Il mercato dell’immobiliare commerciale italiano vola: nel secondo trimestre 2019 investimenti quasi raddoppiati

Ottime notizie per gli operatori del mercato immobiliare commerciale italiano: il volume degli investimenti messi in atto nel secondo trimestre 2019 è quasi raddoppiato rispetto al trimestre precedente, nonché rispetto allo stesso periodo del 2018.

A mettere in evidenza il dato è la recente analisi elaborata dall’Ufficio studi di Bnp Paribas Real Estate Italy, la quale indica nel valore di circa 5,1 miliardi di euro il volume di investimenti che nel periodo aprile-giugno 2019 sono stati rivolti al settore dell’immobiliare commerciale italiano.

Altro dato estremamente interessante che emerge dall’ analisi di Bnp Paribas Real Estate Italy è la conferma della vivacità nel mercato degli investitori internazionali, che hanno rappresentato nel trimestre preso in esame circa l’80% dei capitali investiti in Italia. A fare da capofila della ‘cordata’ internazionale sono stati i francesi e gli statunitensi, che hanno investito oltre un miliardo di euro ciascuno.

Scendendo nel dettaglio e analizzando le varie tipologie di investimento, si evince come nel secondo quarto del 2019 il settore retail, con un volume di investimenti pari a 600 milioni di euro, abbia compiuto un balzo in avanti del 25% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, arrivando a rappresentare quasi il 20% di tutti gli investimenti del periodo nel mercato immobiliare commerciale nazionale.

Tra i differenti settori, la miglior performance è stata messa in atto da quello alberghiero, che ha visto nel trimestre quasi 2 miliardi di euro di investimenti, pari a quasi la metà di tutto il mercato. Ottimo anche il risultato del settore uffici, in crescita del 45% rispetto al 2018 con un totale di circa 1,7 miliardi di euro.

“Il mercato immobiliare commerciale italiano”, ha dichiarato a Monitor Immobiliare Cristiana Zanzottera, responsabile dell’Ufficio Studi di BNP Paribas Real Estate Italy, “si conferma interessante per gli investitori internazionali, che mantengono una buona allocazione di liquidità sul nostro Paese. L’elevato numero di operazioni chiuse relative al prodotto Hotel esprimono la volontà di investire nel nostro Paese anche in asset class diverse da quelle tradizionali degli Uffici, del Retail e della Logistica allargando la dimensione potenziale del mercato e testimoniando una fiducia di fondo nella liquidità e nelle dinamiche del nostro real estate commerciale”.

Anche il settore locativo uffici ha avuto performance decisamente positive nel trimestre, in particolare a Milano, dove ha registrato un take-up di quasi 115.000 metri quadrati, segnando il il secondo miglior Q2 degli ultimi dieci anni e a Roma, con un take-up di quasi 90.000 metri quadrati, il miglior secondo trimestre di sempre e il secondo miglior trimestre in assoluto.

E ancora nel capoluogo lombardo, gli investimenti nel mercato dell’immobiliare commerciale nel trimestre, sono stati più in generale pari a quasi un miliardo di euro, che sommati a quelli del trimestre precedente ammontano a circa due miliardi di euro dall’inizio del 2019.

“A Milano, in questi primi sei mesi dell’anno”, ha ancora sottolineato Zanzottera, “è continuata l’espansione degli operatori di co-working che sono stati protagonisti di alcune rilevanti operazioni principalmente nel centro città contribuendo per il 10% circa al totale take-up. Anche a Roma si sta verificando un trend molto simile”.

L’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Base Retail Park di Ghedi, grandi insegne grazie alla commercializzazione di Gruppo Four Sviluppo: “Per i retailer coinvolti, una location strategica”

Sono bastati pochi mesi e il Base Retail Park di Ghedi è diventato un punto di riferimento per lo shopping e la ristorazione in provincia di Brescia.

La struttura, con una superficie di quasi 14mila metri quadrati e un’offerta commerciale che comprende spazi di grandi insegne italiane e internazionali come Italmark, BrikoOk, McDonald’s, Scarpe&Scarpe, Carrera ed HappyCasa, è stata inaugurata lo scorso maggio con un evento a cui erano presenti i vertici delle società coinvolte nel progetto, oltre alle istituzioni, ai media locali e alla star di Masterchef Stefano Callegaro, che ha dato prova della sua bravura esibendosi in un gustoso show cooking.

Nella foto, da sinistra: Elisabetta del Medico presentatrice dell’evento – Ing. Renato Brignani – Dott. Cazzavacca Giovanni vice sindaco di Ghedi – Don Roberto, parroco di Ghedi, che ha benedetto il centro.

A realizzare la struttura, è stata la società Pavoni S.p.A, su progetto dello studio dell’ing. Renato Brignani in collaborazione con lo studio dell’ing. Fausto Carrera e per lo studio dei colori e dei materiali esterni  è stata coinvolta l’archistar austriaca Tornquist Jorrit, mentre la gestione è stata affidata alla Svicom. La commercializzazione degli spazi, di superficie compresa tra i 200mq e i 3.700mq, è invece stata affidata a Gruppo Four Sviluppo, società veneta di consulenza che opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo.

“Per ottenere il meglio dalla commercializzazione degli spazi per il Retail Park di Ghedi”, spiegano Umberto Fasol e Pierluigi Romanato, co-fondatori di G4S, “abbiamo messo in atto un’approfondita analisi di mercato e redatto una particolareggiata brochure tecnica che è stata poi inviata a una lista selezionata di possibili clienti. La lista ha tenuto conto tra l’altro della presenza dei vari tenant in parchi vicini e delle strategie di sviluppo delle catene. La conoscenza di tutti questi paramenti, che si ottiene soprattutto grazie a esperienza e professionalità, è il fondamento di una buona commercializzazione”.

Nella foto, da sinistra: Pierluigi Romanato – Ing. Fausto Carrera – Umberto Fasol

Il Base Retail Park di Ghedi insiste sulla strada statale Lonate-Orzinuovi e sono stati approntati tutti i servizi necessari perché i clienti possano agevolmente parcheggiare i loro mezzi e accedere al Retail Park usufruendo di tutti gli spazi commerciali e ricreativi: i posti auto sono oltre 400 e sono presenti circa 4.000 metri quadrati di spazi verdi attrezzati, disposti lungo un’alberatura a doppia fila sul viale di ingresso, nonché un’ampia area giochi per i bambini. L’insieme intende realizzare ‘un’agorà’ a completa disposizione dei clienti, un bacino d’utenza potenziale di oltre 150mila persone entro i 20 minuti dall’accesso alla struttura.

“Ghedi potrebbe di primo acchito sembrare un bacino secondario, ma ha invece un’importanza di espansione strategica, per le insegne coinvolte”, spiegano ancora Fasol e Romanato. “Con la proposta degli spazi del Retail Park Base di Ghedi, abbiamo infatti raggiunto l’obiettivo di offrire un servizio commerciale a tutti gli abitanti a sud di Brescia. Un leader mondiale nel settore dei fast food come McDonald’s, per esempio, ha scelto il Retail park Base di Ghedi perché questa zona è lontana dal bacino principale del capoluogo”.

Il successo degli spazi del Base Retail Park di Ghedi è stato realizzato grazie agli studi preliminari che G4S ha messo in atto con cura e professionalità, in seguito a un’attenta valutazione del contesto del mercato dell’immobiliare commerciale italiano e internazionale, un mercato che è in rapida evoluzione e in cui è fondamentale avere consulenti affidabili e di esperienza.

Nella foto, da sinistra:  Ing. Renato Brignani progettista – Umberto Fasol – Giambattista Gaburri promotore e finanziatore dell’iniziativa – Tiziano Pavoni titolare dell’impresa Pavoni Spa – Ing. Fausto Carrera – Pierluigi Romanato

E sono proprio l’attenta analisi dello scenario del mercato retail e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, le attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Rapporto ‘Shopping 2019’: “Mercato immobiliare commerciale italiano in crescita nei prossimi anni grazie a servizi aggiuntivi, turismo e stabilità e-commerce”

Il mercato italiano dell’immobiliare commerciale resiste all’impatto dirompente che le piattaforme di commercio elettronico hanno sulle modalità dei consumi e anzi, riesce a creare buone sinergie con le nuove dinamiche d’acquisto, tanto che si profila nei prossimi anni una crescita del settore.

A delineare il trend positivo è il rapporto ‘Shopping 2019’ realizzato da Scenari Immobiliari che, arrivato alla sua undicesima edizione, è stato presentato negli scorsi giorni a Milano. Lo studio mette in evidenza come nel 2018 sia proseguita la crescita del mercato immobiliare commerciale italiano. Dopo il +4,2% messo a segno nel 2017, il mercato ha infatti raggiunto lo scorso anno gli 8,9 miliardi di euro crescendo del 2,9%. E il segno più, secondo gli analisti di Scenari Immobiliari, proseguirà anche quest’anno con un fatturato totale pari a circa 9,1 miliardi di euro (+2,2%), per poi arrivare a 9,3 miliardi di euro nel 2020.

Clara Garibello, direttore di ricerca di Scenari Immobiliari, presentando il rapporto ‘Shopping 2019’ ha sottolineato come le buone performance e prospettive del mercato immobiliare commerciale italiano vadano ricercate nella sostanziale stabilità della penetrazione del commercio elettronico nello Stivale, che “ha allontanato i timori di una veloce diffusione del commercio online”, ma anche nelle numerose aperture fisiche di nuovi punti vendita in Italia, che hanno evidenziato l’importanza che mantiene nel nostro Paese lo spazio fisico nell’ottica di espansione dei retailer per “la necessità di mantenere una rete fisica di negozi sul territorio.”

L’andamento del mercato dell’immobiliare commerciale italiano è inoltre agevolato, aggiunge la Garibello, dal modo diverso di fare shopping, che caratterizza soprattutto i Paesi mediterranei, “quasi sempre accompagnato da una forte componente leisure e da un’attrattività per la ristorazione e i servizi aggiuntivi”, oltre che “dalla costante crescita dei flussi turistici legati al commercio che consentono ricadute positive sulle economie, tanto nelle aree centrali delle grandi città, quanto in quelle più periferiche o meno conosciute e da promuovere”.

Il rapporto ‘Shopping 2019’ di Scenari Immobiliari fornisce inoltre importanti dati relativi alle transazioni più significative di immobili a uso commerciale avvenute nel 2018 in Italia, che sono state in parte transazioni di disinvestimento (per un valore di quasi 700 milioni di euro, con una superficie complessiva di 264mila mq), ma che hanno anche riguardato transazioni avvenute nelle high street principalmente a Milano, Roma, Venezia e Bologna (per un investimento complessivo di poco inferiore a cinquecento milioni di euro), quindi grandi strutture come i Gran Shopping Mongolfiera a Molfetta (BA), il Centro Sicilia in provincia di Catania e il centro commerciale Il Gialdo in provincia di Torino (148mila mq e un controvalore di 293 milioni di euro) e infine transazioni di immobili da valorizzare (60mila mq e un investimento di circa 105 milioni di euro).

Dando uno sguardo più ampio e rivolgendosi al mercato europeo nella sua globalità, il settore dell’immobiliare commerciale, come si evince ancora dal rapporto ‘Shopping 2019’ ha raggiunto nel 2018 un giro d’affari pari a 53,8 miliardi di euro. Un dato che evidenzia una leggera flessione rispetto al 2017 (-2,4%), ma a cui si aggiunge una previsione di crescita dell’1,3% per quest’anno, quando si stima che si raggiungeranno investimenti pari a 54,5 miliardi di euro, un +1,3% rispetto all’anno scorso.

“Nel mercato immobiliare commerciale europeo”, ha ancora spiegato la Garibello, “nel 2018 ha predominato un atteggiamento di cautela da parte degli investitori, già condizionati da una bassa propensione al rischio, determinata dall’abbondante disponibilità di capitali e dal ridotto costo del denaro, fattori che hanno contraddistinto i mercati negli ultimi anni. Si è registrato un andamento disomogeneo tra i Paesi, che ha premiato quelli dell’area mediterranea quali Spagna, Portogallo e Italia, e penalizzato invece alcuni più a nord, Regno Unito e Germania in primis, dovuto a una disparità correlata alla crescita delle vendite online”.

In questo contesto di rapida evoluzione del mercato dell’immobiliare commerciale italiano e internazionale, è fondamentale avere consulenti affidabili e di esperienza. Gruppo Four Sviluppo è una società di consulenza che opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo.

Un’attenta analisi dello scenario del mercato retail e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare commerciale, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Immagine Artur Kraft on Unsplash

Salotti Europa si espande dopo l’acquisto del marchio Dondi Salotti: “Raddoppio dei punti vendita con la consulenza di Gruppo Four Sviluppo”

Nel luglio 2018, Salotti Europa S.r.l., società lombarda di proprietà della famiglia Tosi di Mantova, ha acquisito lo storico marchio ‘Dondi Salotti’ e punta adesso a una notevole espansione, che la porterà a raddoppiare la propria presenza sul territorio.

“Intendiamo passare dagli attuali 22 punti vendita in Italia e in Svizzera a 50 punti vendita nell’arco dei prossimi 5 anni”, spiega Filippo Tosi, Amministratore Delegato di Salotti Europa. L’azienda mantovana, allo scopo di mettere in atto questa espansione, si avvarrà della consulenza di Gruppo Four Sviluppo, società che opera nel mercato dell’immobiliare commerciale e collabora con le maggiori insegne retail nazionali e internazionali.

La collaborazione tra Gruppo Four Sviluppo e Dondi Salotti, come spiega Pierluigi Romanato, co-fondatore di G4S, dura da oltre dieci anni: “L’incontro professionale tra le nostre due realtà risale al 2008, in seguito a precedenti collaborazioni tra me e i titolari della Dondi Salotti. Sulla base di questi solidi e leali rapporti di lavoro è nata una importante relazione ultra decennale, che continua nell’evoluzione dei sistemi per adattarsi alle nuove esigenze.”

L’obiettivo principale di Salotti Europa dopo l’acquisto del marchio Dondi Salotti, è quello di far crescere e sviluppare i prodotti del brand, imprimendo ai medesimi una nuova e innovativa caratterizzazione di qualità e unicità, incentrata sulla progressiva esaltazione del Made in Italy, specificazione che sarà presto associata al marchio.

“Crediamo fortemente in questa nuova stimolante sfida”, sottolinea l’AD di Salotti Europa Tosi, “l’acquisto del marchio Dondi Salotti è figlio di una determinazione e convinzione nelle nostre risorse, nei nostri mezzi, nei nostri collaboratori e nelle personali ambiziose aspettative.”

Una scelta di espansione, quella di Salotti Europa, legata anche al particolare momento di mercato in cui è stata valutata come fondamentale l’apertura in tutte le regioni d’Italia e all’estero di nuovi punti vendita, superando i problemi di vincoli con altri partner.

“La strategia di espansione che metteremo in atto per Dondi Salotti”, spiega Umberto Fasol, l’altro co-fondatore di Gruppo Four Sviluppo, “sarà orientata sia alla ricerca di spazi porta a porta in stand alone nelle migliori vie commerciali d’Italia, che al continuo monitoraggio di possibilità dentro Retail Park e Centri Commerciali già esistenti e in costruzione”.

Gruppo Four Sviluppo sarà presente con Dondi Salotti con un suo stand al Mapic Italy, che si svolgerà a Milano l’8 e il 9 maggio prossimi. L’obiettivo della presenza al Mapic Italy, importante evento dedicato al retail e al mercato immobiliare commerciale, sarà quello di spiegare a tutto il mondo dei proprietari e promotori di spazi commerciali in Italia le nuove strategie di sviluppo della catena, nonché di mostrare i nuovi layout e format disponibili a seconda delle location.

“Del nostro cliente Dondi Salotti”, spiegano ancora Romanato e Fasol, “ammiriamo l’evoluzione che ha avuto negli anni con l’alternarsi dei suoi competitori, fino a ritagliarsi una quota di mercato importante. E’ una catena che con una gestione prettamente famigliare ha capito e applicato le nuove regole della grande distribuzione organizzata. La sua forza, oltre che nell’esclusivo prodotto risiede nella forza vendita che cura e coinvolge con la diligenza di un buon padre di famiglia.”

Un’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale retail e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo, società che nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Gruppo Four Sviluppo opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Immagine: Dondi Salotti / Facebook

MAPIC Cannes 2018, il negozio fisico protagonista dell’era digitale

Si è recentemente conclusa l’edizione 2018 di MAPIC Cannes, evento annuale di punta del mercato immobiliare internazionale che ha visto la partecipazione di 8.600 operatori provenienti da 80 Paesi, più di 2.500 retailer e oltre 800 espositori.

“MAPIC Cannes si conferma il più importante appuntamento al mondo nel nostro settore”, spiegano  Umberto Fasol e Pierluigi Romanato, co-fondatori di Gruppo Four Sviluppo, società di servizi e consulenza per il settore immobiliare commerciale. “L’affluenza di interlocutori italiani ed europei è stata molto numerosa”, sottolineano.

La massiccia presenza dell’Italia al MAPIC Cannes, appuntamento organizzato fin dall’anno di esordio 1995 da Reed MIDEM, gruppo leader mondiale nell’organizzazione di eventi fieristici, è stata rappresentata da ben 1.100 operatori della Penisola, un numero che ha fatto del nostro Paese il secondo per partecipanti, subito dopo i francesi.

Il tema principale dell’edizione 2018 di MAPIC Cannes era ‘Physical in the age of digital’ e nel corso di 2.500 tra conferenze e tavole rotonde organizzate nella tre giorni dell’evento, sono stati affrontati argomenti quali l’evoluzione dei centri commerciali nell’era digitale, illustrate le ultime soluzioni tecnologiche e innovative nel mercato dell’immobiliare commerciale e analizzate le strategie dei marchi nati sul Web, sempre più proiettati verso l’integrazione dei negozi fisici con le loro presenze online. Tra gli interventi al Palais de Festival di Cannes, quelli di aziende leader come Amazon, IKEA, MADE, Vente-privée entertainment e Zalando.

”Nell’era digitale, Il negozio fisico continuerà a essere fondamentale”, osserva Umberto Fasol, “anche se la presenza materiale di molte tipologie di prodotti diminuirà costantemente. Compiremo le nostre scelte di acquisto grazie a schermi touchscreen ad alta definizione e utilizzando tecnologie immersive 3D e di realtà aumentata, che ci consentiranno di provare virtualmente i prodotti, i quali verranno consegnati così velocemente che li troveremo a disposizione già al nostro ritorno a casa”.

Oggi il commercio elettronico rappresenta in Europa circa il 9% delle vendite totali nel Vecchio Continente, per un giro d’affari di circa 300 miliardi di euro. Questi numeri sono in costante crescita e nuove dinamiche di vendita emergono costantemente, anche se, ipotizza Fasol, “per mettere in atto attraverso le tecnologie di ultima generazione una completa integrazione tra i player online e i negozi fisici, serviranno ancora una decina di anni”.

Tra le società europee che si stanno muovendo sempre più velocemente verso l’integrazione tra il digitale e l’esperienza fisica di acquisto c’è IKEA, come sottolinea l’altro co-fondatore di Gruppo Four Sviluppo, Pierluigi Romanato: “Il colosso svedese ha presentato a MAPIC Cannes un format cittadino con una superficie di 1.000/1.500 Mq, dove il digitale e gli arredatori diventano i protagonisti e l’esposizione del prodotto vero e proprio assume un ruolo secondario. La previsione di IKEA è di realizzare in tutto il mondo, in una prima fase di test, 30 punti vendita di questo tipo”.

“Al MAPIC di quest’anno”, racconta quindi Romanato, “abbiamo poi avuto modo di sperimentare la visione digitale in 3D di un importante progetto italiano, quello del nuovo centro commerciale di Caselle Torino, la cui apertura è prevista tra 3 anni, ed è stato impressionante: sembrava davvero di percorrere gli ambienti fisici.”

Per i partecipanti all’evento, la tre giorni del MAPIC Cannes è stata come sempre, anche grazie agli spazi approntati nel perimetro del Palais a questo scopo, un’occasione di incontro, confronto e opportunità per tutti gli operatori del mercato immobiliare commerciale.

“Abbiamo avuto circa 50 appuntamenti in tre giorni“, spiegano Fasol e Romanato, “che ci sono stati utili per lo sviluppo di nuovi punti vendita di nostri clienti e per proporre nostre importanti iniziative commerciali. Abbiamo per esempio proposto nostri Retail Park a Fondi di Investimento internazionali”.

“Le opportunità più interessanti”, continuano i due manager veneti di Gruppo Four Sviluppo, “sono state la conoscenza di nuovi fondi di investimento che vorrebbero lavorare in Italia, e l’analisi di nuove proposte immobiliari per i nostri stimati clienti”.

Gruppo Four Sviluppo nasce per offrire servizi ad alto valore aggiunto associando professionisti del settore immobiliare, ognuno con specifica specializzazione. 

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare. 

Gruppo Four Sviluppo opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata,  collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo. 

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°. 

Immagine: MAPIC Flickr

DdL di Bilancio 2019: “Cedolare secca per gli affitti di immobili commerciali a partire dai contratti stipulati dal prossimo anno”

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 15 ottobre il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019. Nel DdL viene prevista per gli affitti di immobili commerciali quali negozi e capannoni, l’introduzione della cedolare secca al 21% in sostituzione delle aliquote Irpef. Questo sistema di tassazione è già in vigore dal marzo del 2011 per gli affitti di immobili a fini abitativi.

Nell’articolo del nuovo DdL di Bilancio intitolato “Cedolare secca sul reddito da locazione di immobili ad uso commerciale”, si prevede che il canone di locazione relativo ai contratti stipulati nell’anno 2019 aventi ad oggetto “unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 mq, escluse le pertinenze, e relative pertinenze locate congiuntamente” possa essere assoggettato al regime della cedolare secca.

Il Governo precisa però che la cedolare secca per gli affitti degli immobili commerciali “non è applicale ai contratti stipulati nell’anno 2019” qualora “al 15 ottobre 2018 risulti già in essere un contratto non scaduto tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale”.

Tra i favorevoli all’introduzione della cedolare secca anche per gli affitti degli immobili commerciali figura Confedilizia, che chiede questa innovazione da lungo tempo: ”In attesa di leggere il contenuto esatto della norma”, ha dichiarato il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, “rileviamo che si tratta di un passo importante che contribuirà ad attenuare la piaga dei locali vuoti, favorendo l’avvio di nuove attività economiche e scongiurando il dilagare di situazioni di degrado”.

Così come nel caso dell’introduzione della cedolare secca per gli immobili a uso abitativo, anche quella per gli immobili commerciali ha lo scopo principale di far emergere il nero sugli affitti, consentendo ai contribuenti di beneficiare di importanti agevolazioni sul calcolo dell’imposta dovuta sul reddito da locazione.

Secondo un’elaborazione de Il Sole 24 Ore realizzata su dati della società indipendente di ricerca e consulenza economica per le imprese Nomisma, ad oggi, in molte città italiane l’affitto di un negozio rende meno di quello di una casa: non solo a causa del calo dei canoni, ma anche dell’attuale imposizione fiscale.

Per esempio, a Milano, sulla base dell’elaborazione del quotidiano di Via Solferino, l’affitto di un trilocale in zona semicentrale, al netto di cedolare secca, Imu e Tasi lascia al proprietario 6.603 euro annui, mentre l’affitto di un locale commerciale con caratteristiche simili a quello abitativo, al netto dell’attuale sistema di tassazione lascia al proprietario 5.555 euro annui. Ipotizzando invece l’applicazione della cedolare secca al 21%, il reddito per il proprietario dell’immobile commerciale sarebbe di 7.905 euro annui.

Questa maggiore marginalità potrebbe, secondo i sostenitori della cedolare secca, fornire una spinta al mercato degli affitti commerciali. In Italia risultano oltre 770mila immobili commerciali non locati e tra il 2015 e il 2017 il numero di nuovi contratti non abitativi è rimasto stabile, poco sotto i 370mila.

“Per il settore immobiliare, che è sfiancato da una crisi superiore a quella di altri comparti, c’è molto da fare”, ha continuato Spaziani Testa. “Nel corso del cammino della manovra, Confedilizia continuerà a fare le sue proposte, ma il primo tassello è stato posto”.

Gruppo Four Sviluppo, società che opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo, è molto attenta ai cambiamenti del mercato e agli scenari politico-economici in cui si trovano a operare i suoi clienti.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Proposta di legge per la chiusura domenicale dei negozi: un danno per l’occupazione e per i consumi che va contro una sentenza della Corte Costituzionale

Il governo giallo-verde formato da Movimento Cinque Stelle e Lega, così come già annunciato da entrambi i partiti in campagna elettorale, ha deciso di riprendere l’iter legislativo che ha l’obiettivo di regolamentare ‘dall’alto’ l’apertura e la chiusura degli esercizi commerciali la domenica e nei giorni festivi. 

Secondo quanto dichiarato recentemente dal vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, la legge prevederà un meccanismo secondo cui ci sarà una turnazione: “resterà aperto il 25% dei negozi”, ha spiegato Di Maio, “mentre gli altri, a turno, rimarranno chiusi”. La chiusura dei negozi non dovrebbe riguardare le città turistiche, come ha precisato il responsabile del dicastero dell’Agricoltura e del Turismo, Gian Marco Centinaio

Quella di Centinaio, è stata una precisazione che si è aggiunta a un tourbillon di esternazioni contraddittorie da parte di esponenti di entrambe le compagini di Governo. Non è dunque affatto chiaro quali saranno i termini della proposta di legge che approderà alla Camera. Di certo, per ora c’è solo che lo stop domenicale regolamentato dei negozi, a prescindere da chiusure totali o parziali e da turnazioni, rischia di deprimere i consumi e far abbassare le serrande ai commercianti non solo durante i giorni festivi, ma per sempre.

“Per quel che riguarda la grande distribuzione”, ha spiegato Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, “il dato è che siamo ancora sotto i consumi che avevamo nel 2010 e stimiamo che, ripristinando le chiusure festive e domenicali, ci potrà essere un calo dell’1 per cento nel settore alimentare e del 2 per cento in quello non alimentare. Con un indubbio vantaggio a favore del commercio elettronico, che continua a svilupparsi a due cifre.”

La liberalizzazione dell’apertura degli esercizi commerciali in Italia è stata varata dal governo Monti nel 2011 ed è contenuta nell’articolo 31 del cosiddetto decreto ‘Salva Italia’, il quale prevede la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali su tutto il territorio nazionale, eliminando i vincoli precedentemente previsti che consentivano, solo in via sperimentale, il venire meno degli orari di apertura e di chiusura, nonché dell’obbligo della chiusura domenicale e festiva e quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale per gli esercizi ubicati nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o nelle città d’arte.

Gradara è convinto che l’apertura domenicale dei negozi introdotta nel 2011, non vada a tutto vantaggio della GDO e a danno delle piccole realtà, come invece sostenuto da molti: “I dati del ministero delle Attività produttive ci dicono che da quando è entrato in vigore il decreto Salva Italia, c’è stata una diminuzione dell’1,9 per cento”, ha detto Gradara. ”Ed è sorprendentemente poco, tenendo conto di altri fattori come la crisi dei consumi, l’avvento dell’e-commerce, che sicuramente hanno contribuito a danneggiare il piccolo commercio che, all’interno di un mercato che sta cambiando, deve affrontare la sfida di riconvertirsi.”

L’articolo 31 del decreto ‘Salva Italia’, secondo la sentenza n.299 del 19 dicembre 2012 della Corte Costituzionale, ha introdotto “misure coerenti con l’obiettivo di promuovere la concorrenza”. Nella medesima sentenza si sottolinea poi come “l’eliminazione dei limiti agli orari e ai giorni di apertura al pubblico degli esercizi commerciali“ favorisca “a beneficio dei consumatori, la creazione di un mercato più dinamico, più aperto all’ingresso di nuovi operatori”, ampliando “la possibilità di scelta del consumatore.”

Lo shopping domenicale è un’opportunità attualmente colta dal 75% degli italiani, come ha ancora sottolineato Gradara: “Solo le aziende a noi associate hanno ogni domenica circa 12 milioni di clienti. È evidente che siamo andati a cogliere un bisogno inespresso. Un ritorno a un passato lontano così violento credo che andrebbe spiegato a quelle decine di milioni di persone che oggi si avvalgono di un servizio che domani verrebbe loro negato.”

La chiusura domenicale dei negozi rischia inoltre di impattare negativamente sull’occupazione, come sottolinea Francesco Pugliese, amministratore delegato e direttore generale di Conad: “Le domeniche incidono per il 10% e quindi sicuramente avremo circa 40-50mila tagli. Quei 400 mila saranno felici di non lavorare, ma i 50mila non so se lo saranno.”

Gli fa eco l’Associazione Nazionale Cooperative fra Dettaglianti Conad: “Stupisce che, in un momento di grandi difficoltà economiche, le organizzazioni a tutela dei lavoratori non mostrino preoccupazione a fronte di una proposta che mette a rischio migliaia di posti di lavoro in un settore che attualmente vede impiegati circa 450 mila addetti, a cui vanno aggiunti quelli dell’indotto.”

Gruppo Four Sviluppo, società che opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo, è molto attenta ai cambiamenti del mercato e agli scenari socio-economici in cui si trovano a operare i suoi clienti.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Immagine di Masaaki Komori su Unsplash

Tecnologia e Immobiliare Commerciale, il settore è pronto per affrontare il cambiamento?

L’impatto che la tecnologia e l’innovazione stanno avendo sull’immobiliare commerciale, ha fatto sì che negli ultimi anni “innovazione” sia diventata una parola chiave del settore. Ma il mercato è davvero pronto – aldilà di speech e conferenze – al cambiamento profondo che sia in grado di evolvere la proposta immobiliare commerciale, affrontando così una sfida che si può definire, senza esagerazioni, epocale?

E’ ciò a cui cerca di dare una risposta un nuovo interessante studio realizzato da TH Real Estate in collaborazione con REED MIDEM: “Per un osservatore esterno, il settore immobiliare commerciale potrebbe apparire lento e conservatore”, spiegano DJack Sibley, Innovation & Technology Strategist di TH Real Estate e Filippo Rean, Director of the Real Estate Division di REED MIDEM, presentando il rapporto. “Molte industrie, con l’inizio del nuovo millennio, hanno subito sconvolgimenti tecnologici, tuttavia software e tecnologia hanno iniziato a entrare con prepotenza nel settore immobiliare solo in tempi relativamente recenti”. Un fatto che rende la discussione sulla crescita dell’impatto tecnologico e dell’innovazione del mercato dell’immobiliare commerciale ancora più attuale e strategica.

“Le caratteristiche strutturali del settore immobiliare”, spiegano poi i ricercatori nel loro rapporto, “potrebbero non essere adatte a determinati modelli di innovazione e rottura”, in quanto “la natura eterogenea delle proprietà e il costo relativamente elevato della sperimentazione, presentano tutti ostacoli per un’innovazione persistente e di successo”. Nell’analisi vengono quindi identificati possibili ulteriori barriere  all’innovazione del mercato dell’immobiliare commerciale nell’avversione al rischio, nella mancanza di allineamento tra gli stakeholder immobiliari e nelle aspettative generali nel settore che il futuro sia rigidamente lineare. L’auspicio è che gli ostacoli possano essere superati grazie all’impegno degli operatori nelle start-up, e dall’emergente ecosistema PropTech, termine coniato in Inghilterra che fa riferimento a tutte quelle imprese e tecnologie che permettono lo sviluppo di soluzioni digitali per il settore immobiliare.

Nel rapporto vengono inoltre indicati differenti avvenimenti che lo scorso anno hanno segnato il cambiamento del mercato: tra questi, la chiusura di 170 punti vendita di ‘Sears’ , importante catena di grande distribuzione statunitense, l’acquisto da parte di Amazon della catena di supermercati bio ‘Whole Foods’,  l’annuncio di Sidewalk Labs (società di proprietà di Google), di un grande progetto di smart city da realizzare negli USA e l’aumento verticale degli investimenti da parte dei Venture Capital nell’ecosistema PropTech, che sono triplicati anno su anno arrivando a quota 12.6 miliardi di dollari. 

Alla luce dell’accelerazione del cambiamento nel settore dell’immobiliare commerciale, occorre, a parere dei ricercatori, “Pensare in modo più strategico e applicare la ricerca attorno alla natura della domanda di immobili e del potenziale impatto delle principali tendenze tecnologiche su orizzonti di cinque e dieci anni”, oltre a “fare di più per incoraggiare e premiare la creatività, la lungimiranza e l’innovazione”, nonché “abbracciare e sfruttare le ultime tecnologie a proprio vantaggio”.

Le più grandi opportunità del prossimo futuro vengono identificate dagli estensori del rapporto innanzi tutto negli ‘smart building’ , in quanto comprendono aree di sviluppo come l’Internet of Things (IoT), in cui i costi in calo dei sensori stanno generando dati più utili. In secondo luogo nell’efficienza energetica, dove sia il software che l’hardware stanno facendo progressi significativi e in terzo luogo nelle piattaforme digitali, in grado di creare nuove modalità di interazione con i clienti, generando virtuosi meccanismi che uniscono l’esperienza di acquisto online e offline.

Un’attenta analisi dello scenario del mercato immobiliare commerciale e della sua evoluzione, unita a una corretta stima del potenziale economico e a una profonda conoscenza del prodotto, sono attività fondamentali di Gruppo Four Sviluppo.

Dallo studio della fattibilità allo studio del bacino d’utenza, dalle pratiche amministrative alla progettazione, dallo studio della viabilità alla commercializzazione, Gruppo Four Sviluppo affianca e sostiene il cliente durante tutte le fasi necessarie al buon esito dell’operazione immobiliare.

Gruppo Four Sviluppo opera prevalentemente nel settore della media e grande distribuzione organizzata, collaborando con le maggiori insegne del settore alimentare e non alimentare, sia a livello nazionale che europeo.

Le competenze di Gruppo Four Sviluppo si rivolgono principalmente ai proprietari di aree ed immobili che necessitano di riqualificazione, alle aziende della GDO, agli investitori istituzionali e agli investitori privati, offrendo una consulenza a 360°.

Immagine: Daniel Chen on Unsplash