GDO e sostenibilità: “Priorità ormai imprescindibile, che deve soddisfare anche criteri sociali, non solo ambientali”

L’attenzione per i temi legati alla sostenibilità da parte delle aziende, siano queste mirate alla produzione, alla trasformazione o alla vendita di beni e servizi, è aumentata in modo particolare negli ultimi decenni in seguito a una maggiore consapevolezza del limite delle risorse del pianeta e dell’impatto disastroso sugli equilibri naturali che il profitto fine a se stesso è in grado di causare.

Quando si parla di sostenibilità, si tende però troppo spesso ad associare questa parola unicamente a obiettivi legati al rispetto dell’ambiente. In realtà il termine racchiude una complessità ben maggiore, che comprende obiettivi sociali, di sviluppo e salvaguardia  delle comunità, in grado di garantire diritti fondamentali e di mettere in moto veri e propri cambiamenti culturali.

Temporanee strategie di marketing che non si traducano in azioni concrete e durature sul fronte della sostenibilità, o ancor peggio operazioni d’immagine messe in atto unicamente per nascondere comportamenti scorretti, non possono più essere accettabili e la sostenibilità deve essere stabilmente tra le priorità delle aziende.

Il settore della GDO, entrato massicciamente nel mercato del largo consumo a partire dagli anni ‘80, in ragione della sua estensione che permea tutta la filiera produttiva e distributiva, nonché per la ramificazione dei suoi spazi di vendita all’interno del tessuto urbano ed extra-urbano, è un settore chiave per la sostenibilità.

“La sostenibilità è una condizione ormai imprescindibile ed elemento di scelta che anche la GDO ha intercettato come prioritario”, spiega Ada Rosa Balzan, docente ed esperta di strategie di sostenibilità per aziende ed enti pubblici, nonché responsabile nazionale dei progetti di sostenibilità in Federturismo Confindustria e co-fondatrice della società di consulenza ARBalzan. “C’è una richiesta crescente da parte dei consumatori”, continua la Balzan, “basta guardare tra gli scaffali il moltiplicarsi di prodotti che hanno indicazioni sul fatto che sono sostenibili. Il Covid ha ulteriormente accentuato questa sensibilità”.

In seguito a questa crescente richiesta di prodotti sostenibili, la GDO ha trasformato gli spazi di vendita specifici, che sono diventati sempre più grandi: “Ci sono corner dedicati e identificabili anche dalla struttura che richiama elementi naturali”, spiega la Balzan, sottolineando poi come la GDO “sia da tempo attenta a studiare gli spazi di vendita con caratteristiche di sostenibilità, nella riduzione dei consumi del supermercato e nei criteri di sicurezza”.

Il fatto che il consumo consapevole sia in costante aumento, rappresenta un’enorme opportunità per portare questa crescente sensibilità dei clienti per le etichette dei prodotti sugli scaffali, anche nei riguardi degli spazi in cui tali prodotti vengono loro proposti: “Ci sono catene che si caratterizzano negli spazi per la sostenibilità”, evidenzia la Balzan. “E’ un loro identificativo di scelta a 360 gradi e propongono solo prodotti sostenibili, che non significa biologici. Spesso si commette l’errore di considerarli sinonimi, ma non è così: biologico è il sistema di coltivazione che si sceglie con i prodotti di trattamento a basso impatto, ma se utilizzo poi persone non in regola per lavorare il campo e raccogliere il prodotto, quello che ho è sì un prodotto bio, ma non sostenibile. Sostenibile significa che soddisfo anche i criteri sociali, non solo ambientali”.

Nonostante l’indubbio impegno di molte aziende, il rischio però di mettere in atto una sostenibilità effimera e solo di facciata, il cosiddetto ‘greenwashing’—in cui si cade non di rado in buona fede—è ancora molto alto: “Per evitarlo ci vuole una maggiore corretta formazione su cosa è realmente la sostenibilità”, sottolinea la Balzan. “Un primo step necessario a tutte le aziende è avere chiaro cosa rappresenta questo termine, che i valori che implica siano sempre compresenti, perché il greenwashing è spesso un rischio che si corre per poca conoscenza del perimetro corretto della sostenibilità”.

Gruppo Four Sviluppo, società di consulenza che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, collabora da anni con alcuni tra i più importanti player della GDO, conducendo un’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto.

Gruppo Four Sviluppo ha riconsiderato molti aspetti delle strategie immobiliari da adottare per poter offrire servizi idonei su come ottimizzare il business dell’immobiliare nel prossimo futuro con un occhio di riguardo per gli immobili corporate e retail”. In particolare:

  • Rimodulazione degli attuali spazi di vendita per poter ottimizzare il valore della locazione in rapporto al fatturato previsto nel breve medio periodo;
  • Assistenza tecnico-progettuale per effettuare i frazionamenti dei punti vendita utilizzati;
  • Ricerca di nuove location con dimensioni adatte ai nuovi flussi basandoci sulle nuove normative relative ai distanziamenti di sicurezza che verranno richiesti.
  • Assistenza per ricontrattualizzare gli attuali contratti di locazione in essere e adattare i canoni a nuovi parametri economici anche per periodi limitati nel tempo;
  • Ricerca di partners per la condivisione di spazi commerciali in caso di rimodulazione degli stessi.
  • Ricerca di investitori per la vendita a reddito di parte o dell’intero asset immobiliare in proprietà;
  • Valutazioni degli attuali canoni di locazione rapportandoli alle attuali condizioni di mercato;
  • Consulenza per la fattibilità di affidamenti di reparto e relativa contrattualistica;
  • Ricerca di piattaforme per la logistica, in locazione e in acquisto, per la gestione di vendite in e-commerce;
  • Collaborazione per lo sviluppo dei punti vendita su tutto il territorio nazionale  per il periodo 2020/2022
  • Conference call via Teams per incontrarci su appuntamento in sicurezza e velocità.
Immagine: Paula Prekopova on Unsplash

Immobili commerciali, a Milano l’investimento è più redditizio e stabile di quello in titoli di Stato

Se state pensando a un investimento e siete indecisi sulla tipologia del medesimo, un report realizzato dall’azienda di consulenza World Capital in collaborazione con Nomisma, potrebbe fornirvi alcune valide indicazioni, soprattutto se vi orienterete a investire il vostro denaro nel settore dell’immobiliare commerciale.

Il report di World Capital fornisce una panoramica dei rendimenti immobiliari per gli edifici commerciali ubicati nella città di Milano, proponendo un confronto tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani (BTP 3/5 anni, CTZ 3 anni, BOT 6/12 mesi) e quelli degli immobili ad uso commerciale, per comprendere analogie e differenze tra le due tipologie di investimento, giungendo a risultati che sono molto positivi per il settore immobiliare.

L’analisi dei rendimenti contenuta nel report redatto dalla società milanese infatti, mette in evidenza come il trend dei profitti dei titoli di stato non sia affatto stabile subendo oscillazioni tra il -0,35% e il +4,68% e che dunque, spiegano gli analisti, se “gli investimenti nel campo finanziario possono essere fruttuosi”, c’è però “un forte rischio che siano scarsi, rischio in cui non si incorre quando si investe in ambito immobiliare”.

I numeri accertano quindi come gli immobili commerciali offrano una potenzialità di reddito non solo più sicura, ma anche mediamente più profittevole rispetto ai titoli di stato: “Nel corso degli ultimi dieci anni”, si legge nel report, “gli immobili hanno reso tra il 7% e il 3,50%, al contrario dei titoli di stato che talvolta hanno generato anche un rendimento negativo (-0,31% nel 2017)”.

Gli analisti di World Capital e Nomisma hanno compreso nel loro studio in particolare sette zone del semicentro urbano della città di Milano: ‘XXII Marzo’, ‘Ticinese’, ‘Vigentina’, ‘Tortona’, ‘Pagano’, ‘Washington’ e ‘Sarpi’. Tra le zone più redditizie del capoluogo lombardo per l’investimento immobiliare commerciale, al primo posto è risultata la zona di Tortona (6,3%), seguita dal quartiere di Vigentina (6,1%) e da quello Ticinese (5,9%).

E’ molto interessante notare come nelle zone del semicentro urbano, gli immobili commerciali risultino più redditizi rispetto a quelli ubicati nelle cosiddette High Streets: “Nelle grandi vie della moda milanesi gli spazi a uso commerciale sono molto richiesti e costituiscono un investimento più sicuro, ma meno redditizio”, si legge ancora nel report. “Per le High Streets non viene presentata la suddivisione delle varie funzioni commerciali in quanto le attività prevalenti sono quelle legate al fashion e alla ristorazione, con rendimenti pressoché identici tra loro. Le zone del semicentro sono più variegate in termini di esercizi commerciali, pertanto considerate diverse funzioni con diversi rendimenti”.

Una sezione del report è poi dedicata al Context score di Nomisma, che come spiegano i redattori del report , è  “uno strumento che restituisce un giudizio di valore sull’attrattività, in termini di investimento immobiliare, delle diverse zone della città”. Sulla base di questo score, tra le zone (NIL – Nuclei di Identità Locale) del semicentro milanese più attrattive per gli investimenti immobiliari di natura commerciale, spiccano il quartiere di XXII Marzo con un valore di 90,6 su 100, zona Washington con 90,5 e il quartiere Ticinese con uno score pari a 89,9.

L’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Gruppo Four Sviluppo ha riconsiderato molti aspetti delle strategie immobiliari da adottare per poter offrire servizi idonei su come ottimizzare il business dell’immobiliare nel prossimo futuro con un occhio di riguardo per gli immobili corporate e retail”. In particolare:

  • Rimodulazione degli attuali spazi di vendita per poter ottimizzare il valore della locazione in rapporto al fatturato previsto nel breve medio periodo;
  • Assistenza tecnico-progettuale per effettuare i frazionamenti dei punti vendita utilizzati;
  • Ricerca di nuove location con dimensioni adatte ai nuovi flussi basandoci sulle nuove normative relative ai distanziamenti di sicurezza che verranno richiesti.
  • Assistenza per ricontrattualizzare gli attuali contratti di locazione in essere e adattare i canoni a nuovi parametri economici anche per periodi limitati nel tempo;
  • Ricerca di partners per la condivisione di spazi commerciali in caso di rimodulazione degli stessi.
  • Ricerca di investitori per la vendita a reddito di parte o dell’intero asset immobiliare in proprietà;
  • Valutazioni degli attuali canoni di locazione rapportandoli alle attuali condizioni di mercato;
  • Consulenza per la fattibilità di affidamenti di reparto e relativa contrattualistica;
  • Ricerca di piattaforme per la logistica, in locazione e in acquisto, per la gestione di vendite in e-commerce;
  • Collaborazione per lo sviluppo dei punti vendita su tutto il territorio nazionale  per il periodo 2020/2022
  • Conference call via Teams per incontrarci su appuntamento in sicurezza e velocità.
Immagine: Bruno Cordioli – Flickr

Bonus affitto 2020 per gli immobili commerciali: requisiti e modalità di invio delle domande

Il Decreto rilancio che il Parlamento ha convertito in legge il mese scorso, contiene, all’art.28, la conferma del bonus affitto 2020 per commercianti, negozianti e titolari di realtà produttive, che prevede per tutti coloro che ne hanno i requisiti un credito di imposta del 60%, il quale si dimezza al 30% in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda.

Si tratta di una misura molto attesa da tutti i commercianti e gli imprenditori che hanno visto nel periodo di lockdown, attuato a causa del Covid-19, il blocco o la riduzione delle loro attività e che anche adesso vedono drasticamente ridotti i loro fatturati. Presentando domanda, i beneficiari del bonus possono cosi’ recuperare una parte delle loro perdite sottoforma di credito di imposta sui canoni di locazione già versati. Per ora il bonus riguarda le mensilità di marzo, aprile e maggio 2020 con estensione fino a giugno per le strutture alberghiere turistiche o ricettive. L’incentivo riguarda anche le spese condominiali, qualora però siano conglobate nel canone di locazione.

“Ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro”, spiega l’Agenzia delle Entrate, “ spetta un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo”. L’Agenzia precisa poi che non sono inclusi tra i soggetti che possono fruire del credito “coloro che svolgono attività commerciali non esercitate abitualmente o attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, producendo conseguentemente redditi diversi”.

Gli immobili commerciali compresi nel bonus sono quelli iscritti nella categoria catastale C/1 (adibiti per uso commerciale, artigiano, agricolo o artistico, ma non abitativo) e il codice tributo è il 6920 denominato ‘Credito d’imposta canoni di locazione, leasing, concessione o affitto d’azienda’, che si trova nella sezione ‘Erario’, all’interno della colonna ‘importi a credito compensati’. Il campo ‘anno di riferimento’, invece, è da compilare con il valore dell’anno per il quale è riconosciuto il credito d’imposta.

Per quanto riguarda i requisiti necessari per ottenere il bonus, l’Agenzia delle Entrate spiega che la misura è rivolta a imprenditori individuali, società in nome collettivo o società in accomandita semplice che a causa del lockdown “hanno subito perdite e diminuzioni del fatturato (o corrispettivo) pari ad almeno il 50% rispetto al medesimo periodo di riferimento del 2019 (senza superare la soglia di 5 milioni di euro di fatturato nel 2019, soglia che è stata rimossa per le attività ricettive con una successiva circolare)”, e che  inoltre, “potranno richiedere il bonus anche i titolari di partita Iva che hanno dato il via a un’attività nel 2019 anche se non riescono ad accertare le effettive perdite subite. Per questi ultimi non esiste un tetto massimo di ricavi”. 

La possibilità dell’invio delle domande per accedere al bonus è già aperta. I documenti da presentare in fase di inoltro della domanda sono il contratto d’affitto, la dichiarazione dei redditi ed eventualmente un confronto tra i bilanci trimestrali del 2019 rispetto a quelli trimestrali del 2020. Quest’ultima documentazione non è necessaria per le partite Iva.

L’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Gruppo Four Sviluppo ha riconsiderato molti aspetti delle strategie immobiliari da adottare per poter offrire servizi idonei su come ottimizzare il business dell’immobiliare nel prossimo futuro con un occhio di riguardo per gli immobili corporate e retail”. In particolare:

  • Rimodulazione degli attuali spazi di vendita per poter ottimizzare il valore della locazione in rapporto al fatturato previsto nel breve medio periodo;
  • Assistenza tecnico-progettuale per effettuare i frazionamenti dei punti vendita utilizzati;
  • Ricerca di nuove location con dimensioni adatte ai nuovi flussi basandoci sulle nuove normative relative ai distanziamenti di sicurezza che verranno richiesti.
  • Assistenza per ricontrattualizzare gli attuali contratti di locazione in essere e adattare i canoni a nuovi parametri economici anche per periodi limitati nel tempo;
  • Ricerca di partners per la condivisione di spazi commerciali in caso di rimodulazione degli stessi.
  • Ricerca di investitori per la vendita a reddito di parte o dell’intero asset immobiliare in proprietà;
  • Valutazioni degli attuali canoni di locazione rapportandoli alle attuali condizioni di mercato;
  • Consulenza per la fattibilità di affidamenti di reparto e relativa contrattualistica;
  • Ricerca di piattaforme per la logistica, in locazione e in acquisto, per la gestione di vendite in e-commerce;
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Coronavirus e immobiliare Retail, mercato attuale e prospettive: ”Nello scenario post COVID-19 nuove opportunità, ma nessuna flessibilità per eventuali errori”

La cosiddetta ‘fase 2’ della pandemia è finalmente iniziata. In Europa e nel mondo, molti governi, compreso quello italiano, stanno mettendo in atto un alleggerimento delle misure di lockdown che erano state varate nella prima fase con lo scopo di contenere il contagio nel momento di massima diffusione della malattia.

Per gli imprenditori, compresi gli operatori del settore retail, il periodo che si apre e che prevede inevitabilmente la convivenza con il virus fino all’arrivo di un vaccino, significa far fronte a nuove realtà e a nuove normative che andranno comunque ben oltre la conclusione della pandemia e porteranno cambiamenti irreversibili: non solo per le politiche di ‘distanziamento fisico’, ma anche per la necessità di adattare le dimensioni dei negozi alle nuove restrizioni e riqualificare le forze vendita.

Tutto ciò con la prospettiva di una diminuzione del potere d’acquisto dei clienti e un inevitabile clima di sfiducia dei consumatori, scenario che è ben rappresentato dagli ultimi dati del settore: una recente ricerca di CBRE, la più grande società commerciale al mondo di servizi e di investimenti nel Real Estate, che ha preso in considerazione il primo trimestre 2020 del mercato retail—dunque il periodo immediatamente prima dell’inizio del lockdown—evidenzia buoni dati nei primi due mesi dell’anno, ma un crollo del footfall nel mese di marzo dovuto all’emergenza sanitaria, con una contrazione del clima di fiducia dei consumatori dovuta soprattutto al clima economico e futuro.

Questo scenario è destinato a riflettersi in una generalizzata riduzione dei consumi, fatta eccezione per la GDO. Secondo le rilevazioni di Nielsen, dopo due settimane in positivo con la settimana tra il 23 e il 29 marzo che ha segnato un +5,4%, le vendite della GDO sono poi tornate alla normalità, mantenendo comunque una crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che è stata del 2,7% a parità di negozi.

Se da un lato, a fronte di questi dati, si prospetta dunque una situazione di cui riesce ad oggi difficile valutare con precisione l’impatto socio-economico, dall’altro lato, per il mercato immobiliare commerciale retail si aprono però nuovi scenari che possono sicuramente offrire nuove opportunità.

“Nel periodo post COVID-19 si presenteranno molte opportunità che non abbiamo fino a oggi considerato”, spiega Umberto Fasol, co-fondatore di Gruppo Four Sviluppo, società veneta che si occupa di consulenza e servizi nel settore dell’immobiliare commerciale. “La GDO dovrà ottimizzare i portafogli dei punti vendita e l’attuale interruzione sarà l’occasione ideale per chiuderne alcuni non redditizi, ricollocare quelli situati in posizioni non ideali, rinegoziare i termini commerciali con gli sviluppatori e valutare nuove e strategiche aperture in location di alta qualità”.

Sul fronte degli investimenti, dai dati elaborati da CBRE si evince che nel primo trimestre 2020 il mercato immobiliare retail ha raggiunto 830 milioni di euro, gran parte dei quali dovuti alla conclusione di importanti attività di joint venture tra operatori specialisti retail e altri investitori istituzionali nei segmenti out-of-town e grande distribuzione, come l’operazione Esselunga/UniCredit, che ha determinato la cessione alla banca del 32,5% di La Villata SpA, società che possiede gran parte degli immobili che ospitano i punti vendita della catena.

Ottimo risultato ha messo a segno nel periodo anche il segmento high street, che ha confermato l’interesse degli investitori per i trophy asset, i quali, vista la flight-to-quality attesa nei prossimi mesi, potrebbero continuare a mettere a segno numeri positivi.

“L’unico modo per ripartire e operare con successo nella nuova realtà che affronteremo dopo il COVID-19”, spiega Pierluigi Romanato, l’altro co-fondatore di Gruppo Four Sviluppo, “sarà ristrutturando le attività adattandole alle nuove esigenze del mercato. Le operazioni della distribuzione organizzata post COVID-19 dovranno essere più efficienti, qualitativamente più elevate e non ci sarà la stessa flessibilità del passato per gli errori”.

L’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

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  • Ricerca di nuove location con dimensioni adatte ai nuovi flussi basandoci sulle nuove normative relative ai distanziamenti di sicurezza che verranno richiesti.
  • Assistenza per ricontrattualizzare gli attuali contratti di locazione in essere e adattare i canoni a nuovi parametri economici anche per periodi limitati nel tempo;
  • Ricerca di partners per la condivisione di spazi commerciali in caso di rimodulazione degli stessi.
  • Ricerca di investitori per la vendita a reddito di parte o dell’intero asset immobiliare in proprietà;
  • Valutazioni degli attuali canoni di locazione rapportandoli alle attuali condizioni di mercato;
  • Consulenza per la fattibilità di affidamenti di reparto e relativa contrattualistica;
  • Ricerca di piattaforme per la logistica, in locazione e in acquisto, per la gestione di vendite in e-commerce;
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Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

Coronavirus e centri commerciali, la Call per Startup ‘Ceetrus 4 Innovation’ guarda oltre la pandemia alla ricerca di idee per sostenibilità e sicurezza sanitaria

La pandemia in atto è destinata fortunatamente ad avere una conclusione, ma le tracce che lascerà sulle dinamiche sociali dei vari Paesi saranno durature e indelebili e, in molti casi, la conseguenza sarà l’accelerazione di cambiamenti che erano già in atto prima che l’epidemia di Coronavirus costringesse gli esseri umani al ‘lockdown’ dei loro principali spazi condivisi.

Uno dei settori che subirà questa accelerazione sarà senza dubbio quello dei centri commerciali, che dovranno modificare la loro proposta ed essere ripensati con nuovi modelli in grado di offrire una sostenibilità che tenga conto anche degli aspetti sanitari dei luoghi in cui le persone, se da una parte non vorranno rinunciare a frequentare spazi di acquisto condivisi, dall’altra privilegeranno quelli in grado di garantire la sicurezza.

E’ dunque di grande attualità la call ‘Ceetrus 4 Innovation – New space  to live’ che Ceetrus Italy—filiale della multinazionale francese Ceetrus, specializzata in real estate e che opera attualmente in 47 centri e 5 parchi commerciali con oltre 185 milioni di visitatori all’anno—ha organizzato in collaborazione con con PoliHub, l’Innovation District & Startup Accelerator del Politecnico di Milano.

La call si rivolge a startup in grado di promuovere lo sviluppo e la diffusione di nuovi progetti imprenditoriali, i quali propongano soluzioni e tecnologie innovative capaci di rendere i centri commerciali luoghi di vita sostenibili e smart, punto di riferimento per il territorio e i cittadini.

Il progetto Ceetrus 4 Innovation accetta application da startup già costituite che propongano prodotti, servizi o tecnologie innovative che possano avere un impatto sulla struttura fisica dei centri commerciali (materiali di costruzione, gestione dell’energia, riciclo, gestione dei rifiuti, ecc.), sul rapporto tra le strutture e gli utenti (clienti, dipendenti, cittadini) e sul valore dei centri commerciali sul territorio e sulla community locale.

“Il progetto è il risultato della filosofia di Ceetrus, che mette al centro il cittadino e favorisce lo sviluppo dei legami sociali”, spiega Marco Balducci, General Manager di Ceetrus Italy. “Vogliamo che la nostra vision prenda vita da subito con progetti concreti, applicabili in tempi rapidi ai nostri spazi di vita e che premino le giovani menti italiane”.

“Siamo entusiasti di questa collaborazione con Ceetrus Italy”, dichiara invece Claudia Pingue, General Manager di PoliHub, “perché per noi è un’importante opportunità di mettere in connessione talenti in campo scientifico e tecnologico con le esigenze di un mercato come quello immobiliare commerciale, con un grande potenziale di innovazione ancora da esprimere”.

Le proposte per la call saranno accettate fino al 20 aprile. I tre team imprenditoriali che verranno selezionati da Ceetrus Italy e da PoliHub saranno annunciati a giugno e supportati nello sviluppo del loro progetto con la value proposition di Ceetrus Italy, che metterà a loro disposizione, durante tutte le fasi del programma, risorse e capacità funzionali alla realizzazione del concept e all’attivazione di un’eventuale collaborazione commerciale con la stessa Ceetrus Italy.

PoliHub supporterà invece le startup selezionate accompagnandole in un periodo di training imprenditoriale, incentrato sulla realizzazione del progetto e la messa a punto del modello di business e in seguito, tramite l’acceleratore di PoliHub, verrà creato un prototipo che sarà attivato all’interno di un centro commerciale Ceetrus, selezionato in base alle caratteristiche specifiche del progetto e alle esigenze del centro.

L’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Amazon inaugura a Seattle il suo primo supermercato completamente automatizzato: “Vetrina per proporre la tecnologia ai principali operatori del settore retail”

Il colosso del commercio elettronico Amazon Inc. ha inaugurato a Seattle—città dove è nato e dove ha la sua sede principale—il primo supermercato completamente automatizzato. Il nuovo store, che batte insegna ‘Go Grocery’ e propone anche prodotti freschi, ha una dimensione di oltre mile metri quadrati e permette ai clienti di effettuare gli acquisti e pagarli in completa autonomia, effettuando le transazioni attraverso i loro dispositivi elettronici e uscendo dal negozio senza la necessità di mettersi in coda alle casse per la scansione dei prodotti.

Il flusso si basa su un sistema di centinaia di telecamere e sensori che è in grado di monitorare e riconoscere tutto ciò che viene inserito nel carrello della spesa, grazie anche all’aiuto dell’intelligenza artificiale. Il sistema rende dunque superfluo il rituale vecchio stile che prevede scansione dei prodotti e pagamento alla cassa. Gli articoli vengono infatti addebitati automaticamente sull’account Amazon dell’acquirente al termine della spesa avvenuta sotto lo sguardo elettronico.

Il ‘motore’ del primo Go Grocery di Amazon è simile—seppure il negozio abbia ben altra superficie e varietà di prodotti—ai punti vendita della catena ‘Amazon Go’ che la società guidata da Jeff Bezos ha inaugurato nel 2018 e che in questo momento è presente in una ventina di città statunitensi. I negozi Amazon Go sono però posizionati vicino ai luoghi di lavoro delle persone e pensati per fare colazione, pranzo e spuntini, mentre il Go Grocery è un nuovo formato simile a quello dei supermercati tradizionali ubicati lungo le strade delle città o nei centri commerciali e che permette a un target molto più ampio di fare una spesa completa vicino casa.

“Alcune persone vogliono che il loro cibo venga consegnato a domicilio, altre vogliono fare shopping fuori casa, altre ancora desiderano fare i loro acquisti in negozi specializzati”, ha spiegato Dilip Kumar, vice president of Physical Retail & Technology di Amazon, al sito GeekWire. “La cosa più importante che la gente dice è però che spesso non ha abbastanza tempo per fare tutte le cose di cui ha necessità. Noi siamo partiti dal concetto del tradizionale negozio sotto casa per focalizzarci a offrire la comodità che i clienti moderni si aspettano”.

L’apertura del primo supermercato completamente automatizzato di Amazon ha fatto insorgere il sindacato statunitense dei lavoratori del settore retail, la ‘United Food and Commercial Workers International Union’ (UFCW), che in un comunicato ha definito il colosso del commercio elettronico come “un pericolo per milioni di posti di lavoro”, aggiungendo che “la brutale verità è che Amazon si concentra su una sola cosa: eliminare il maggior numero possibile di posti di lavoro per arricchire un miliardario, Jeff Bezos”.

La risposta di Amazon non si è fatta attendere: “È sia errato che fuorviante suggerire che Amazon distrugga i posti di lavoro”, si legge in una nota diffusa dalla società. “Nessun’altra azienda con sede negli Stati Uniti ha creato più posti di lavoro di Amazon. Solo in patria, Amazon ha creato oltre 500mila posti di lavoro per persone con tutti i tipi di esperienza, istruzione e livelli di competenza”.

In questo momento però, seppure non è da escludersi il fatto che nel medio periodo Amazon abbia intenzione di mettere in piedi una vera e propria catena di supermercati sotto il brand Go Grocery, la mossa del gigante del commercio elettronico sembrerebbe essere, secondo gli esperti, volta maggiormente a ‘mettere in vetrina’ il suo sistema tecnologico di acquisto automatico per proporlo ai principali protagonisti del settore retail. In questo caso l’arrivo dei supermercati completamente automatizzati potrebbe essere ancora più rapido rispetto a quanto generalmente si creda.

L’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Immagine: Amazon.com

Immobiliare commerciale italiano da record: nel 2019 crescita del 40% e raddoppio di investimenti internazionali

Il mercato dell’immobiliare commerciale italiano mette a segno negli ultimi dodici mesi una crescita del 40%, il miglior dato in assoluto e segna nel quarto trimestre del 2019 il miglior quarto di sempre.

Numeri record messi in evidenza nel recente rapporto realizzato da BNP Paribas Real Estate Italy, in cui viene calcolato che nell’anno conclusosi da poco, c’è stato un giro d’affari nella compravendita di immobili commerciali in Italia pari a circa 12,2 miliardi di euro, 5,1 miliardi solo nel Q4, che rappresenta un’impennata del 45% rispetto al medesimo trimestre dell’anno precedente.

“Le ottime premesse manifestatesi sin dai primi mesi dell’anno, sono state confermate rendendo il 2019 il miglior anno di sempre per gli investimenti nel mercato immobiliare commerciale italiano”, ha commentato Cristiana Zanzottera, responsabile dell’Ufficio Studi di BNP Paribas Real Estate Italy. “Molti gli elementi che hanno contribuito a questo risultato”, ha aggiunto la Zanzottera, “tra i quali l’abbondanza di liquidità globale, il permanente contesto di bassi tassi di interesse e un’offerta di prodotto interessante, anche in termini di prezzo, rispetto ad altre realtà europee”.

Se la crescita record degli investimenti nell’immobiliare commerciale nostrano nel 2019 è una bella notizia, il dato che tali investimenti siano stati per il 75% di respiro internazionale, consolida anche l’attrattiva globale che l’Italia rappresenta: “È chiaro che ormai il mercato italiano presenta una maturità e una trasparenza in grado di soddisfare le esigenze di tutte le tipologie di investitori”, ha ancora dichiarato la Zanzottera.

I maggiori investitori internazionali, che hanno tutti raddoppiato il loro interesse per il mercato immobiliare commerciale italiano, sono stati gli USA con circa 3,2 miliardi di euro, seguiti dalla Francia che ha invece raggiunto investimenti pari a circa 1,5 miliardi di euro, e dalla Germania con investimenti pari a circa 1,1 miliardi di euro.

Scendendo nel dettaglio dei vari segmenti del mercato, dai dati elaborati da BNP Paribas Real Estate Italy, si evince una dominazione del settore uffici, con investimenti nel 2019 pari a 4,8 miliardi di euro, che rappresentano il 40% del totale. Seguono gli investimenti nel settore alberghiero (3,3 miliardi di euro), quelli del settore Retail (1,9 miliardi di euro), del settore Logistica (1,4 miliardi di euro) e del settore Alternative (400 milioni di euro).

I rendimenti netti prime nei principali settori del mercato si mantengono in generale stabili, con il settore Retail  / centri commerciali che si conferma il più remunerativo, con un rendimento che si attesta intorno al 5,50%, dato invariato per il quarto trimestre consecutivo. I rendimenti nel settore Logistica sono invece intorno al 5,25% e quelli degli uffici nelle principali città di Roma e Milano oscillano tra il 3,30% e il 4%.

E le due città italiane più attrattive per gli investitori rimangono proprio Roma e Milano, quest’ultima con un totale di circa 4,9 miliardi di investimenti, miglior anno di sempre per il real estate commerciale nel capoluogo lombardo, anche migliore rispetto al record del 2015, in cui aveva avuto luogo l’Expo, e quando gli investimenti erano stati intorno ai 4,4 miliardi di euro. Un risultato, quello milanese, messo a segno soprattutto grazie al settore Uffici, che con 3,8 miliardi di euro ha rappresentato il 75% degli investimenti nel mercato immobiliare commerciale in città.

L’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

La sharing economy sbarca anche nel settore retail, negli USA una startup offre spazi e costi condivisi per gli operatori di commercio elettronico

Mentre si discute di come i player del mercato retail possano affrontare al meglio la rivoluzione digitale, a New York una startup punta a offrire spazi fisici a marchi che si sono già fatti le ossa in Rete, ma non hanno ancora le risorse necessarie per affrontare il mercato offline e conquistare spazio sugli scaffali per la rivendita dei loro prodotti.

La startup newyorkese che intende portare offline le insegne digitali, si chiama ShopFullFill e cavalcando l’onda della sharing economy al motto di ‘Not Just Retail: brick+click+logistic’, offre ai suoi clienti spazi di vendita, ma anche personale e costi di esercizio condivisi, che consentono di abbattere voci di spesa che per loro sarebbero altrimenti proibitive.

“Stiamo offrendo ai marchi online la possibilità di espandersi nei tradizionali spazi commerciali fisici senza spese iniziali”, spiega Shlomo Chopp, fondatore e CEO di ShopFulfill. “Il nostro servizio consente agli operatori di commercio elettronico di crescere e rispondere alla domanda che si fanno molti consumatori e cioè perché i marchi più ‘cool’ siano tutti online e non possano essere trovati nei negozi fisici”.

Grazie a ShopFullfill, a partire da circa 600 dollari al mese, i marchi che sono già riusciti a ottenere un certo successo in Rete possono affittare spazi all’interno di negozi fisici, condividere il personale di vendita, gli spazi di magazzino e i costi di trasporto per lo stoccaggio della merce. Lo staff di ShopFullfill offre inoltre consulenza per il design degli spazi di vendita e per il merchandising, con l’obiettivo di esprimere al meglio anche offline la potenzialità di prodotti che hanno già dimostrato di essere apprezzati su Internet.

Immagine: ShopFullfill.com

Un approccio dunque, quello di ShopFullfill, che può ricordare in parte quello dei pop-up stores, che alcuni grandi player come Amazon e Nike mettono in atto aprendo punti vendita temporanei per proporre prodotti a edizione limitata o che fino a quel momento erano stati disponibili unicamente online. Nel caso della startup newyorkese però, il negozio fisico condiviso non è solo un’operazione marketing, ma può fare da trampolino per l’avvio di punti vendita stabili veri e propri, al di fuori del contesto di sharing e che  ottengano profitti, e questo per marchi che fino a quel momento erano noti unicamente ai navigatori della Rete.

“Per qualche ragione, oggi tendiamo a pensare che i luoghi tradizionali di vendita non funzionino più”, spiega ancora Chopp, “ma è solo una reazione. Non è stato dimostrato. L’intero concetto che i punti vendita stiano morendo è semplicemente sbagliato”. Il CEO aggiunge poi che soggetti come Amazon “snaturano l’identità dei marchi, imitandoli”, mentre il sistema di vendita al dettaglio proposto da ShopFullfill, che Chopp definisce ‘democratizzato’, “punta sì alla crescita, ma con un focus che offre valore ai marchi”.

L’apertura del primo ‘Anchor Shop’ di ShopFulfill è prevista nel secondo trimestre del 2020, nel centro di Filadelfia, dove il passaggio pedonale è elevato. ShopFulfill prevede di aprire da otto a dodici sedi nel mercato di Filadelfia e nel vicino New Jersey meridionale per costruire la presenza al dettaglio e l’identità del marchio. Quindi, la società ha intenzione di espandersi in altre regioni degli USA.

Immagine: ShopFullfill.com

“L’e-commerce è conveniente”, aggiunge Chopp, “ma ancora più conveniente è abbinarlo con uno spazio di vendita fisico. Noi intendiamo rendere accessibile il punto vendita e non solo come semplice opzione. Un sistema deve alimentare l’altro”.

L’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Immagine di copertina: ShopFullfill.com

MAPIC Cannes 2019: i luoghi e gli spazi del nuovo mix commerciale retail sull’onda della rivoluzione digitale

La tre giorni del MAPIC Cannes, che ha avuto luogo recentemente nel sud della Francia, non ha tradito le aspettative. L’evento dedicato al retail e al mercato immobiliare commerciale, arrivato alla sua 25/a edizione, ha visto dal 13 al 15 novembre la partecipazione di più di 8mila player del settore, provenienti da oltre 80 Paesi.

Retailer, sviluppatori e investitori si sono riuniti negli spazi del Palais des Festivals per il MAPIC Cannes 2019– 12mila metri quadrati di area espositiva che hanno dato visibilità a 750 espositori – con lo scopo di individuare le migliori opportunità di sviluppo, conoscere i nuovi attori del mercato, rafforzare le loro reti di business e scoprire le ultime tendenze di mercato, oltre che per assistere al corposo programma di conferenze, il cui tema principale è stato in questa edizione “Il nuovo mix commerciale, ripensare i luoghi e gli spazi”.

Una vera e propria ‘reinvenzione’ del settore, sull’onda del profondo cambiamento dell’immobiliare commerciale, spinta dalla rivoluzione messa in atto dal digitale. Dai vari focus, eventi e conferenze del MAPIC Cannes 2019 è emerso chiaramente come i luoghi dello shopping non offrano più solo negozi e ristoranti, ma anche una molteplicità di altri servizi che riguardano il benessere, la cultura, lo sport e il tempo libero, un nuovo mix commerciale appunto, che si traduce per i consumatori in una dimensione esperienziale che va ormai ben aldilà del semplice acquisto di prodotti.

Partendo da questo dato di fatto, nella tre giorni sono stati affrontati temi che hanno riguardato tutti gli aspetti dell’innovazione, come quelli che consentono di ottenere informazioni strategiche di business quali la Location Intelligence, l’omnicanalità necessaria per porre al centro il cliente e fornire un’esperienza integrata, lo sviluppo di applicazioni con il modello Software as a service (SaaS), le forme innovative di fidelizzazione e di esperienza del cliente legate alla realtà aumentata e all’intelligenza artificiale, nonché l’analisi profonda e integrata dei dati. 

Tenendo poi conto dell’importanza che ha assunto l’intrattenimento nel mix commerciale, a partire da questa edizione del MAPIC Cannes, alla vigilia del medesimo è stato introdotto per la prima volta il ‘Leisure Day’, un’intera giornata di conferenze incentrata sull’integrazione del tempo libero, in cui si è discusso su come la rivoluzione digitale abbia trasformato i comportamenti dei consumatori, con i clienti che adesso desiderano esperienze, convivialità, socializzazione, educazione e nuove scoperte. Il successo dell’iniziativa ha portato gli organizzatori al varo di ‘LeisurUp’ un nuovo evento dedicato interamente all’industria dell’intrattenimento, la cui prima edizione è in programma per il novembre 2020.

Al MAPIC Cannes 2019 era presente come ogni anno anche Gruppo Four Sviluppo, società veneta che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale: “Il punto di forza dell’edizione 2019 del  MAPIC Cannes, peraltro in prosecuzione con il trend dello scorso anno, è stato sicuramente l’ampliamento della zona esposizione per i servizi ludico-ricreativi”, hanno sottolineato i due co-fondatori di G4S, Umberto Fasol e Pierluigi Romanato.

“Nel corso di questa edizione del MAPIC Cannes,” hanno ancora detto i due manager di G4S, “abbiamo avuto oltre quaranta incontri di lavoro, sia in rappresentanza dei nostri clienti retailer che per la presentazione delle nostre esclusive proposte immobiliari commerciali articolate tra Retail Park, centri Commerciali e Stand Alone. Abbiamo inoltre trovato dei fondi immobiliari stranieri potenzialmente interessati alle nostre proposte immobiliari e a parchi di nostri stimati clienti”.

Fasol e Romanato hanno quindi messo in evidenza come al MAPIC Cannes 2019 vi sia stato un sensibile calo degli spazi espositivi e dei visitatori Italiani: “E’ un fatto dovuto quasi certamente al grande successo del la versione italiana dell’evento, il MAPIC Italy, che si è svolto lo scorso maggio al MiCo – Milano Congressi”.

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Immagini: Pressroom MAPIC

Investimenti nell’immobiliare commerciale italiano sempre più redditizi, a svettare è il segmento Retail

Se i nostri titoli di Stato sono in preoccupante flessione (i Btp a 10 anni sono passati dal 3,4% del novembre 2018 all’1,2% attuale) c’è una tipologia di investimento che in Italia sembra non conoscere crisi e anzi, continua a mettere a segno una crescita progressiva nei rendimenti: quella nell’immobiliare.

Il confortante dato viene evidenziato in un recente studio realizzato dagli esperti di Idealista, uno dei principali portali immobiliari nazionali. E a garantire i maggiori rendimenti sono gli immobili commerciali, con una media di rendita nel terzo trimestre 2019 di quasi il 10%.

“L’analisi”, spiega la Redazione di Idealista, “mette in relazione i prezzi di vendita e affitto delle diverse tipologie immobiliari per calcolare il loro rendimento lordo” ed “evidenzia incrementi in tutti i segmenti property con una redditività che, nel peggiore dei casi, moltiplica per sei i tassi offerti dai titoli di Stato decennali”.

Nell’ambito degli investimenti che riguardano gli immobili commerciali, secondo lo studio del portale lombardo, è il retail il segmento che garantisce i migliori ritorni e ciò avviene nella maggior parte dei capoluoghi presi in esame: a guidare  la classifica è Milano che segna un 15,4%, seguito da Vicenza (14,1%), Monza (13,2%), Torino (13,1%) e Trapani (10%). Insieme ai capoluoghi, sono in tutto 38 le città italiane che offrono ritorni a doppia cifra per i proprietari degli immobili.

Oltre al retail anche gli altri segmenti dell’immobiliare commerciale offrono ottimi rendimenti, come quello degli uffici che rendono ai proprietari fino a oltre l’8% a Torino e Padova, mentre Milano è intorno al 7%, seguita da Roma e Napoli poco al di sotto (6,8%).

Fonte: Idealista

Riflette il buon andamento del rendimento degli investimenti in immobili commerciali anche quello in immobili residenziali, che nel terzo trimestre del 2019 ha messo a segno il miglior risultato degli ultimi cinque anni, con un tasso di rendimento che in media si è assestato intorno al 7%, con punte fino a oltre il 9% a Biella, e all’8% a Novara e Siracusa.

“A livello tendenziale”, scrivono ancora gli esperti di Idealista presentando la loro analisi, “i rendimenti crescono perchè l’affitto sta prendendo sempre più piede e i canoni crescono più dei prezzi richiesti per la vendita. Così si spiega l’aumento dell’1% per i segmenti commerciale (9,6%) e box (6,3%), seguiti dal residenziale (6,8%) con un più 0,8% e uffici (8%) con un più 0,3% negli ultimi 12 mesi”.

Da tenere d’occhio inoltre l’investimento nel segmento dei capannoni, in quanto la logistica, con lo sviluppo del commercio elettronico, sta diventando sempre più strategica: “Con la crescita del commercio on line”, spiega la redazione di Idealista, “e delle attività delocalizzate in genere, anche nell’edilizia, il settore logistico aumenta costantemente la sua importanza, così come diventano centrali gli hub in città che siano centro nevralgico delle attività economiche”.

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Photo by Robert Anasch on Unsplash

BNP Paribas Real Estate: immobiliare Commerciale in Europa, buoni i risultati del primo semestre 2019 e boom dell’Italia con +96%

Nel primo semestre del 2019, il mercato dell’immobiliare commerciale italiano mette a segno un +96% in termini di investimento, affermandosi come uno dei Paesi europei più dinamici nel periodo, con un tasso di crescita secondo solo al Belgio, che incamera un +105% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il nostro Paese supera anche Spagna (+88%), Polonia (+57%), Repubblica Ceca (+31%) e Irlanda (+6%).

Va comunque sottolineato che i dati molto confortanti del mercato italiano non riflettono del tutto la situazione europea nel suo complesso. Nel Vecchio Continente infatti, nel primo semestre 2019, il volume di investimenti, che è stato pari a 101,8 miliardi di euro, è risultato inferiore del 13% rispetto a quanto investito nel 2018. La percentuale negativa è dovuta soprattutto al notevole calo di uno dei protagonisti più importanti, il Regno Unito che, per il timore da parte degli investitori per le conseguenze della Brexit, è in picchiata (-33% con investimenti pari  22,1 miliardi di euro), ma anche al rallentamento della Germania, principale mercato continentale (-6% con investimenti pari a 24,4 miliardi di euro) e alla frenata della Francia (0% con investimenti pari a 13,7 miliardi di euro).

Gli investitori europei si sono rivelati nel periodo preso in esame da BNP Paribas Real Estate come fiduciosi nei confronti del mercato casalingo, aumentando i loro investimenti addirittura del 45% rispetto al primo semestre del 2018. Meno rosea invece la situazione extraeuropea, che porta l’ammontare generale delle transazioni a registrare un calo del 10%.

“Gli investitori europei si sono distinti ancora una volta”, ha dichiarato Larry Young, responsabile della divisione International Investment di BNP Paribas Real Estate, “registrando un aumento della loro quota di mercato dall’inizio dell’anno. Gli statunitensi, dopo un picco di attività seguito da un ritiro dal mercato nel 2016, all’inizio del 2019 hanno investito in misura proporzionale (+2%). Gli investitori asiatici sono stati meno entusiastici (-11%), ma negli ultimi anni hanno consolidato la loro presenza in Europa. Gli investitori mediorientali sono stati meno presenti nel 2019, con investimenti (-24%) ben al di sotto della media di lungo termine”. 

Fonte: BNP Paribas

“La crescita europea rimane sostenuta da solidi fondamentali”, ha osservato Richard Malle, responsabile della ricerca internazionale di BNP Paribas Real Estate. “In particolare, l’andamento dell’occupazione, la solidità dei redditi delle famiglie, i forti profitti aziendali e i tassi di interesse favorevoli”.

Tornando al mercato nazionale, dopo l’ottima performance del secondo trimestre, gli analisti di BNP Paribas  evidenziano come dall’inizio dell’anno l’80% circa dei volumi investiti nell’immobiliare commerciale italiano è stato realizzato da investitori esteri, tra cui circa 2 miliardi di euro gli statunitensi, e circa 1,2 miliardi di euro i francesi. I capitali domestici hanno invece inciso per 1,4 miliardi di euro.

A svettare è stato il settore Retail  con circa un miliardo di euro di investimenti (il 45% circa del totale del terzo trimestre del 2019), una performance che non si vedeva da anni. Particolarmente attivo il segmento degli Outlet, seguito dall’High Street. Da inizio 2019 il settore retail ha visto circa 1,7 miliardi di euro di investimenti.

L’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

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Cedolare secca per immobili commerciali, puntualizzazioni dell’Agenzia su proroga dei contratti e subentri, ma rimangono ancora dei punti da chiarire.

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La cedolare secca al 21% in sostituzione delle aliquote Irpef, già da anni in vigore per gli affitti di immobili a fini abitativi, è stata introdotta quest’anno anche per gli immobili commerciali.

L’allargamento dell’applicazione della tassa ‘secca’ anche al mercato dell’immobiliare commerciale, era stato chiesto da tempo a gran voce dagli operatori del settore e definito da Confedilizia “un passo importante”, in grado “di attenuare la piaga dei locali vuoti, favorendo l’avvio di nuove attività economiche e scongiurando il dilagare di situazioni di degrado”.

L’Agenzia delle Entrate sottolinea adesso come la cedolare secca sui negozi 2019, sia possibile anche se quest’anno c’è la proroga del contratto: “Se uno dei contratti di locazione scade nel corso del 2019” , si legge nell’interpello n.297/19 dell’Agenzia, “vale a dire termina la scadenza naturale prevista nel contratto, l’erede potrà optare per il citato regime fiscale in sede di eventuale proroga del medesimo contratto di locazione. Tale proroga, agli effetti della disposizione in esame, si considera come se fosse un contratto di locazione stipulato nel corso del 2019”.

In pratica dunque, l’applicazione della cedolare secca sui negozi che rispettano i requisiti del legislatore – immobili con superficie non superiore a 600 metri quadrati e accatastati in categoria C/1 – è possibile anche nel caso di proroga contrattuale e non solo nei casi in cui sia stato stipulato un nuovo contratto. Un allargamento che amplia il bacino dei beneficiari della tassa fissa al 21%.

Il quotidiano Il Sole 24 Ore calcola che nel 2018, (considerando che gli immobili iscritti nella categoria catastale C/1 rappresentano il 6,7% di tutte le categorie non residenziali, di cui l’80% possedute da persone fisiche) i nuovi contratti che hanno riguardato la locazione di immobili commerciali accatastati come C/1, siano stati circa 19mila. I negozi posseduti da persone fisiche con locazioni già in atto sono invece circa 807mila e di conseguenza si possono stimare circa 120mila proroghe all’anno. 

Cedolare secca negoziFonte: Il Sole 24 Ore

Se quindi l’applicazione della cedolare secca per gli immobili commerciali sembra destinata a crescere, la legge presenta però alcuni punti ancora da chiarire: per esempio, numerosi locatori domandano se la cedolare secca si possa applicare anche nel caso di canoni crescenti. Inoltre le Entrate, con circolare 8/E/2019 par. 1.9, individuano le pertinenze degli immobili specificando le categorie C/2, C/6 e C/7, ma tali pertinenze, secondo il codice civile dovrebbero essere individuate senza limiti di categoria catastale. 

Una puntualizzazione da parte dell’Agenzia per quanto riguarda i subentri è invece arrivata con l’interpello n.364/19, in cui si legge che “la cessione del contratto di locazione, contestuale alla cessione dell’azienda, come prevista dall’articolo 36 della Legge n. 392 del 1978, è qualificabile come un’ipotesi di cessione ex lege del medesimo contratto di locazione”, e inoltre che “la variazione della misura del canone o del termine di scadenza, trattandosi di modificazione accessorie, non è sufficiente ad integrare novazione del contratto”. In entrambi i casi quindi non c’è accesso alla cedolare secca.

Va ancora invece precisato se il subentro del contratto nel caso di decesso del locatore prosegua quello precedente, anche se parrebbe confermato dal succitato interpello 297/19 dell’Agenzia, che ammette l’erede al regime sostitutivo solo alla scadenza naturale dell’affitto già in corso.

L’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Immagine: pcjumbo

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