Immobiliare commerciale: in Italia primo semestre 2017 da record, con il retail che raddoppia gli investimenti

Secondo quanto emerge da un recente studio pubblicato dall’ufficio studi di Bnp Paribas real estate, il volume del mercato immobiliare commerciale italiano è in crescita, anzi: è da record.

Nel primo semestre di quest’anno, nel nostro Paese si è registrato un aumento del 40% negli investimenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Una crescita che ha portato gli investimenti a raggiungere la cifra di 4.9 miliardi di euro in sei mesi, un risultato che non era mai stato ottenuto in passato.

“Il contesto attuale è molto positivo per il real estate commerciale italiano”, ha dichiarato Cristiana Zanzottera, responsabile dell’Ufficio studi di BNP Paribas Real Estate.

“Gli investitori”, ha continuato la manager, “sono pronti eventualmente anche a chiudere operazioni in location secondarie o su prodotti meno liquidi, purché in presenza di buoni fondamentali degli asset.”

“Al risultato eccezionale”, ha ancora spiegato la Zanzottera, “hanno contribuito anche la chiusura del portafoglio Scarpellini dal valore stimato di circa 415 milioni di euro e l’acquisizione da parte di Credite Agricole del 40% di Beni Stabili.”

Secondo BNP Paribas, tali operazioni “testimoniano un interesse generale per l’immobiliare del nostro Paese.”

Analizzando più nel dettaglio il dato del semestre, si evidenzia come il maggior contributore ai volumi totali sia stato il prodotto uffici.

Il settore ha messo a segno nei primi due quarti del 2017 investimenti pari a circa 2 miliardi di euro (il 42% del totale) per un totale di 31 operazioni inclusi 6 portafogli.

Particolarmente buona nel periodo la performance del settore retail, che ha registrato un volume pari a circa 1,2 miliardi di euro, il doppio rispetto al primo semestre 2016.

I capitali sono stati in gran parte di provenienza estera. Nel settore retail, gli investimenti arrivati da oltre confine hanno rappresentato circa il 75% del totale e si è assistito a una crescita rilevante dei capitali europei rispetto a quanto registrato nello stesso periodo di un anno fa.

“I flussi di investimenti tedeschi sono raddoppiati” ha sottolineato la Zanzottera, “mentre quelli britannici e francesi hanno segnato un forte incremento. In crescita, anche se in modo più attenuato (+10%), i capitali provenienti dagli Stati Uniti.”

Il report di BNP Paribas evidenzia poi che per quanto riguarda gli investimenti nelle principali città italiane, il mercato di Milano si è confermato nel primo semestre 2017 il più dinamico, con 1.4 miliardi di investimenti, seguito da quello di Roma con un volume pari a 770 milioni di euro.

BNP Paribas fa però notare che in questa prima parte dell’anno si è assistito a “un incremento degli investimenti in location alternative rispetto a Milano e a Roma, dovuto anche a un certo numero di portafogli transati che hanno interessato varie destinazioni al di fuori delle due maggiori città della Penisola.”

L’analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione e innovazione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono gli strumenti grazie a cui Gruppo Four Sviluppo è in grado di intercettare le caratteristiche e le dinamiche del mercato.

Gruppo Four Sviluppo è a disposizione per offrire il miglior supporto agli operatori. La società nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Gruppo Four Sviluppo opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Mercato immobiliare, preoccupano i crediti deteriorati e le aste deserte svalutano il patrimonio: ‘Perdita di 63 miliardi di euro’

Nonostante gli ultimi dati registrino per il mercato immobiliare un aumento delle transazioni, a preoccupare sono i crediti deteriorati, che potrebbero creare problematiche nel breve-medio periodo e addirittura portare al verificarsi di una bolla.

A lanciare l’allarme è la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (FIAIP), che in un recente comunicato ha sottolineato appunto l’impatto negativo che gli Npl potrebbero avere in futuro sul mercato immobiliare.

“Siamo preoccupati, come Fiaip, per il circolo vizioso che costituiscono i crediti deteriorati e i lori riflessi sul mercato”, ha dichiarato il presidente nazionale della Federazione Paolo Righi. “Molte aste in Italia vanno deserte e il processo di dismissione degli Npl non sarà nei prossimi anni privo di conseguenze sui prezzi degli immobili.”

“C’è il rischio, per tutti i players, ove il mercato non riparta” ha aggiunto Righi, “di vedere in futuro depresse le prospettive di risalita dei valori immobiliari ed assistere a grandi svendite di stock immobiliari pubblici e privati.”

Come sottolineato dal Presidente Fiaip, molte aste immobiliari derivanti da mutui o finanziamenti andati in sofferenza vanno deserte e questo determina anche una svalutazione del patrimonio.

Secondo una stima realizzata sulla base dei dati del Ministero della Giustizia da Sistemia, società attiva nella gestione di crediti per conto di varie banche e specializzata in aste immobiliari, in Italia ci sono attualmente 357mila immobili all’incanto derivanti da mutui o finanziamenti deteriorati, per un valore di perizia stimabile intorno agli 88 miliardi di euro.

Si tratta indubbiamente di una cifra enorme e tale patrimonio immobiliare è composto dalle più svariate tipologie di fabbricati come case, appartamenti, ville e capannoni industriali.

Quando le aste vanno deserte, e ciò si può ripetere anche più volte per lo stesso immobile, i giudici sono costretti ad abbassare ripetutamente i prezzi.

Sistemia stima per gli immobili messi all’incanto nel nostro Paese un valore pubblicato d’asta di 44 miliardi di euro, che verosimilmente non verranno venduti a un valore superiore a 25 miliardi di euro. Dunque rischiano di andare potenzialmente in fumo 63 miliardi di euro.

“Le aste vanno deserte perché spesso le agenzie immobiliari, alle quali si rivolgono i potenziali acquirenti, prediligono il mercato tradizionale che per loro è più redditizio e più semplice” ha dichiarato a Il Sole 24 Ore Paolo Sgritta, direttore generale di Sistemia.

“Le aste restano, in alcuni casi, circondate da un alone di opacità” ha invece detto al quotidiano economico milanese Giovanni Gilli – Head of Capital Light Bank di Intesa Sanpaolo “A volte gli immobili si portano dietro problematiche tecniche da risolvere e per di più possono presentare contenziosi in essere.”

“Acquistare in asta è più complesso”, riporta ancora in un altro virgolettato Il Sole 24 Ore, citando un operatore anonimo. “Per esempio, è più difficile vedere l’immobile. Tutto questo ha lasciato per anni il mondo delle aste in mano a pochi operatori.”

L’analisi dello scenario del mercato, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono gli strumenti grazie a cui Gruppo Four Sviluppo è in grado di intercettare le caratteristiche e le dinamiche del mercato degli immobili commerciali.

Gruppo Four Sviluppo è a disposizione per offrire il miglior supporto agli operatori. La società nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

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Immobiliare retail, Report JLL: investitori alla ricerca di nuovi mercati, high street e ritorni adeguati, e-commerce una risorsa

Il mercato dell’immobiliare commerciale retail è in grande fermento ed evoluzione e a evidenziarlo è il nuovo report ‘European Retail Investment Perspective’ realizzato dalla società di consulenza JLL.

L’analisi di JLL fotografa un mercato in cui una maggiore concorrenza e la tensione sui prezzi stanno guidando gli investitori a considerare aree geografiche sempre più ampie, come i paesi Nordici e l’Europa meridionale, e tipologie di asset quali retail warehouse e factory outlet.

I centri commerciali, come si evince poi ancora dal report di JLL, continuano ad attirare i più alti volumi d’investimento, ma gli investitori stanno anche guardando con interesse le posizioni prime high street in tutta la regione.

“Il retail continua a offrire agli investitori una meta di investimento stabile e resistente” spiega Jeremy Eddy, Head of Retail Capital Markets di JLL per l’Europa “C’è una forte concorrenza in tutti i mercati, dove la chiave per il successo è assicurarsi che gli asset giusti siano nella giusta location.”

I tradizionali attori di private equity stanno dunque ora guardando in modo particolare verso gli asset core plus, preferendo immobili di grandi dimensioni e in posizioni dominanti.

“Prevalgono i luoghi di retail con buona capacità di tenuta” continua Eddy “si cerca di andare oltre i prime asset verso i migliori secondary asset con una potenziale attività di asset management che potrà offrire maggiore possibilità di ottenere migliori rendimenti.”

Sempre sul fronte degli investimenti emergono come protagonisti I REIT sudafricani, che nel 2016 sono arrivati a rappresentare una delle maggiori forze d’acquisto, mettendo in atto un’espansione anche verso i mercati dell’Europa meridionale.

I REIT sudafricani erano già in precedenza molto radicati nell’Europa centrale, orientale e del sud-est, con più del 50% del volume totale degli investimenti, attirati da rendimenti attraenti e tassi di interesse bassi rispetto ai loro mercati nazionali.

Il report JLL affronta poi il tema del commercio elettronico, di grande attualità e interesse e centrale per l’evoluzione del mercato dell’immobiliare commerciale retail.

Secondo gli esperti di JLL, il commercio in Rete ha un ruolo importante, ma non a scapito dello spazio fisico dei negozi: una considerazione questa già emersa al MAPIC di Cannes dello scorso anno, che aveva fatto dell’e-commerce uno dei temi centrali dell’evento.

Il dipartimento Research di JLL ha identificato più di duecento retailer online che hanno anche preso spazi in centri commerciali, in location High Street e nei grandi magazzini, dimostrando la continua importanza e la resilienza dell’immobiliare retail nelle posizioni giuste.

“L’Europa e in particolare il Regno Unito” spiega ancora Eddy “si è sempre più abituata a navigare nei mutamenti del mercato. Gli investitori dovrebbero abbracciare l’e-commerce e le nuove tecnologie, per capire come queste modificano le esigenze dei retailer per le necessità di spazio fisico.”

Un altro aspetto importante sottolineato da JLL è quello che invita sulla base dei dati e degli scenari a tenere in considerazione l’investimento sugli asset secondari senza subire pressioni derivanti dai mercati extraeuropei.

Davide Dalmiglio, Head of Capital Markets e Head of Retail Group di JLL, definisce queste pressioni come “ingiustificate” per quanto riguarda il mercato italiano ed europeo.

“Dal nostro punto di vista serve un maggiore equilibrio nelle valutazioni degli asset secondari” dichiara Dalmiglio “senza cadere nelle strumentalizzazioni e nelle paure generalizzate che ci pervengono dalle dinamiche oltre oceano, americane in particolare.“

“Crediamo che investire in Retail out of town in Italia continui a essere strategicamente una scelta intelligente e difensiva” continua “soprattutto in un’ottica di ottenimento di ritorni interessanti e diversificazione del rischio, a condizione di avere le capacità, le risorse e il know-how per gestire e rilanciare gli immobili.”

L’analisi di scenario del mercato, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono gli strumenti grazie a cui Gruppo Four Sviluppo è in grado di intercettare le caratteristiche e le dinamiche del mercato degli immobili commerciali.

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Primo trimestre 2017, le compravendite dell’immobiliare commerciale in crescita del 10.8%

Il mercato dell’immobiliare commerciale cresce in modo sensibile. Il buon andamento è evidenziato dall’ultima analisi statistica trimestrale pubblicata dall’Osservatorio sul mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate e relativa al primo quarto del 2017.

L’Osservatorio Omi è stato istituito per assicurare il controllo statistico sul mercato immobiliare ed effettuare le opportune comunicazioni ai fini dei controlli di vigilanza macro-prudenziale, ed è dunque una fonte fondamentale per tastare il polso al settore.

immobiliare commerciale

Immagine: Agenzia delle Entrate

I dati sull’andamento del mercato immobiliare nel trimestre di riferimento, sono desunti dall’Omi dalle note di trascrizione degli atti di compravendita registrati presso gli uffici di Pubblicità Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, incrociati con gli archivi del catasto edilizio urbano.

Per quanto riguarda il periodo che è andato da gennaio 2017 a fine marzo 2017, l’Omi ha rilevato che le compravendite che hanno riguardato immobili non residenziali hanno superato le ventimila unità, crescendo del 10.8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il dato riporta finalmente il mercato dell’immobiliare commerciale al 2012, prima del crollo dovuto alla crisi e non solo.

Se infatti si analizzano i risultati elaborati dall’Omi, prendendo in considerazione la serie storica del Numero di Transazioni Normalizzate (NTN) dal 2011, destagionalizzata con media mobile su quattro trimestri, viene evidenziato come il settore del mercato immobiliare commerciale risulti in recupero quasi ininterrotto dalla fine del 2014.

Immobiliare Commerciale

Immagine: Agenzia delle Entrate

Per quanto riguarda le compravendite nelle varie zone geografiche del Paese, l’entità dei tassi tendenziali risulta piuttosto simile, con l’eccezione delle Isole dove il rialzo sfiora il 15%.

L’analisi focalizzata invece sulle ripartizioni territoriali dei capoluoghi e dei comuni non capoluogo evidenzia una maggiore crescita nei primi che realizzano un +14% a fronte del +9,5% totalizzato nei restanti comuni.

“Il maggior divario si osserva nell’area del Nord Ovest”, si legge nel rapporto trimestrale dell’Omi “dove gli scambi di unità del settore terziario-commerciale dei capoluoghi cresce del 19,4% rispetto ai comuni non capoluoghi che segnano un recupero del 6%.”

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Immagine: Agenzia delle Entrate

L’Omi ha poi calcolato che nel primo trimestre 2017, sono stati complessivamente quasi 740 mila i metri quadrati, in termini di NTN, di negozi e laboratori acquistati, con un rialzo poco più elevato del NTN, quasi il 5%.

“Al Nord e al Centro si riscontrano le superfici medie più elevate per negozi e laboratori compravenduti” spiega l’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate “intorno a 130 metri quadrati, ed è inferiore a 100 metri quadrati la superficie media al Sud e nelle Isole.”

Questi dati di analisi e di scenario del mercato, uniti a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono gli strumenti grazie a cui Gruppo Four Sviluppo è in grado di intercettare le caratteristiche e le dinamiche del mercato degli immobili commerciali.

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Fondi esteri detentori di immobili italiani per un valore di 25 miliardi di euro

Il patrimonio immobiliare italiano fa sempre più gola ai fondi esteri, che sono costantemente a caccia di immobili di pregio lungo tutto lo stivale, privilegiando strutture commerciali e alberghi.

Secondo un rapporto di ‘Scenari immobiliari’, Istituto indipendente di studi e di ricerche specializzato, gli investitori internazionali detengono immobili italiani per un valore intorno ai 25 miliardi di euro.

Il dato è ottenuto da Scenari Immobiliari analizzando gli investimenti effettuati dai fondi esteri in Italia dal 2005 ad oggi.

Quello di 25 miliardi di euro è un valore molto significativo, se si pensa che secondo i dati dell’Agenzia del Demanio aggiornati alla fine del 2014, il patrimonio immobiliare dello Stato italiano non va oltre i 60 miliardi di euro.

Sempre stando all’analisi di Scenari Immobiliari, del patrimonio italiano in mano ai fondi esteri, 8.7 miliardi di euro riguardano il mercato retail, 8 miliardi di euro invece uffici e 3.5 miliardi fanno riferimento al settore dell’ospitalità.

“Non passa giorno senza che riceviamo richieste di investitori stranieri, sia istituzionali che privati, che vogliono acquistare immobili strategici”, dichiara al quotidiano la Repubblica l’avvocato Pietro Bernasconi, responsabile del dipartimento M&A nell’ufficio milanese di Baker McKenzie “I tassi sono bassi e quindi il momento è favorevole” spiega Bernasconi.

I maggiori fondi che investono in Italia arrivano dai Paesi arabi con in testa il fondo sovrano del Qatar, ma anche dagli Stati Uniti (Blackstone, Hines), dalla Russia e dalla Cina.

Tra gli europei gli investitori più attivi sono francesi (Amundi, Edf), inglesi (Tristan ed M&G) e tedeschi.

“Gli investitori si dividono principalmente in due grandi categorie” spiega Marco Zalamena, responsabile Hospitality di EY: “I primi sono fondi americani e i private equity, chiamiamoli speculativi, che hanno un orizzonte temporale di 3-5 anni entro i quali contano di avere una forte rivalutazione del loro asset.”

“I secondi sono i fondi istituzionali” spiega ancora Zalamena “tipico l’esempio dei fondi sovrani del Golfo o anche quelli delle grandi compagnie assicurative, che invece hanno l’obiettivo di immobilizzare un capitale e porre una base consolidata in occidente, dalla quale trarre un reddito progressivo nel tempo.”

Tra le operazioni immobiliari più eclatanti portate a termine dai fondi esteri in Italia figura quella dell’acquisto da parte di Blackstone della ex sede del Corriere della Sera in via Solferino.

Il fondo sovrano del Qatar si è invece aggiudicato i grattacieli della zona Porta Nuova a Milano, il Four Season a Firenze, il Palazzo di Piazza di Spagna dell’American Express e diverse strutture in Costa Smeralda.

Acquisto di gran pregio anche per il fondo d’investimento del Brunei, che ha acquistato l’Hotel Principe di Savoia di Torino.

“Di materia prima ce n’è ancora tanta, in un Paese ricco di storia e di architettura come l’Italia” sottolinea Caputo Nassetti, CEO della Swiss Merchant Corporation di Lugano “anche perché fino a oggi l’interesse degli investitori si è concentrato principalmente su Milano, Roma e Venezia.”

Gruppo Four Sviluppo è pronta a intercettare le dinamiche del mercato immobiliare commerciale e a offrire il miglior supporto agli operatori. La società nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione.

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Gli investitori esteri puntano sul mercato immobiliare italiano: 11 miliardi di euro in tre anni, Milano tra le città più ambite in Europa

Gli investitori internazionali del settore immobiliare guardano al mercato italiano con estremo interesse. E‘ quanto emerge da un’analisi elaborata dall’ufficio studi di Sorgente Sgr in collaborazione con Federimmobiliare e con il patrocino di Assoimmobiliare.

Lo studio mette in evidenza come nel mercato immobiliare italiano, nel triennio 2012-2015 ci siano stati investimenti provenienti dall’estero pari a un totale di 11 miliardi di euro.

Gli investimenti maggiori sono arrivati da fondi sovrani e asset manager di Paesi come Qatar, Stati Uniti, Russia, Turchia e Cina.

Un’iniezione di fondi che lo scorso anno ha permesso al mercato dell’immobiliare italiano di mettere a segno una crescita del 3.7% in termini di fatturato.

A suscitare l’interesse degli operatori immobiliari internazionali nei confronti del nostro Paese è in particolare Milano, che risulta l’ottava città più ambita in Europa in termini di investimenti e la seconda per crescita dei medesimi.

Sull’importanza strategica del capoluogo lombardo incide anche la riconversione dell’area Falk, un milione e 400 mila metri quadrati su cui sorgevano le importanti acciaierie.

La riconversione dell’area, che avrà una forte propensione commerciale verrà messa in atto per conto di fondi internazionali con un investimento complessivo di circa 2.6 miliardi di euro, rappresentando il piano di recupero urbanistico più ambizioso in Europa.

Si parla inoltre della costruzione del nuovo Stadio del Milan e anche questo potrebbe essere realizzato grazie alle risorse di un fondo immobiliare.

Rimanendo a Fondi e Siiq, c’è da evidenziare nella prima metà del 2015 una crescita del Net Asset Value (Nav) dei fondi immobiliari italiani pari al 10,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un risultato ottenuto principalmente grazie a recenti misure legislative come la Direttiva AIFMD e al Decreto Competitività.

In particolare, i fondi retail nel 2015 sono stati favoriti dalle norme che hanno concesso al Gestore la proroga di due anni della durata, in considerazione della difficile congiuntura del mercato.

I fondi immobiliari rappresentano globalmente il 3% del risparmio gestito in Italia con 53 miliardi di asset under management e rappresentano anche per gli investitori esteri un veicolo strategico per l’afflusso di risorse sul mercato immobiliare italiano.

Grazie a un’attenta analisi e a una profonda conoscenza del mercato, Gruppo Four Sviluppo è in grado di intercettare le caratteristiche e le esigenze del mercato degli immobili commerciali.

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Le Ferrovie dello Stato italiane mettono sul mercato 4 milioni di metri quadrati di aree in disuso

Si è svolto in Francia negli scorsi giorni presso il Palais des Festivals et des Congrès di Cannes il MIPIM 2017, evento a livello mondiale che riunisce i protagonisti internazionali più influenti di molti settori immobiliari.

All’evento hanno preso parte 2.600 società provenienti da 90 Paesi. Operatori pubblici e privati, istituzioni ed enormi multinazionali, in grado di movimentare un giro d’affari di 600 miliardi di dollari.

Tra questi era presente anche FS Sistemi Urbani, la controllata delle Ferrovie dello Stato che ha il compito di valorizzare il patrimonio immobiliare del Gruppo non funzionale all’esercizio ferroviario.

La società del Gruppo FS Italiane era presente all’edizione 2017 del MIPIM su invito del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’ICE, insieme ad altri importanti player nazionali come Agenzia del Demanio, Cassa Depositi e Prestiti, Difesa Servizi e Invimit.

FS Sistemi Urbani è alla ricerca di investitori per una vastissima offerta immobiliare, che la società di trasporto su rotaie ha deciso di mettere in vendita o in locazione. Una superficie che è vicina ai 4 milioni di metri quadrati complessivi e che è distribuita in varie zone del Paese.

Il patrimonio immobiliare che FS Sistemi Urbani mette sul mercato comprende ex depositi, fabbricati, ex officine e spazi ferroviari che non sono più utilizzati, ma che hanno la potenzialità per poter diventare aree residenziali, commerciali, industriali o turistico-alberghiere.

Le aree sono distribuite principalmente a Roma, Milano, Torino, Firenze e Bologna: si tratta di “oltre 70 iniziative di sviluppo dei compendi immobiliari” come spiega Ferrovie dello Stato in un comunicato stampa “che si trovano nelle maggiori città collegate dalle linee alta velocità, o posizionate a ridosso dei centri urbani e delle stazioni ferroviarie dislocate su tutto il territorio nazionale.”

A Milano, FS Sistemi Urbani propone complessivamente circa 900mila metri quadrati nelle zone Milano Farini, Porta Romana, Porta Genova, Greco Breda, Lambrate e Rogoredo.

milano

A Roma i metri quadrati proposti sono invece più di un milione e insistono nelle zone Tiburtina e Trastevere.

roma

Grandi aree sono poi messe in vendita e in affitto anche in altri centri come Venezia, Napoli, Bari e Ventimiglia.

Ulteriori opportunità sono al centro-nord a Bolzano, Trieste, Bergamo, Gallarate, Luino, Ravenna, Ferrara, Rimini, Pisa e Pistoia.

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FS Sistemi Urbani ha poi denominato una parte dell’offerta ‘Focus Sicilia’: in questo caso le città interessate sono principalmente Palermo, Giarre e Milazzo.

L’offerta di FS Sistemi Urbani si dimostra dunque particolarmente ampia e appetibile per gli investitori interessati a operare sul mercato italiano.

Gruppo Four Sviluppo osserva attentamente queste dinamiche di mercato ed è pronta a intercettare e a cogliere le migliori opportunità che si presentano per gli investitori.

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Immobiliare retail, è record per gli investimenti nelle high street: a Milano fino a 12.500 euro all’anno al metro quadro

C’è un particolare settore dell’immobiliare retail che non soffre la crisi: quello delle high street, dove gli investimenti non si fermano e anzi, sono in continua crescita.

Nel 2016 il volume di investimento negli spazi delle strade di maggior prestigio del Bel paese ha superato gli 860 milioni di euro.

Il record italiano di valore per l’affitto di immobili commerciali nelle high street a dicembre 2016 si è registrato a Milano, dove in via Monte Napoleone si è arrivati a spendere fino a 12.500 euro all’anno al metro quadro.

Un valore che porta la prestigiosa via del capoluogo lombardo a essere la sesta zona di affitto commerciale più cara al mondo.

Cifre non molto distanti da quella di via Monte Napoleone, si registrano nelle zone più ambite di città come Roma, Venezia e Firenze.

La miglior performance delle high street nei centri minori è invece quelle di Verona, dove in via Mazzini si arriva a pagare fino a 2.400 euro di affitto al metro quadro.

Un po’ meno si paga in via Indipendenza a Bologna con un tetto di 2.200 euro al metro quadro. In via Roma a Torino si scende a 1.800 euro al metro quadro e in via Filangeri / via dei Mille a Napoli a 1.700 euro al metro quadro.

Secondo una ricerca condotta da CBRE italia, società specializzata nella consulenza immobiliare, che ha analizzato le intenzioni degli investitori del mercato per il 2017, sarà proprio il settore high street ad avere la maggior percentuale in termini previsionali di obiettivo nell’anno in corso.

Il settore high street ha avuto infatti per il 2017 il 18% di preferenze degli interpellati, seguito da quello degli uffici con il 16% e da quello dei centri commerciali con il 14%, che rimangono stabili nelle preferenze degli investitori.

Le città che vedono una crescita di interesse degli investitori sono Firenze, Venezia e in special modo Bologna.

CBRE

I dati sulla tipologia di investimento immobiliare per il 2017, riflettono le previsioni di obiettivo: è in aumento la quota di chi pone l’accento su core e core plus con una percentuale del 54% in crescita rispetto al 43% del 2016.

Diminuisce allo stesso tempo la quota di chi dichiara che preferirà investimenti non core – opportunistici / value added e distressed – che dal 57% dello scorso anno scende al 46%.

“Sono tornati gli investitori core e la maggiore incertezza guida verso strategie più avverse al rischio” spiega Alessandro Mazzanti, amministratore delegato di CBRE Italia.

“Il rischio è maggiore rispetto al 2016 solo per il 27% degli intervistati contro il 41% dello scorso anno” spiega ancora Mazzanti “mentre la quota di chi indica che manterrà lo stesso rischio è pressoché stabile.”

CBRE

In uno scenario complesso, ma ricco di opportunità, come quello che si delinea nei mesi a venire, per chi intende operare nel mercato immobiliare commerciale è importante avere  al proprio fianco una società come Gruppo Four Sviluppo, che del mercato conosce a fondo dinamiche e tendenze.

Gruppo Four Sviluppo è dunque un soggetto in grado di affiancare gli operatori immobiliari e sostenerli in tutte le fasi delle loro operazioni.

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Boom dei discount nella Grande Distribuzione Organizzata italiana, crollano Carrefour e Auchan

In tempo di crisi le risorse per i consumi tendono a subire una contrazione e nel mercato della Gdo ad avvantaggiarsene sono i discount.

Il dato emerge chiaramente dal recente rapporto pubblicato da Mediobanca dal titolo ‘I maggiori gruppi italiani (2011-2015) e internazionali (2014-2015) della Gdo alimentare’.

L’analisi di Mediobanca mette in evidenza come i discount Lidl Italia ed Eurospin Italia, nel periodo 2011-2015, abbiano messo a segno una crescita dei fatturati a due cifre, segnando rispettivamente un +43% e un +42,9%.

Di contro, nel medesimo periodo a soffrire sono stati soprattutto i gruppi francesi Auchan-SMA, in calo del 19,6% e Carrefour, con un calo invece del 9,4%.

In arretramento anche il Gruppo Pam, per cui si evidenzia nel periodo un calo del 4,9%, mentre reggono bene Esselunga, in crescita dell’11,6% e Iper Unes che segna un +7%, con le Coop praticamente stabili (+0,1%).

Il dato generale è positivo: nel periodo quadriennale preso in esame dal rapporto di Mediobanca il fatturato medio dei maggiori operatori della Gdo in Italia è cresciuto del 4,5%.

Mercato immobiliare

Restringendo l’analisi all’anno più recente preso in considerazione dal rapporto – e dunque al solo 2015 – si evidenzia una crescita del fatturato in media dell’1,9%, con Lidl Italia in crescita del 9,6%, Eurospin Italia del 6,7% Carrefour del 6,1% ed Esselunga del 4,7%.

Quest’ultimo è stato nel 2015 il maggior operatore del mercato Gdo italiano in termini di vendite, pari a 7,2 miliardi di euro. Seguono Carrefour a 4,9 miliardi di euro ed Eurospin a 4,4 miliardi di euro, che ha superato Auchan-SMA, il quale si ferma a 4,15 miliardi di euro.

Sul fronte internazionale, l’insieme dei dodici principali gruppi operanti sul mercato della Gdo ha chiuso il 2015 con ricavi pari a 1.040 miliardi di euro, in crescita dell’8,3% rispetto all’anno precedente.

Un dato interessante è la proiezione internazionale dei maggiori gruppi, le cui vendite sono realizzate in media per il 27,8% nei punti vendita esteri.

Il gruppo statunitense Wal Mart si conferma di gran lunga quello di maggiori dimensioni, grazie a un fatturato di 439,6 miliardi di euro, che è pari al totale dei sei operatori successivi.

Seguono Kroger, sempre statunitense, a 100,9 miliardi di euro, e quindi i francesi di Carrefour, con 76,9 miliardi di euro e la britannica Tesco, con 74,2 miliardi di euro.

Andamento gdo

L’inserimento dei gruppi italiani nel contesto internazionale mostra alcuni dati interessanti: Lidl Italia ha il migliore Roi in assoluto (23,7%), seguito da Eurospin Italia (20,6%), e da Esselunga (16%).

Se si paragonano le operazioni sul territorio italiano rispetto a quelle del contesto internazionale, si può notare una buona tempistica di rotazione del magazzino per Lidl Italia a 16 giorni, Eurospin italia a 19 ed Esselunga a 20 giorni, mentre sono al di sopra della media internazionale di 30 giorni l’aggregato delle Coop (34 giorni), il Gruppo Pam (37) e Iper-Unes (50).

Analizzando invece il dato delle vendite per metro quadrato di superficie è il gruppo olandese Ahold a a fare meglio di tutti con 8.350 euro per metro quadrato, seguito dallo spagnolo Mercadona a 8.070 euro, dal britannico Tesco a 7.340 euro, dal francese Casinò a 5.760 euro, dal belga Delhaize a 5.550 euro e dal francese Auchan a 5.100 euro.

I gruppi a proprietà italiana non hanno presenza all’estero, quindi il raffronto si può mettere in atto con le vendite per mq dei negozi domestici dei gruppi internazionali. Il dato che emerge è che è Esselunga il gruppo più efficiente, con 15.730 euro per metro quadro, seguito da Ahold con 12.780 euro, da Tesco con 12.050 euro, da Mercadona con 8.070 euro, da Carrefour con 7.160 euro e dalle Coop italiane con 6.860 euro, che fanno meglio dei belgi di Delhaize con 6.350 euro e dei tedeschi di Rewe con 4.470 euro.

andamento gdo

Gruppo Four Sviluppo, operando prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata e collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare sia a livello nazionale che europeo, conosce a fondo le dinamiche e le tendenze del mercato.

Gruppo Four Sviluppo è dunque un soggetto in grado di affiancare gli operatori immobiliari e sostenerli in tutte le fasi delle loro operazioni.

Gruppo Four Sviluppo nasce con lo scopo di associare professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione, per offrire servizi ad alto valore aggiunto.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Nel 2016 Fondi immobiliari in crescita, in Italia +4.6% con patrimonio netto da 47.8 miliardi di euro: “Prospettive ancora più positive”

I fondi di investimento immobiliari sono in crescita. A fine 2016 in Europa segneranno un +8.6% rispetto all’anno precedente con un patrimonio di 500 miliardi di euro.

Il trend positivo vale anche per l’Italia, dove il patrimonio netto dei fondi raggiungerà i 47.8 miliardi di euro, con un incremento del 4.6% rispetto al 2015.

Le stime emergono dal nuovo rapporto ‘I Fondi immobiliari in Italia e all’estero’ realizzato dall’Istituto indipendente di ricerca Scenari Immobiliari.

“Oltre agli operatori italiani” ha spiegato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari “sono attese SGR di proprietà internazionale che utilizzano questo strumento per operare, anche in modo intenso, sul mercato nazionale. Le prospettive, pertanto, potrebbero essere ancora più positive.”

Nel suo complesso, l’industria del settore immobiliare finanziarizzato italiano, al 30 giugno 2016, ha registrato una capitalizzazione di Borsa di circa 4.6 miliardi di euro, con le Società immobiliari quotate che rappresentano il 50% della ripartizione della capitalizzazione, i Fondi retail il 40% e le Società immobiliari quotate il restante 10%.  Sono esclusi i fondi riservati, non essendo prevista la quotazione per questo tipo di strumento.

Secondo quanto si evince ancora dal rapporto, arrivato alla sua 29/a edizione, c’è da essere ottimisti anche  per il 2017, sebbene il tasso di crescita non sarà elevato, fatta eccezione per i fondi riservati tedeschi e, in misura minore, i fondi lussemburghesi.

Nell’area euro la crescita economica dovrebbe procedere a un ritmo moderato ma costante, si legge nel rapporto, con investimenti sostenuti da condizioni di finanziamento favorevoli, riduzione della leva finanziaria e crescente redditività delle imprese. Le previsioni indicano una crescita annua del Pil dell’1,7% nel 2016 e dell’1.6% nel 2017 e 2018.

In questo scenario il rendimento medio dei fondi europei per il 2016 rimane stabile, intorno al 2.8%, con costante riduzione del numero di veicoli con performance negative.

Prosegue quindi la fase di crescita moderata dei Reit europei. Per la fine del 2016 si stima una capitalizzazione di circa 185 miliardi di euro, che rappresenta una crescita del 2.3% rispetto al 2015.

“Per quanto riguarda l’asset allocation la prima parte del 2016 ha registrato un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni” ha fatto notare Paola Gianasso, Vicepresidente di Scenari Immobiliari “con una maggiore attenzione ai prodotti value added e alla specializzazione tipologica, soprattutto nei settori di mercato ad alto potenziale di crescita.”

Il 2016, sottolineano quindi i ricercatori, per i principali mercati immobiliari europei è stato un anno positivo e ciò vale anche per i mercati commerciali. Anche se, come fanno notare, permane il divario tra brand di successo che si espandono in un numero sempre più vasto di città, aprendo nuovi punti vendita e ristrutturando e ampliando quelli esistenti, e le società commerciali di medio livello, la cui strategia continua a essere guidata da una logica di razionalizzazione degli spazi e contenimento dei costi.

Gruppo Four Sviluppo è pronta a intercettare le dinamiche del mercato immobiliare commerciale e a offrire il miglior supporto agli operatori. La società nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Gruppo Four Sviluppo opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Gruppo Four Sviluppo è pronta per il prossimo appuntamento di maggio 2017 con il MAPIC Milano, manifestazione che ha esordito quest’anno,  ma che è già un punto di riferimento.

Analisi del mercato Real estate italiano: primi tre trimestri 2016, retail fondamentale per la crescita

Le più recenti analisi del mercato Real Estate italiano indicano concreti segni di ripresa, soprattutto nel settore retail.

Uno studio della società di servizi e consulenza Jones Lang LaSalle (JLL), che ha preso in esame i primi nove mesi del 2016, mette in evidenza volumi di investimento totali nel mercato real estate del nostro Paese pari a 5.7 miliardi di euro. Il dato segna una crescita del 14% rispetto allo stesso periodo del 2015, con 1.5 miliardi di deal solamente nel Q3.

L’ottima performance del terzo trimestre è stata ottenuta in particolare grazie al settore retail, che con un ammontare di circa 650 milioni di euro ha inciso per il 43% del volume del periodo.

Analizzando i tre trimestri presi in oggetto dallo studio di JLL, si evince che il settore retail è raddoppiato rispetto ai primi nove mesi del 2015 e ha raggiunto un volume di 1.5 miliardi di euro, crescendo del 30% rispetto all’intero anno precedente.

Altri dati interessanti che riguardano il settore retail emergono dall’analisi ‘Retail Trends 2016’ realizzata dallo Studio legale Cocuzza e associati, che ha raccolto ed elaborato il sentiment dei vari operatori, confermando una sensibile ripresa del mercato, anche se non in tutta la penisola.

Esiste infatti un divario tra città di grande appeal come Milano, Roma, Venezia, Verona o Firenze e il resto dell’Italia, che ancora fatica e non riesce a ritornare alle performance dei periodi precedenti alla crisi.

“Le città che creano maggiore interesse sono sempre le stesse” sottolinea Thomas Casolo di Cushman & Wakefield “Chi non è già presente guarda a dei riposizionamenti. Dal mio osservatorio il Sud è ancora fermo.”

Lo studio Retail Trends 2016 conferma però che in generale l’inversione di tendenza è in atto e sono tornati a crescere gli investitori non solo nazionali, ma anche internazionali, con i retailer francesi che si confermano i maggiori investitori europei in Italia.

Non solo. I primi nove mesi del 2016 hanno anche visto il debutto in Italia di nuovi soggetti internazionali: per esempio la catena irlandese Primark, che ha aperto il suo primo punto vendita presso “Il Centro” di Arese (Milano) e dal 13 dicembre sarà presente anche al nuovo centro Elnòs Shopping Ikea di Brescia, oppure Starbucks, che sta per sbarcare a Milano.

Un altro elemento da sottolineare è il riposizionamento della Gdo, che tende a consolidare la tendenza della diminuzione della superficie degli spazi di vendita.

“La grande distribuzione cerca spazi di 1.500-2.500 mq nelle aree urbane e formule express nei centri cittadini” spiega Rachele Vigilante di Gabetti “Il trend è in atto già da qualche anno, ma ora questi operatori stanno ampliando le proprie ricerche per le formule express anche al di fuori dei centri urbani, avvicinandosi ad aree non più centrali, rivitalizzando aree commerciali che negli ultimi anni avevano molto sofferto.”

Altro importante trend è la crescita dell’e-commerce e la sempre più massiccia adozione della tecnologia nel settore retail. Gli operatori sottolineano che il commercio elettronico non è affatto destinato a sostituire i negozi fisici, e che la tecnologia rappresenta un’opportunità che sta creando nuovi modelli di vendita, i quali subiranno una forte accelerazione nei prossimi anni.

Un tema, questo, che è anche al centro del MAPIC Cannes, che si sta svolgendo in questi giorni e dove il management di Gruppo Four Sviluppo è presente per cogliere le opportunità del mercato e incontrare partner e clienti.

Gruppo Four Sviluppo nasce con lo scopo di associare professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione, per offrire servizi ad alto valore aggiunto.

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Gruppo Four Sviluppo opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo.

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Retail Real estate in Italia: settore in crescita e sempre più strategico

Il Retail real estate in Italia ha sempre maggiore appeal sia per i player nazionali che per quelli internazionali.

L’aspetto strategico che il settore rappresenta per il nostro Paese è evidenziato da un recente studio di Jones Lang LaSalle.

L’analisi enumera in particolare i dati del primo trimestre 2016, in cui lo stock del settore Retail è stato di oltre 18 milioni e mezzo di mq, una superficie che comprende centri commerciali, parchi commerciali, factory outlet nonché in minima parte i cosiddetti leisure, entertainment e lifestyle centre.

L’interesse dei player è maggiormente concentrato al nord, con circa il 58% del totale delle superfici a livello nazionale, che è in gran parte destinata a centri commerciali (ben l’86%), mentre la restante superficie riguarda prodotti di piccole dimensioni o centri di prossimità.

Come dimostrano i dati dello studio di LaSalle, l’interesse per il Retail real estate in Italia non si limita alle piazze principali di Milano, Roma e Venezia, ma si estende a città come Firenze, Torino, Bologna e Napoli, grazie a piani di riqualificazione o riposizionamento delle destinazioni di shopping che sono in atto sul territorio.

Anche le prospettive per i prossimi mesi risultano essere ottime: sono in fase di completamento nello stivale undici nuovi progetti – sei centri commerciali, tre factory outlet e due parchi commerciali – per un totale di circa 477mila mq, di cui il 75% concentrati nel nord Italia.

Nel più lungo periodo, e cioè nell’arco di tempo 2017-2020 si prevedono in media 400mila mq, considerando sia i progetti attualmente in costruzione che quelli in fase di pianificazione.

Tra i progetti già realizzati c’è il centro commerciale di Arese, uno dei più grandi d’Europa, con una superficie di circa 100mila mq.

Se però la dimensione dei centri commerciali continua a essere un fattore importante per gli investitori, con la crisi è diventata fondamentale la qualità delle strutture e l’innovazione delle proposte.

Passando invece ad analizzare l’ammontare degli investimenti, emerge che il settore ha messo a segno nel primo quarto del 2016 un volume di 640 milioni di euro, pari a quello che l’anno precedente era stato realizzato in sei mesi.

Gli investimenti nel settore, in conseguenza degli obiettivi di diversificazione che si prefiggono i player, sono attivi in tutti i segmenti: High Street, centri commerciali, parchi commerciali e factory outlet.

Particolarmente attivo il segmento High Street, il cui interesse da parte degli investitori nazionali e internazionali è alto in quanto si tratta di un prodotto Retail a redditività elevata e garantita, che si configura alternativo a quello Uffici, che in Italia scarseggia di core di dimensioni rilevanti.

La crescita del settore Retail real estate in Italia è in controtendenza rispetto al dato globale ed europeo, che ha invece sùbito anno su anno una leggera contrazione.

I risultati dello studio di LaSalle, arrivano sull’onda del successo che ha avuto il MAPIC Italy, prima edizione italiana del principale evento mondiale dedicato a retail e mercato immobiliare, che si è svolta lo scorso maggio a Milano.

L’evento, organizzato da Reed MIDEM, ha raggiunto i 1.400 partecipanti provenienti da 35 Paesi, di cui 402 retailer nazionali e internazionali e 33 stand.

Gruppo Four Sviluppo, che era presente al MAPIC  Italy, dove ha potuto presentare nuovi progetti incontrando retailer anche stranieri per discutere opportunità di sviluppo, opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo.

L’azienda nasce con lo scopo di associare professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione, per offrire servizi ad alto valore aggiunto.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.