Mercato immobiliare commerciale, investimenti in crescita del 14% anno su anno

Il mercato dell’immobiliare commerciale in Italia segna un aumento anno su anno significativo, crescendo del 14%.

Sono i dati che emergono all’Outlook 2022 di CBRE, network internazionale specializzato in servizi e investimenti immobiliari. Il report,  dedicato al settore nel mercato italiano, conferma peraltro gli indicatori positivi già emersi da recenti studi, quali l’ottima profittabilità degli immobili commerciali rispetto ad altri segmenti del mercato.

Nel 2021, evidenziano gli analisti di CBRE, il risultato di crescita del settore dell’immobiliare commerciale in Italia è stato conseguito grazie a un volume di investimenti che ha raggiunto i 10,4 miliardi di euro.

Per quanto riguarda gli investimenti nell’immobiliare retail, il segmento, nel 2021 ha pesato per 1,4 miliardi  di euro e si prospetta che con il recupero delle performance dei retailer, le aspettative di prezzo sugli immobili tra proprietà e potenziali acquirenti potranno tornare ad avvicinarsi.

Immobiliare commerciale retailImmagine: CBRE

“L’intensificazione delle attività di commercializzazione degli spazi retail nelle location prime e good secondary osservata nel corso del 2021”, si legge nell’outlook di CBRE, “suggerisce una riduzione dei tassi di vacancy in centri commerciali e high street per il 2022. Questo fattore, unito al recupero delle performance delle attività commerciali consentito dall’alleggerimento delle misure di contenimento del virus, potrà incoraggiare l’immissione di prodotto per investimento sul mercato e il riavvicinamento delle aspettative di prezzo di proprietari e potenziali acquirenti, come già evidenziato dalla stabilizzazione dei rendimenti prime nel corso del 2021”.

E se da una parte, si legge ancora nel report, per una vera e propria ripresa dell’immobiliare retail occorrerà attendere ancora poiché “l’espansione del commercio elettronico continuerà a costituire un elemento di criticità per gli investitori”, dall’altro lato l’omnicanalità potrà premiare i player più dinamici e innovativi e grazie a nuovi strumenti di valutazione degli immobili sarà possibile modernizzare il mercato.

“Tra i settori che hanno registrato le performance migliori nel retail troviamo l’elettronica”, spiegano poi gli analisti, “ma anche i beni per la casa e l’abbigliamento sportivo. Nei centri commerciali rimane ancora in sofferenza la ristorazione”, anche se “continua a essere considerata una risorsa strategica per il rilancio dei centri commerciali”.

I punti fondamentali da tenere presenti per avere uno avere uno scenario corretto del mercato dell’immobiliare commerciale retail dei prossimi mesi, per gli analisti di CBRE sono il fatto che gli investitori si focalizzeranno soprattutto su segmenti più al riparo rispetto a possibili restrizioni, l’importanza strategica dell’omnicanalità, la presenza di forti incentivi per le nuove locazioni e l’attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale, con il rispetto di elevati standard.

Un’attenta analisi dello scenario del mercato retail e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Mercato immobiliare, i locali commerciali si confermano il prodotto più profittevole: “Affitto territorio dinamico anche nei prossimi mesi”

I locali commerciali si confermano la tipologia di immobili più redditizia, anche rispetto agli uffici e alle abitazioni ad uso privato. Il dato emerge da una recente ricerca realizzata da Idealista che prende in esame il 2021 e che mette in relazione i prezzi di vendita e di locazione dei diversi prodotti immobiliari per calcolare la loro redditività lorda.

Secondo i dati dell’analisi pubblicata dal sito specializzato in transazioni immobiliari infatti, i negozi rendono in media l’11,6%, seguiti dagli uffici la cui rendita è del 9,2%, dalle abitazioni che rendono il 7,8% e infine dai box con una redditività del 7,2%.

“La casa continua ad andare bene”, ha dichiarato Vincenzo De Tommaso, responsabile Ufficio studi di Idealista al Sole 24 Ore, “anche se i negozi offrono la marginalità maggiore”. 

Rendimenti affitti negozi 2021

Immagine: Idealista

Spostandosi poi dai dati nazionali a quelli locali, dalla  ricerca si evince ancora come i locali commerciali siano i più redditizi in quasi tutti i capoluoghi italiani: i rendimenti più alti sono quelli di Milano, al 16,7%, seguita da Ferrara al 15,5% e da Taranto e Genova, entrambe con un tasso di rendimento pari al 14,6%. 

Seguono quindi Napoli e a Roma con un rendimento dei negozi rispettivamente pari al 13,6% e al 12,5%. Fanalino di coda è invece Ragusa, con una redditività dei negozi che si ferma all’8%. Un po’ meglio Vicenza all’8,4% e Cuneo e Andria entrambe all’8,5%.

La città italiana in cui il rendimento è invece più alto nel segmento degli immobili a uso ufficio è Ancona, con il 9,8%, mentre i rendimenti medi annui dei box offrono le migliori prospettive di rendimento a Roma e Firenze, dove il medesimo è pari rispettivamente al 6,8% e al 6,6%.

“L’affitto dei locali commerciali è il territorio più dinamico e lo resterà anche nei prossimi mesi”, ha ancora dichiarato De Tommaso. Una proiezione che rafforza i dati positivi della ricerca, la quale fa seguito anche al dato secondo cui il mercato dell’immobiliare, tra aprile e settembre 2021 è stato trainato dagli immobili a destinazione d’uso commerciale, le cui transazioni sono passate da 13mila nel Q2-Q3 2020 a quasi 20mila nel Q2-Q3 2021.

Un’attenta analisi dello scenario del mercato retail e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Immagine di Lukasz Radziejewski on Unsplash

Immobiliare commerciale, le analisi delineano un mercato in grande trasformazione tra riposizionamenti, prossimità e omnicanalità

Già nell’ottobre dello scorso anno, nell’ultima edizione dell’Osservatorio del mercato immobiliare relativa al periodo aprile-giugno 2021, l’Agenzia delle Entrate aveva evidenziato come dopo un 2020 complesso, con un calo del volume di compravendite nell’intero settore pari a circa il 17%, l’immobiliare commerciale fosse tornato a segnare numeri pre-COVID grazie ai dati del secondo trimestre 2021, con un raddoppio dei volumi del segmento terziario commerciale rispetto allo stesso periodo del 2020.

Osservatorio Immobiliare Agenzia Entrate

Immagine: Agenzia delle Entrate

Anche le più aggiornate proiezioni relative al terzo trimestre del 2021, tra cui la pubblicazione Real Estate Data Hub realizzata da RE/MAX Italia e AVALON Real Estate, confermano come l’andamento del volume del mercato dell’immobiliare commerciale mantenga una tendenza positiva anno su anno: in particolare, si legge nello studio, l’incremento del numero di transazioni avutosi tra aprile e settembre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020 è stato trainato dagli immobili a destinazione d’uso commerciale, le cui transazioni sono passate da 13mila nel Q2-Q3 2020 a quasi 20mila nel Q2-Q3 2021.

Un’interessante analisi di quale sia stata in questo periodo di ripresa delle compravendite la dinamica del mercato per il settore dei negozi e del retail è costituito dall’osservatorio diffuso recentemente dal gruppo d’intermediazione immobiliare Tecnocasa, il quale rafforza il principio che la pandemia abbia fatto riscoprire i negozi di prossimità che già da tempo registravano un buon andamento.

“Se negli anni scorsi era già ben definito il trend che vedeva gruppi della grande distribuzione ricercare spazi per aprire supermercati di vicinato”, spiegano gli analisti di Tecnocasa, “il fenomeno sembra adesso rafforzato così come l’apertura di minimarket di quartiere”. 

Per quanto riguarda il settore non food, dall’Osservatorio Tecnocasa emerge come brand importanti del fast fashion abbiano chiuso punti vendita anche nelle grandi città che, da sempre, rappresentavano una piazza attrattiva: “Una maggiore sofferenza si è avuta per quelle realtà che non appartengono a brand importanti e solidi e che non sono riuscite ad organizzarsi con vendite on line”.

C’è stato invece, secondo quanto viene ancora sottolineato dagli analisti del gruppo di intermediazione immobiliare, “un impatto minore per quelle realtà che hanno saputo integrare il punto vendita fisico con quello online per garantire acquisti in sicurezza. La strategia di omnicanalità ha dunque premiato”.

Per quanto riguarda le ubicazioni dei punti vendita, nelle vie di particolare passaggio gli spazi liberi stanno portando i marchi più forti del retail a riposizionarsi, mentre nelle ubicazioni di inferiore passaggio, molti esercenti hanno rinegoziato i canoni di locazione cercando soluzioni che potessero tutelare entrambe le parti.

“Gli investitori si muovono con cautela o provano a realizzare acquisti opportunistici anche se non sempre trovano riscontro nella proprietà”, spiegano gli analisti di Tecnocasa. “Si chiedono rendimenti più elevati a fronte di un maggiore rischio di vacancy. Il 45 % delle richieste di acquisto sono finalizzate all’investimento immobiliare. Le metrature più richieste sono inferiori a 100 mq (raccolgono infatti l’80,8% in acquisto e il 75,6% in locazione). Sull’offerta prevalgono i locali commerciali in locazione, in particolare dalla metratura fino a 100 mq”.

Un’attenta analisi dello scenario del mercato retail e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Nuovi strumenti per la valutazione degli immobili commerciali retail: “Considerare nel valore immobiliare anche la redditività del canale digitale”

In un contesto in cui l’omnicanalità sta diventando ormai imprescindibile per le attività retail, la discussione  su quanto il canale digitale e quello fisico vadano considerati non più come contesti separati, ma come un unicum che determina la redditività totale e di conseguenza il valore immobiliare del punto vendita, è sempre più presente.

Il tema è stato affrontato recentemente anche da Duff & Phelps Reag, divisione di Kroll, provider a livello globale di servizi e prodotti digitali relativi alla valutazione, durante la ’Giornata di Studio e Ricerca’ promossa da Cncc (Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali), in cui si è svolto un panel sull’argomento dal titolo ‘ESG e e-commerce: nuovi indicatori per le valutazioni’.

“Dal punto di vista del valutatore”, ha spiegato Savino Natalicchio, Managing Director del dipartimento Special Divisions & Feasibility di Duff & Phelps Reag e Presidente della Commissione Valutazioni Cncc, “il livello di fatturato del canale digitale rimane spesso difficile da identificare, pur avendo un impatto sugli indicatori classici di misurazione delle performance: questo può generare distorsioni nella stima del valore dell’immobile commerciale, perché porta a non considerare una parte di redditività del punto vendita”.

La quota di fatturato online ha dunque certamente effetti sugli indicatori classici di misura delle performance ed è quindi essenziale per i valutatori disporre di metriche il più possibile più aderenti alla realtà, nell’interesse di filiera di un mercato trasparente e comprensibile ai diversi player: ”Un aiuto per affrontare la difficoltà nella stima del valore dell’immobile”, ha ancora aggiunto Natalicchio, “potrebbe venire dalla segmentazione e differenziazione dell’impatto dell’e-commerce nelle diverse categorie merceologiche, oltre all’introduzione di un meccanismo condiviso per tracciare le vendite provenienti dal canale digitale, anche per favorire politiche di marketing integrate tra proprietà e tenant”.

Insieme al commercio elettronico, anche i principi ESG (environmental, social e governance),  sono indicatori imprescindibili che vanno considerati sempre di più nelle valutazioni degli immobili commerciali: certificazioni ambientali e gestionali, impiantistica, fonti rinnovabili per la produzione di energia e corretto smaltimento dei rifiuti, colonnine di ricarica per le auto e le biciclette elettriche, mezzi di trasporto pubblico e aree verdi, attività sociali e servizi per l’infanzia sono elementi centrali delle strutture di vendita, in cima ai parametri più impattanti per la determinazione della stima da parte dei valutatori.

“L’attenzione ai principi ESG e la crescita del commercio elettronico sono temi anticipatori di tendenze del mercato”, ha evidenziato Natalicchio, “che sono in grado di modificare i paradigmi e le loro metriche valutative sono da studiare attentamente. Risulta fondamentale avviare un dialogo continuativo con i diversi attori del settore retail, in modo da garantire la condivisione di informazioni e dati in un’ottica di maggiore trasparenza. Questo processo consentirà inoltre di fornire ai valutatori gli strumenti necessari per pesare correttamente i vari input e fornire una stima di valore dell’immobile commerciale più oggettiva e aderente ai mutevoli e sfidanti scenari in essere”.

Il Consiglio Cncc, presentando il panel, conclude sottolineando che il retail è oggi intrinsecamente omnichannel e che ogni retailer deve presidiare la vendita al dettaglio nel canale fisico, ma anche essere capillarmente presente nel mercato a supporto del canale online. Da questa considerazione oggettiva ne deriva che il retail deve essere valutato sia per il fatturato fisico che per quello online che genera.

Un’attenta analisi dello scenario del mercato retail e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Il mercato immobiliare commerciale italiano in forte ripresa: tassi tendenziali al di sopra dei volumi pre-COVID

Il mercato immobiliare commerciale italiano si scrolla di dosso il periodo COVID e guarda avanti con crescite a doppia cifra, tanto da segnare tassi tendenziali che vanno oltre i livelli pre-pandemia. A evidenziarlo è l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel recente report pubblicato e relativo all’andamento del mercato del secondo trimestre del 2021.

Secondo i dati elaborati dall’Agenzia nel suo report trimestrale, il settore dell’immobiliare terziario-commerciale ha infatti segnato nel periodo preso in considerazione un raddoppio dei volumi di compravendita rispetto al 2020, in forte aumento anche rispetto all’anno precedente (2° trimestre 2021 rispetto a 2° trimestre 2019), con un  + 34,2%.

Osservatorio immobiliare

Immagine: Agenzia delle Entrate

L’Agenzia sottolinea come i numeri per aree territoriali mostrino dati di crescita piuttosto omogenei rispetto al 2020 con un +87,6% nel Nord Est e un +104,8% nel Sud. Una tendenza all’omogeneità che si conferma anche nella ripartizione tra comuni capoluogo con un +90,9% a livello nazionale e comuni minori con un +100,5% a livello nazionale.

Osservatorio Immobiliare

Immagine: Agenzia delle Entrate

Ottimi anche i dati del settore produttivo (PRO), costituito prevalentemente da capannoni e industrie, che presenta dinamiche non molto dissimili da quelle viste nel settore terziario-commerciale, con un tasso aggregato nazionale superiore all’80% nel confronto con il 2020.

Numeri, quelli dell’Osservatorio, che consentono di guardare al futuro del mercato dell’immobiliare commerciale italiano con ottimismo, anche grazie alla rapida evoluzione in pieno svolgimento nei settori come quello del retail, che se da un lato è stato tra quelli maggiormente colpiti dalla pandemia, allo stesso tempo ha saputo in molti casi cogliere l’accelerazione di cambiamenti in atto già nel periodo pre-COVID come un’opportunità per rinnovare gli spazi e le offerte, all’insegna dell’omnicanalità e della dicotomia di spazio fisico e digitale.

Il ritorno ai numeri pre-COVID dell’immobiliare italiano è peraltro in linea con i dati di molti altri Paesi europei, che disegnano un mercato in ripresa. Esemplare la situazione in Francia, dove secondo un recente studio della società di consulenza Knight Frank, il settore dell’immobiliare retail è in netto miglioramento, in particolare nelle aree commerciali delle zone esterne alle grandi città, e dove soprattutto i brand “low cost” stanno approfittando delle condizioni di locazione più vantaggiose per rivedere la loro rete di punti vendita.

Un’attenta analisi dello scenario del mercato retail e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

L’intervista ad Arbib, Ad di Antirion Sgr: “Immobiliare retail in ripresa, ma per i centri commerciali occorrono riorganizzazione e commercio elettronico”

Con un fatturato che si attesta intorno ai 140 miliardi di euro, il mercato immobiliare retail vale il 4% del Pil italiano, con circa 1.200 strutture che impiegano una forza lavoro pari a 180mila persone.

Secondo il recente report ‘Retail Snapshot Q2 2021 Italy’ realizzato da JLL, società leader nei servizi immobiliari, da gennaio a giugno 2021 l’attività di sviluppo dei centri commerciali italiani ha registrato tre ampliamenti di centri esistenti situati nelle regioni Piemonte, Toscana e Sicilia per un totale di circa 7.000 mq. Nei prossimi quattro anni, dovrebbero essere completati 24 progetti (18 dei quali situati nel Nord del Paese) per un totale di oltre 900.000 mq.

 

Immagine: JLL – Retail Snapshot Q2 2021 Italy

Il totale dei metri quadrati dei centri commerciali esistenti o in progetto però, se slegato da una corretta visione di sviluppo può non rappresentare necessariamente un valore: “Il centro commerciale di 8-10mila metri quadrati è diventato obsoleto”, spiega Ofer Arbib, amministratore delegato di Antirion Sgr, società di gestione di fondi immobiliari, nel corso di un‘intervista rilasciata alla testata Monitorimmobiliare.it. “La superficie dovrebbe essere dimezzata ed erogare servizi negli spazi liberati, non vendere dunque solo prodotti. Si può inserire il co-working, sportelli di finanziamento e occorre rendere centrali e continuativi questi spazi, in modo che l’affluenza non sia limitata ai fine settimana”.

Arbib nota poi come nel periodo Covid, nei giorni di apertura il fatturato sia stato quasi uguale a quello degli anni precedenti e ciò significa che le persone non hanno perso la tendenza a frequentare i centri commerciali, ma è una fiducia che non deve essere persa: “I centri commerciali hanno bisogno di riorganizzarsi e ristrutturarsi”, spiega ancora Arbib, “ed è importante avere delle piattaforme di commercio elettronico per vendere anche online a rafforzarsi”. 

A fine giugno 2021, si legge ancora nel Retail Snapshot realizzato da JLL, nel settore retail sono stati investiti circa 200 milioni di euro. Una cifra che se è inferiore rispetto allo primo semestre del 2020, tuttavia vede un numero di operazioni che è aumentato, con 14 operazioni registrate, cioè +5 anno si anno.

Nel report si mette in evidenza come la dimensione media delle transazioni sia fortemente diminuita per i prodotti high street (9 milioni di euro nel primo semestre 2021 contro i 53 milioni di euro nel primo semestre 2020). Il segmento extraurbano ha invece raggiunto i 135 milioni di euro con 7 operazioni. Tra queste si segnala l’acquisto di due centri commerciali (di cui uno al Sud), due retail park e un supermercato nella città di Milano. La metà dei capitali investiti nel settore nel primo semestre è stata italiana, mentre l’altra metà è arrivata dall’Europa, in particolare da Francia, Regno Unito e Austria.

“Gli ultimi dati ci dicono che il mercato è in ripresa”, sottolinea ancora Arbib. “Purtroppo va sottolineato che i centri commerciali non hanno avuto grandi aiuti dal Governo, e questo è un problema che andrà affrontato in futuro”, conclude l’Ad di Antirion Sgr.

Gruppo Four Sviluppo, società di consulenza che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, collabora da anni con alcuni tra i più importanti player del Retail, conducendo un’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto.

Gruppo Four Sviluppo ha riconsiderato molti aspetti delle strategie immobiliari da adottare per poter offrire servizi idonei su come ottimizzare il business dell’immobiliare nel prossimo futuro con un occhio di riguardo per gli immobili corporate e retail”. In particolare:

  • Rimodulazione degli attuali spazi di vendita per poter ottimizzare il valore della locazione in rapporto al fatturato previsto nel breve medio periodo;
  • Assistenza tecnico-progettuale per effettuare i frazionamenti dei punti vendita utilizzati;
  • Ricerca di nuove location con dimensioni adatte ai nuovi flussi basandoci sulle nuove normative relative ai distanziamenti di sicurezza che verranno richiesti.
  • Assistenza per ricontrattualizzare gli attuali contratti di locazione in essere e adattare i canoni a nuovi parametri economici anche per periodi limitati nel tempo;
  • Ricerca di partners per la condivisione di spazi commerciali in caso di rimodulazione degli stessi.
  • Ricerca di investitori per la vendita a reddito di parte o dell’intero asset immobiliare in proprietà;
  • Valutazioni degli attuali canoni di locazione rapportandoli alle attuali condizioni di mercato;
  • Consulenza per la fattibilità di affidamenti di reparto e relativa contrattualistica;
  • Ricerca di piattaforme per la logistica, in locazione e in acquisto, per la gestione di vendite in e-commerce;
  • Collaborazione per lo sviluppo dei punti vendita su tutto il territorio nazionale  per il periodo 2020/2022
  • Conference call via Teams per incontrarci su appuntamento in sicurezza e velocità.

Immobiliare commerciale: crescita a doppia cifra per le compravendite nel primo trimestre 2021

Il 2021 inizia molto bene per il mercato dell’immobiliare commerciale. Nei primi tre mesi dell’anno infatti, le compravendite degli immobili per l’impresa, secondo quanto evidenziato dai dati dell’Agenzia delle Entrate sono cresciute a doppia cifra: “Il comparto terziario-commerciale ha realizzato nel primo trimestre 2021 un’espansione del +51,3%”, sottolinea l’Agenzia in un comunicato stampa, “compensando di fatto il calo del 16,5% subito nei primi tre mesi del 2020”.

Sono tutti i settori del mercato a contribuire a questa crescita, registrando coralmente un’impennata, come mette in evidenza l’elaborazione dei dati dell’Agenzia effettuata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa: quello produttivo ha registrato un aumento del 43,7%, i depositi un +61,6%, i negozi un +34,4% e gli uffici un +50,7%.

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

Lo studio mette in luce un forte rimbalzo del settore retail, che è stato il più penalizzato dal Covid: “I negozianti che hanno resistito hanno provato ad acquistare”, spiegano gli analisti dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, “ma nella maggioranza dei casi l’operazione ha interessato investitori che hanno approfittato per comprare sia spazi vuoti sia occupati”. Ciò è avvenuto anche grazie a un mercato del credito che risulta ancora conveniente e che presenta tassi sui mutui ancora molto bassi.

È interessante notare che dai dati dell’Agenzia emerge come i volumi di compravendita abbiano registrato già rialzi nei mesi di gennaio e febbraio, in raffronto agli stessi mesi del 2020, per poi mostrare un’elevata espansione—come era prevedibile—nel mese di marzo (compravendite quasi triplicate rispetto al 2020), perché messo a confronto con il suo omologo del 2020, quando le attività sociali economiche furono bloccate da un rigido lockdown.

Fonte: Agenzia delle Entrate

La logistica è il settore che nel periodo preso in esame risulta il più dinamico, spiegano ancora gli analisti di Tecnocasa: “I capannoni sono la tipologia che dallo scoppio della pandemia ha registrato un recupero costante”. Tale crescita viene motivata in primis dal commercio elettronico, che “ha spinto la ricerca di spazi da parte delle aziende di logistica e della GDO per trovare una location vicina alle metropoli dove stoccare la merce da consegnare velocemente in città”, nonché dalla ripresa della produzione che sta determinando un aumento delle richieste di spazi.

Nello studio viene anche tratteggiato un profilo degli acquirenti. Si tratta di aziende che hanno “una solida situazione patrimoniale, piani di sviluppo per il futuro e che stanno cogliendo le occasioni che il mercato offre dopo anni di ribasso dei prezzi”.

Gruppo Four Sviluppo, società di consulenza che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, collabora da anni con alcuni tra i più importanti player del Retail, conducendo un’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto.

Gruppo Four Sviluppo ha riconsiderato molti aspetti delle strategie immobiliari da adottare per poter offrire servizi idonei su come ottimizzare il business dell’immobiliare nel prossimo futuro con un occhio di riguardo per gli immobili corporate e retail”. In particolare:

  • Rimodulazione degli attuali spazi di vendita per poter ottimizzare il valore della locazione in rapporto al fatturato previsto nel breve medio periodo;
  • Assistenza tecnico-progettuale per effettuare i frazionamenti dei punti vendita utilizzati;
  • Ricerca di nuove location con dimensioni adatte ai nuovi flussi basandoci sulle nuove normative relative ai distanziamenti di sicurezza che verranno richiesti.
  • Assistenza per ricontrattualizzare gli attuali contratti di locazione in essere e adattare i canoni a nuovi parametri economici anche per periodi limitati nel tempo;
  • Ricerca di partners per la condivisione di spazi commerciali in caso di rimodulazione degli stessi.
  • Ricerca di investitori per la vendita a reddito di parte o dell’intero asset immobiliare in proprietà;
  • Valutazioni degli attuali canoni di locazione rapportandoli alle attuali condizioni di mercato;
  • Consulenza per la fattibilità di affidamenti di reparto e relativa contrattualistica;
  • Ricerca di piattaforme per la logistica, in locazione e in acquisto, per la gestione di vendite in e-commerce;
  • Collaborazione per lo sviluppo dei punti vendita su tutto il territorio nazionale  per il periodo 2020/2022
  • Conference call via Teams per incontrarci su appuntamento in sicurezza e velocità.

Retail Innovation: 7 imperativi per ripensare il settore e vincere la sfida della trasformazione digitale

L’inaudito periodo che ci stiamo lasciando alle spalle, ha innescato una straordinaria accelerazione di dinamiche che erano già in atto, e tra queste la trasformazione digitale è tra le più dirompenti e pervasive.

Uno dei settori che maggiormente si trova di fronte alla sfida di ripensare se stesso allo scopo di intercettare i nuovi contesti e le tendenze ingenerate dall’innovazione tecnologica è quello del retail.

McKinsey & Company, importante società di consulenza internazionale, nella sua recente ricerca intitolata ‘Retail Speaks’, identifica sette imperativi che il settore retail dovrebbe seguire per vincere la sfida che ha di fronte.

Il primo di questi imperativi è l’omnicanalità: la crescita del commercio elettronico—si stima negli USA una penetrazione in salita del 25-40% nel periodo post-COVID—nonché la domanda dei clienti di un’esperienza multicanale, sono infatti qui per restare.

“Poiché i consumatori continuano ad abbracciare i canali online”, spiega McKinsey nel rapporto, “i rivenditori devono comprendere i fattori alla base di questo cambiamento nel comportamento di acquisto, le diverse aspettative che lo accompagnano e l’impatto sull’ecosistema omnicanale”.

Il secondo imperativo indicato da McKinsey è la personalizzazione dell’esperienza di acquisto, un processo che deve avere alla base la formazione del personale in modo che sia in grado di padroneggiare con i nuovi strumenti che interagiscono con i clienti. Inoltre, indicano gli analisti della società di consulenza americana, occorre integrare le attività multicanale con i sistemi in-store spesso isolati e con il marketing: “I retailer devono lavorare per cambiare il comportamento dei clienti integrando la personalizzazione nell’esperienza in negozio e incoraggiando i clienti ad ‘aderire’ scaricando e interagendo con un’app, o con un touchscreen, condividendo informazioni”.

Terzo imperativo è rappresentato dall’ottimizzazione del delivery. La velocità delle consegne è diventata un fattore fondamentale nella scelta di acquisto: nel report si evidenzia come il 75% dei leader nella vendita al dettaglio consideri la consegna in due giorni come una priorità e che più del 40% di essi intenda offrire la consegna in giornata entro il 2022.

Il quarto imperativo indicato nel rapporto ‘Retail Speaks’ è la sostenibilità: i consumatori sono ormai sensibili al tema dell’ambiente e la percentuale di essi che abbandona o perde fiducia in un brand perché quest’ultimo antepone i profitti ai temi sociali è in costante crescita: “La gente non compra solo da un brand, ma cerca anche nel marchio la difesa dei suoi valori”, ha sostenuto Javier Quiñone, presidente e CSO di IKEA US.

Il quinto imperativo per gli operatori del settore retail è quello di investire nella forza lavoro, re-immaginando le loro strategie riguardanti l’impiego dei talenti, identificando le risorse migliori per mettere in atto le strategie di omnicanalità, rivedendo organizzazione e modalità di lavoro e realizzando una cultura di diversità e inclusione nelle risorse umane.

Sesto imperativo è costruire un ecosistema ‘friendly’ in cui operare e le cui componenti principali sono identificate da McKinsey negli aggregatori di informazioni, nel commercio elettronico, nei marketplace, nelle applicazioni e nei service provider. Esempio rappresentativo di costruzione di un ecosistema vincente indicato nel rapporto è quello di Amazon, che da venditore di libri, in pochi anni ha saputo diversificare il suo business creando nuovi prodotti ed espandendosi come ecosistema.

Settimo imperativo per il settore retail, secondo Mckinsey è quello di aumentare la produttività grazie a sistemi di analisi e automazione, da applicarsi in particolare nei negozi e nelle catene di approvvigionamento.

“Pochi retailer potranno affrontare tutti questi imperativi nello stesso tempo, pertanto il primo passo sarà quello di impostare le priorità“, concludono gli analisti di McKinsey. “La chiave per ottenere un giusto equilibrio è mantenere una proposta di valore, poiché questa è la pietra angolare della capacità del marchio di sopravvivere”.

Gruppo Four Sviluppo, società di consulenza che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, collabora da anni con alcuni tra i più importanti player del Retail, conducendo un’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto.

Gruppo Four Sviluppo ha riconsiderato molti aspetti delle strategie immobiliari da adottare per poter offrire servizi idonei su come ottimizzare il business dell’immobiliare nel prossimo futuro con un occhio di riguardo per gli immobili corporate e retail”. In particolare:

  • Rimodulazione degli attuali spazi di vendita per poter ottimizzare il valore della locazione in rapporto al fatturato previsto nel breve medio periodo;
  • Assistenza tecnico-progettuale per effettuare i frazionamenti dei punti vendita utilizzati;
  • Ricerca di nuove location con dimensioni adatte ai nuovi flussi basandoci sulle nuove normative relative ai distanziamenti di sicurezza che verranno richiesti.
  • Assistenza per ricontrattualizzare gli attuali contratti di locazione in essere e adattare i canoni a nuovi parametri economici anche per periodi limitati nel tempo;
  • Ricerca di partners per la condivisione di spazi commerciali in caso di rimodulazione degli stessi.
  • Ricerca di investitori per la vendita a reddito di parte o dell’intero asset immobiliare in proprietà;
  • Valutazioni degli attuali canoni di locazione rapportandoli alle attuali condizioni di mercato;
  • Consulenza per la fattibilità di affidamenti di reparto e relativa contrattualistica;
  • Ricerca di piattaforme per la logistica, in locazione e in acquisto, per la gestione di vendite in e-commerce;
  • Collaborazione per lo sviluppo dei punti vendita su tutto il territorio nazionale  per il periodo 2020/2022
  • Conference call via Teams per incontrarci su appuntamento in sicurezza e velocità.
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Il concetto di prossimità si evolve rapidamente e la GDO si adatta ai tempi: modifica di superficie e ubicazione, maggiore appeal e mix di tradizione e discount

I supermercati di superfici comprese tra i 400 e i 1.000 mq, che fino a pochi anni fa erano considerati store e superstore medio-grandi con logiche completamente differenti rispetto al superette sotto casa, oggi, oltre a essere annoverati a pieno titolo nella categoria degli esercizi di prossimità sono anche diventati—nell’ottica di pianificazione dell’apertura di nuovi punti vendita da parte della GDO moderna—spazi commerciali di piccole dimensioni.

A fare da volano a questa tendenza di aumento della metratura dei supermercati di prossimità è stato il progressivo successo dei Discount (Aldi, Eurospin, Lidl ed MD i principali), che posizionandosi nelle immediate periferie delle città hanno costantemente eroso quote di mercato alla GDO tradizionale, proponendo punti vendita con superfici che in media si aggirano tra i 1.300 e i 1.500 mq.

Di conseguenza, oggi, quando si parla di supermercati di vicinato si arriva a comprendere in questa categoria anche punti vendita con superfici comprese tra i 1000 e i 2.500 mq, fascia di esercizi commerciali che rappresenta il 32% dell’intero fatturato del mercato composto da LS + super + superstore + iper + discount.

“Occorre sottolineare che stiamo uscendo da un periodo pandemico”, osserva Federico Cimini, manager e consulente nel mondo GDO, nel corso di una recente puntata del podcast ‘Il supermercato delle idee’ realizzato dalla rivista GDO News. “Le persone in questo periodo, a causa del lockdown hanno dovuto obbligatoriamente recarsi  nel supermercati sotto casa e ciò si è tradotto in maggiore frequenza di visita e scontrini medi più alti rispetto al passato. La GDO di prossimità e di ultraprossimità ha saputo cogliere questo cambiamento, attrezzandosi molto bene e riuscendo a rispondere in maniera importante integrando gli assortimenti, ma mantenendo comunque la capacità di attrazione promozionale”.

Con la massiccia adozione del remote working e la conseguente tendenza allo spostamento delle persone dalle città alla fascia esterna,  anche però il territorio poco al di fuori del tessuto urbano che comprende i punti vendita di più grandi dimensioni, i cosiddetti ipermercati, sta entrando rapidamente nella logica di una ‘nuova’ prossimità.

“La bravura di chi fa sviluppo nella GDO”, spiega ancora Cimini, “è adesso paradossalmente quella di trovare delle ubicazioni che non siano troppo all’interno delle città, diciamo in una prima circonvallazione, altrimenti si rischia di essere svantaggiati. Dunque chi ha le grandi strutture che sono onerose, costose e ovviamente richiedono fatturati importanti, si sta rimodulando su piastre più piccole”.

Quello che era fino a ieri il territorio degli ipermercati, potrebbe dunque molto presto diventare anche quello dei superstore con un volume di fatturato per questi ultimi, che se era già in precedenza in ascesa, si incrementerebbe ulteriormente.

“Gli ipermercati, essendo molto grandi risultano molto dispersivi”, sottolinea Cimini. “Inoltre ampiezza dell’offerta e profondità di sconto si trovano ormai tranquillamente anche nei supermercati.  Per cui gli ipermercati che possono farlo stanno riducendo la loro grandezza, diminuendo soprattutto gli spazi non-food, e creando a lato delle superfici separate con proposta di prodotti specializzati, oppure cedendo in partnership questi stessi spazi a soggetti terzi, recuperando così efficacia e rientrando in parte dei costi di locazione”.

Gruppo Four Sviluppo, società di consulenza che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, collabora da anni con alcuni tra i più importanti player della GDO, conducendo un’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto.

Gruppo Four Sviluppo ha riconsiderato molti aspetti delle strategie immobiliari da adottare per poter offrire servizi idonei su come ottimizzare il business dell’immobiliare nel prossimo futuro con un occhio di riguardo per gli immobili corporate e retail”. In particolare:

  • Rimodulazione degli attuali spazi di vendita per poter ottimizzare il valore della locazione in rapporto al fatturato previsto nel breve medio periodo;
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Effetto Covid, il cuore dello shopping batte in Provincia e la sua anima è digitale

Le conseguenze delle misure di restrizione messe in atto per contenere i contagi di Covid-19 hanno inevitabilmente cambiato le abitudini degli italiani e anche i luoghi preferiti per lo shopping non sono più i medesimi. Smart working e limitazioni negli spostamenti, stanno infatti portando i consumatori a prediligere per le loro spese i luoghi più vicini e questo si traduce in un maggiore afflusso di persone nei negozi e nei centri commerciali ubicati in Provincia, con un conseguente calo di pubblico nei grandi centri urbani.

Le città più popolose, soprattutto quelle d’arte, subiscono poi anche il drastico calo di turisti. Secondo i dati pubblicati da Planet Retail, che ha analizzato il periodo tra gennaio e settembre 2020, si è registrato un calo dei consumatori extra Ue del 79% a Milano, dell’81% a Roma e dell’82% a Venezia e Firenze.

“Ci sono metropoli come Milano che vivono in larga parte di importanti flussi turistici e di pendolari”, spiega Erika Andreetta, partner e consumer markets consulting leader di PwC Italia. “Con le restrizioni agli spostamenti imposte dalla pandemia tali flussi sono venuti meno, per questo i più grandi centri urbani hanno registrato cali nelle vendite più marcati rispetto alle città di provincia”.

Stando ai dati contenuti nell’ultima edizione del Global consumer insight survey condotto da PwC, la vicinanza del punto vendita è diventato uno dei fattori principali che gli italiani considerano per la scelta del luogo di acquisto che, sempre secondo i dati elaborati dagli analisti della società di consulenza internazionale, rimane in gran parte quello fisico anche tra i più giovani. La visita al punto retail è però innanzi tutto spesso mirata e in secondo luogo avviene a completamento di un percorso di acquisto iniziato online. Per questo è dunque ancor più fondamentale una corretta integrazione tra il digitale e l’offline.

“Lo scenario più probabile non è quello della sostituzione del negozio con l’online”, spiega ancora la Andreetta, “ma piuttosto un’integrazione più profonda tra i due. Ora che la pandemia ha reso evidenti eventuali mancanze, alcuni brand hanno indubbiamente necessità di potenziare la propria struttura e-commerce, ma allo stesso modo anche i negozi fisici necessitano di investimenti per restare rilevanti”.

Questi investimenti dovranno essere messi in atto in modo particolare sul fronte della sostenibilità, un aspetto prioritario ormai imprescindibile e nei confronti di cui l’attenzione dei consumatori è in costante crescita.

“La strategia di successo”, continua la Andreetta, “sarà quindi quella che riuscirà ad attirare il consumatore sulla base di valori condivisi come l’attenzione all’ambiente, alla qualità e alle persone, e a rendere molto facile per il cliente muoversi tra canale online e fisico, sfruttando l’uno o l’altro a seconda della comodità e della necessità specifica”.

Queste dinamiche di cambiamento già in atto prima della pandemia, sono destinate ad accelerare e a rimanere. E’ chiaro però che, con il venire meno delle restrizioni Covid, luoghi come le high street delle grandi città, per la loro peculiarità potranno riuscire a ritornare ai numeri di afflusso e fatturato precedenti. Le attività metropolitane dovranno però saper riconquistare il loro pubblico, offrendo servizi che non si limitino alla mera commercializzazione dei prodotti, bensì diventare anche pick-up in store per gli ordini online e offrire servizi post-vendita, arrivando così a rappresentare dei punti di riferimento globali per i clienti.

Alla base di tutto, rimane il rapporto di fiducia che si instaura tra azienda e cliente: “La comunicazione ai consumatori deve essere aperta e trasparente”, sottolinea ancora la Andreetta, “di modo da creare fiducia verso il brand, che risulta essere il primo fattore di scelta di un retailer fisico rispetto ad un altro per il 45% dei rispondenti del Global consumer insight survey”.

Gruppo Four Sviluppo, società di consulenza che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, collabora da anni con alcuni tra i più importanti player della GDO, conducendo un’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto.

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Il settore dei servizi immobiliari punto di forza del mercato: in crescita in Europa, con l’Italia protagonista

Se l’immobiliare commerciale europeo nel 2020 vede una contrazione di oltre il 10%, il settore dei servizi immobiliari è invece in crescita e si conferma come fondamentale punto di forza del mercato delle attività immobiliari, che all’interno dello scenario economico italiano rappresenta un quota pari all’11,5% per cento del Pil, a cui si somma una parte importante di attività dedicate allo sviluppo immobiliare, pari al 2,5%.

Il dato di crescita del settore dei servizi immobiliari emerge dai risultati della sesta edizione di “FUTU.RE – Rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia”, presentato recentemente dall’Istituto indipendente di studi e ricerche Scenari Immobiliari.

In particolare, il settore dei servizi immobiliari italiano risulta uno dei più performanti del Vecchio continente, con un incremento del 4,5%, secondo solo alla Francia, che cresce invece del 5,6%. Il fatturato dei servizi immobiliari in Italia si aggira intorno ai 42 miliardi di euro.

Immagine: Scenari Immobiliari

“L’impatto del coronavirus sul mercato del settore immobiliare, sta accelerando molte dinamiche già avviate negli ultimi anni”, ha spiegato Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari, presentando il rapporto. “Questa industria”, ha aggiunto Breglia, “si conferma in grande sviluppo sia di tipo quantitativo che qualitativo. Grandi opportunità arrivano dalla riqualificazione urbana e dai processi locali di valorizzazione immobiliare”.

Il settore dei servizi immobiliari, nei cinque principali Paesi europei impiega oltre 2 milioni di persone, a cui va sommato un indotto che si stima essere pari a 764mila addetti indiretti. In Italia gli occupati nel settore sono oltre 300mila, mentre l’indotto è stimato intorno ai 139mila professionisti.


Immagine: Scenari Immobiliari

Il processo di digitalizzazione in atto nel settore, consente alle imprese di servizi immobiliari di  comprendere sempre meglio le esigenze dei clienti e di creare servizi a valore aggiunto: “Chi detiene il dato detiene la conoscenza e chi la possiede, ne possiede il valore”, ha sottolineato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari. “Infatti, raccogliere continuativamente le richieste, anche i semplici dubbi, le preoccupazioni dei clienti diretti, dei grandi proprietari e dell’articolata ed eterogenea comunità dei tenant, vuol dire poter rispondere in modo veloce, diretto e specifico alle loro necessità”.

La ripartizione del fatturato tra i diversi servizi immobiliari, come emerge ancora dal rapporto di Scenari Immobiliari, riflette in modo abbastanza lineare le proporzioni nel numero di addetti. Property e Facility management realizzano insieme poco meno della metà del fatturato dei servizi immobiliari. L’Asset management genera circa il 23% del fatturato dei servizi, con una presenza ben distribuita in tutti i Paesi. Il Project management risulta in crescita in tutto il Continente, rimanendo più strutturato in Germania, dove sono presenti società più grandi e la gestione del residenziale è molto diffusa.

Immagine: Scenari Immobiliari

“Da tempo”, spiega ancora la Zirnstein, “i servizi immobiliari si occupano della centralità dei conduttori come fruitori finali dei servizi e la crisi ha consolidato questa relazione. Ci aspetta un futuro in cui le attività di asset, property, agency, advisory, valuation e project management, per rispondere alle nuove esigenze dovranno eccellere in qualità e questo comporta un maggiore investimento in formazione”.

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Successo per la versione Digital di MAPIC Cannes 2020: ”Immobiliare commerciale pilastro dello sviluppo urbano”

Il MAPIC Cannes si reinventa proponendo un’edizione 2020 ‘Digital’, con incontri e contenuti a distanza attraverso una piattaforma streaming, pensando però già al post-coronavirus, quando l’ampliata offerta online potrà portare un valore aggiunto alle edizioni in presenza: “La dimensione ‘phygital’ diventerà la nuova norma”, ha spiegato Nathalie Depetro, direttrice del MAPIC, “e rappresenterà un reale plusvalore per i partecipanti”.

L’evento dedicato al retail e al mercato immobiliare commerciale MAPIC Cannes, giunto alla 26/a edizione, ha dunque concluso la due giorni in programma facendo di necessità virtù, con la versione ‘Digital’ che ha in effetti colto nel segno: più di 2.300 professionisti internazionali del settore hanno partecipato agli oltre 1.200 incontri, mentre il percorso di 25 sessioni di conferenze ha visto per ognuna centinaia di connessioni live. E i contenuti rimarranno disponibili in Rete fino al 31 dicembre, con la possibilità di essere riprodotti in streaming sulla piattaforma.

Il percorso di sessioni digitali proposto da questa edizione del MAPIC, intitolato ‘Embracing collaborative retail: ready to change the rules?’, partendo dalla crescente importanza dei nuovi modelli di business nel retail, ha approfondito tre principali aree tematiche: Il crescente sviluppo degli spazi ad uso misto, l’esperienza del cliente e la complementarietà tra gli spazi fisici e il digitale.

“Tutti gli esperti internazionali che hanno partecipato ai dibattiti”, ha spiegato ancora la Depetro, “sono stati concordi nel ritenere che  per  il settore immobiliare commerciale retail sia fondamentale definire le evoluzioni future delle comunità sui territori, e MAPIC Digital intende contribuire a realizzare esattamente questo“.

Il tema scelto da questa edizione del MAPIC Cannes, ha avuto dunque l’obiettivo di aiutare i partecipanti  a identificare al meglio le profonde mutazioni del settore dell’immobiliare commerciale, nel quale emerge una crescente necessità di collaborazione tra i differenti attori coinvolti: “Il commercio è un pilastro dello sviluppo urbano”, ha spiegato ancora la Depetro, “e deve essere pensato in un contesto immobiliare che unisca differenti usi e funzioni”. Un risultato che si può ottenere unicamente “con la collaborazione tra i soggetti privati e gli amministratori dei territori”.

A partire da questa edizione di MAPIC Cannes gli organizzatori hanno inaugurato anche LeisurUp, evento parallelo al MAPIC che ha la finalità di creare una piattaforma di business in cui possano incontrarsi operatori del settore del tempo libero, pianificatori degli spazi urbani e player dell’immobiliare commerciale. Erano previsti più di 35 stand per la prima edizione di LeisurUp. L’evento è poi stato naturalmente integrato nell’esperienza digitale di MAPIC.

In conclusione, una versione di MAPIC Cannes, quella a distanza, che è riuscita in gran parte a superare il limite dettato dall’impossibilità dello svolgimento in presenza negli spazi del Palais des Festival, e che ha la chiara prospettiva di fondere la proposta di contenuti digitali con la versione fisica dell’evento, organizzato fin dalla nascita—nel 1995–dal gruppo leader mondiale nell’organizzazione di eventi fieristici Reed MIDEM. Appuntamento dunque a novembre 2021 con MAPIC Cannes Phygital.

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