,1 miliardi di euro della programmazione dei fondi strutturali Ue 2014-2020, oltre 15 miliardi di euro siano potenzialmente destinati all’edilizia, interessando direttamente il settore.

Si tratta di una grande opportunità, come dimostra ciò che è accaduto nel 2015, quando i fondi comunitari hanno contribuito a incrementare i bandi di gara con lo scopo di accelerare la spesa dei fondi della programmazione 2007-2013.

Dei 15,8 miliardi di euro che nei prossimi anni interesseranno direttamente il settore edilizio. 11,8 miliardi saranno costituiti da programmi regionali, mentre gli altri 3 miliardi da programmi nazionali.

Una cifra, quella potenzialmente a disposizione, che nel corso di un convegno tenutosi presso la sede dell’Ance negli scorsi giorni, il presidente dell’associazione dei costruttori Claudio De Albertis non ha esitato a definire “incredibile e pazzesca.”

L’Ance sottolinea come sia assolutamente necessario non ripetere però gli errori del passato, che hanno portato con i precedenti programmi il verificarsi di uno spreco di risorse, derivanti dalla burocrazia di governo e regioni, con il risultato di lasciare inutilizzati miliardi di euro che si sarebbero invece potuti spendere.

Basti pensare che alla fine del 2014, l’Italia era stata in grado di utilizzare appena il 60% dei fondi messi a disposizione dall’Ue.

Secondo l’Ance, per risolvere questo problema occorre cambiare totalmente l’approccio, invertendo il meccanismo di individuazione dei progetti finanziabili con i fondi Ue.

“Fino a oggi l’approccio è stato quello di partire dai fondi disponibili, attendendo passivamente i bandi, per pensare poi ai progetti” ha sottolineato il presidente dell’Ance De Albertis.

“Occorre invece invertire il metodo” ha poi spiegato “Bisogna cioè partire dai progetti che corrispondono ai bisogni dei territori e non limitarsi unicamente a chiedere il mero inserimento di interventi, spesso superati o sovradimensionati, nell’elenco delle opere da finanziare.”

Secondo i costruttori è dunque fondamentale individuare prima gli obiettivi concreti e solo sulla base di questa analisi iniziale, coinvolgere poi le imprese.

L’Ance fa quindi notare che dei circa 8 miliardi di euro assegnati fino a oggi attraverso il Fondo sviluppo e coesione, circa 5 miliardi sono stati affidati direttamente per la via legislativa senza alcuna verifica di coerenza programmatica.

“Il fondo è stato in parte utilizzato per far fronte a esigenze di finanza pubblica” spiega Rudy Girardi vicepresidente Ance con la delega al centro studi, che lancia poi l’allarme: “Il rischio di commettere gli stessi errori del passato è molto alto.”

Nel quadro delle specifiche problematiche ed esigenze del settore dell’edilizia, Gruppo Four Sviluppo è particolarmente attento e operativo, con un’area tecnica che comprende un team di progettazione il quale, grazie all’approccio multidisciplinare, offre ampie garanzie per un’affidabile gestione dei progetti, con differenti professionalità all’interno di diversi servizi.

In particolare, Gruppo Four Sviluppo è in grado di curare gli aspetti urbanistici, ambientali e di progettazione architettonica, nonché gli aspetti viabilistici e di progettazione infrastrutturale.

Gruppo Four Sviluppo nasce con lo scopo di associare professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione, per offrire servizi ad alto valore aggiunto.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Siamo a Vostra disposizione per offrire una consulenza a 360°.